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Vecchio 24-03-2002, 07.50.45   #1
Paco
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Paco promette bene
Articolo 18

Sto cercando disperatamente il testo dell'articolo 18, mi aiutereste per favore?

Se vi va possiamo anche parlarne, dopo tutto quello che sta accadendo
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Vecchio 24-03-2002, 08.36.14   #2
Ale il Golosone
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Ale il Golosone promette bene
Eccolo qui....

Articolo 18 Legge 300 del 20 maggio 1970 "Statuto dei lavoratori"

Lo statuto dei lavoratori prevede che il giudice, con la sentenza con cui annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, può ordinare al datore di lavoro, che occupa alle sue dipendenze più di quindici lavoratori, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.



TESTO DELLA LEGGE

Articolo 18 legge 20 maggio 1970 n.300. (Reintegrazione nel posto di lavoro).

Ferma restando l'esperibilità delle procedure previste dall'art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice, con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la inefficacia o l'invalidità a norma del comma precedente.
In ogni caso, la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione, determinata secondo i criteri di cui all'art. 2121 del codice civile.
Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al comma precedente è tenuto inoltre a corrispondere al lavoratore le retribuzioni dovutegli in virtù del rapporto di lavoro dalla data della sentenza stessa fino a quella della reintegrazione.
Se il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del datore di lavoro non abbia ripreso servizio, il rapporto si intende risolto.
La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.
Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.
L'ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l'ha pronunciata.
Si applicano le disposizioni dell'art. 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.
L'ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.
Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo camma ovvero all'ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l'ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all'importo della retribuzione dovuta al lavoratore.
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Vecchio 24-03-2002, 08.53.07   #3
Cecco
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L'ormai famoso art.18 in pratica consente al lavoratore licenziato senza giusta causa di ricorrere al giudice per ottenere sentenza di reintegra nel posto di lavoro quando verificata appunto la mancanza di giusta causa.
V'è poi da precisare che la norma non si applica alle aziende con meno di 15 dipendenti come non si applica ai dipendenti delle associazioni sindacali e dei partiti politici.
L'attuale scontro in atto attiene il fatto che il governo intenderebbe apportare altri tre casi di deroga per favorire la occupazione, in particolare quella nel meridione.
Qui il discorso si fa molto tecnico. Se questa fosse l'unica e migliore via all'occupazione, fermi restando i diritti già acquisiti dai lavoratori occupati (e pare lo siano), beh io sarei sens'altro favorevole. Ma, considerato la forte resistenza e l'aver assunto da parte sindacale l'art. 18 a principio assoluto ed inderogabile ed indiscutibile, se si trovassero altre strade non sarebbe sbagliato.
In ogni caso le riforme vanno fatte assolutamente e perchè come paese abbiamo bisogno di dare risposta a milioni di disoccupati e perchè l'Europa ci obbliga a liberalizzare il mercato del lavoro almeno in qualche misura. Ciao
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Vecchio 24-03-2002, 12.53.37   #4
funnysoft
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C'è molta disinformazione in proposito....
cmq oltre al testo dell'atricolo 18 mi sembra giusto anche esaminare il disegno di legge con il quale l'esecutivo intende modificare il suddetto articolo.
Lo trovate qui
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Vecchio 25-03-2002, 14.30.00   #5
Terno
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D'accordo sul trovare altre strade, ma fino ad 1 limite: mi spiego.
Inizialmente la riforma, quando era stata proposta per la prima volta, non prevedeva casi particolari di applicazione, ovvero, semplicemente si poteva licenzariare senza giusta causa.
L'opposizione del sindacato ha fatto sì che il governo cambiasse in parte la riforma e ponesse limiti e restrizioni. (c'erano state anche altre proposte, ma non mi sembra siano state integrate).

Ma dico: siamo in un paese democratico.... BASTA!!!!
Il governo ha fatto una proposta, c'è opposizione (come è giusto che sia), allora il governo la modifica in alcuni punti, ancora opposizione, qualche altro taglio, ma poi BASTA!
Non mi interessa chi c'è al governo, ma BASTA, proviamo a farlo lavorare. Non se ne può +: proviamo a vedere come funziona stà riforma e poi, nel caso di 1 flop, diciamo: "La riforma è stata 'na caccata!"
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Vecchio 25-03-2002, 16.35.52   #6
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Senti terno, avendo votato per la cdl, posso risponderti francamente senza tema di sembrare di parte. Tu hai ragione nel dire che è il governo a dover decidere, ma mi pare che in questa situazione si sia ritrovato per molte sue colpe.
Se il governo è certo della giustezza delle sue tesi, una volta verificata l'indisponibilità sindacale (ed è stato più volte detto a chiare lettere dai tre segretari) al dialogo sull'art. 18, inutile richiedere ulteriori dialoghi e rinviare la decisione.
La verità è che il governo da una parte comunque teme, ed è normale, il conseguenziale conflitto sociale e, d'altra parte, ancora tenta la strada di dividere i sindacati. Ecco il succo del mio precedente intervento. Ciao

P.S. D'altra parte i sindacati, vuoi pure per motivi politici, hanno pure il diritto di dissentire, così come Confindustria d'approvare.
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Vecchio 25-03-2002, 17.01.21   #7
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Va bene, giusto.
Infatti, se il governo si vuole mettere contro i lavoratori, non è copa di nessun altro. Però, cribbio, come può avere senso la frase (generalizzo, dei sindacati): "Ci metteremo al tavolo per venirci incontro; avremo una sola proposta: non si tocca nulla". Mi sembra un po' contradditorio.
Poi, è chiaro, dipende da quanto si vuole andare avanti. Ma non dimentichiamoci che siamo in Italia....
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Vecchio 25-03-2002, 18.54.52   #8
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Va bene, giusto.
Infatti, se il governo si vuole mettere contro i lavoratori, non è copa di nessun altro. Però, cribbio, come può avere senso la frase (generalizzo, dei sindacati): "Ci metteremo al tavolo per venirci incontro; avremo una sola proposta: non si tocca nulla". Mi sembra un po' contradditorio.
Poi, è chiaro, dipende da quanto si vuole andare avanti. Ma non dimentichiamoci che siamo in Italia....
Veramente la cosa non è andata proprio così: la CGIL si è subito dichiarata contraria alla modifica dell'articolo 18 dello statuto in questione, e ha minacciato lo sciopero generale. CISL e UIL hanno acconsentito ad arrivare alle trattative con il governo, poi hanno deciso anche loro per lo scontro sociale.
Non sarà che il governo pretende che i sindacati si pieghino ad accettare cose che, per la loro natura, non possono accettare? Secondo me funziona così:

Il governo chiama i sindacati alle trattative, poi mantiene la sua linea e cerca di spingere i sindacati ad accettarla. -> I sindacati abbandonano le trattative, dal momento che non trovano margine di discussione, e decidono per lo sciopero. -> Il governo sostiene che i sindacati non vogliono trattare, e li accusa di scarsa propensione al dialogo.

A me pare che i sindacati si stiano comportando bene, secondo la loro funzione tutelativa degli interessi dei lavoratori.
D'altra parte, non vedo perché dovrebbero lasciare che il governo vari un provvedimento contro il quale sono scese in piazza centinaia di migliaia (milioni?) di persone, se non lo condividono e hanno il potere e la volontà di ostacolarlo. Voglio dire, mi pare che di consenso Cofferati ne abbia.
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Vecchio 25-03-2002, 19.04.49   #9
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Esattamente. Il governo ha proposto, il sindacato ha risposto picche, la confindustria ok. Così funziona, ed ovviamente l'ultima parola spetta al governo che deve decidere sulla base del maggior interesse del paese e, non vorrei, sul proprio interesse a tener basso lo scontro sociale. Se davvero credo nelle mie idee, se davvero sò che ciò farà bene al paese, allora devo andare avanti in assoluta indipendenza.
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Vecchio 25-03-2002, 19.52.38   #10
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Invece di discutere sull'operato del governo o dei sindacati perchè non postiamo le nostre opinioni sulla modifica dell'articolo 18?

Secondo me è giusta.
L'Italia è l'ultimo paese dell'UE come occupazione. Il livello di occupazione è infatti del 53%, se non ricordo male, e l'unica cosa da fare è progettare una strategia che avvii la crescita dell'occupazione e una maggiore stabilità dei posti di lavoro.
L'art. 18 (che in tutta europa vige solamente in Italia e Germania) è un pesante freno per lo sviluppo dell'occupazione e per le assunzioni.
Voi cosa ne pensate?
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Vecchio 25-03-2002, 20.04.21   #11
Efreet
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Io, non essendo un tecnico, non posso dire se la modifica proposta dal governo porterà o meno posti di lavoro.

Personalmente, però, la proposta non mi piace molto perché credo che sottragga dei diritti al lavoratore, aumentando la precarietà del posto di lavoro.

Avendo lavorato in fabbrica (lavoro estivo) so che qualche volta il datore di lavoro tenta di allontanare certe persone "scomode": io preferisco che tale comportamento non sia permesso.
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Vecchio 26-03-2002, 00.46.06   #12
dcb59
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Invece di discutere sull'operato del governo o dei sindacati perchè non postiamo le nostre opinioni sulla modifica dell'articolo 18?

Secondo me è giusta.
L'Italia è l'ultimo paese dell'UE come occupazione. Il livello di occupazione è infatti del 53%, se non ricordo male, e l'unica cosa da fare è progettare una strategia che avvii la crescita dell'occupazione e una maggiore stabilità dei posti di lavoro.
L'art. 18 (che in tutta europa vige solamente in Italia e Germania) è un pesante freno per lo sviluppo dell'occupazione e per le assunzioni.
Voi cosa ne pensate?
Te l'hanno spiegata storta.

Il governo dice : se un'azienda sommersa potesse licenziare + facilmente allora emerge. Niente di più falso. Se io ho un'azienda sommersa lo faccio per non pagare tasse e contributi. Faccio quel che mi pare e ricatto i miei lavoratori come voglio. Sarei un bel fesso a dar retta al berlusconi ed emergere. Dovrei pagare le tasse, pagare stipendi regolari, pagare i contributi e, per di più, smenare 24 (o quel che sarà)mensilità al lavoratore che butto fuori perchè alza la cresta.

Il governo dice : un'azienda che utilizza lavoratori precari (con contratti a termine o in altre situazioni) potendoli licenziare in seguito alla modifica dell'art, 18 li assumerà fissi. Niente di + falso. Io imprenditore mi tengo il precario, che posso licenziare a gratis e che ricatto come mi pare. Sarei un bel fesso a dar retta al berlusconi ed assumerlo. Poi, quando lo caccio perchè alza la cresta devo pure pagargli i 24 (o quel che sarà) mesi.

Il governo ne dice altre e potrei intasare il forum rispondendogli che la modifica, così come la presentano, non va bene.

Con questo non è che non convenga che lo Statuto dei Lavoratori non debba e possa essere reso + moderno. Niente è intoccabile e tutto è migliorabile. Ma che lo si migliori davvero.

Sul fatto che l'art 18 in Europa non c'è è esatto. Però ci sono delle tutele nei confronti dei lavoratori disoccupati che noi possiamo e potremo solo sognarci. (Vedi ad esempio l'Inghilterra) Perchè da noi nel progetto delgoverno non è prevista la modifica di quel vergognoso istututo compensativo definito indennità di disoccupazione.


E te la spiegano storta anche quando ti dicono che l'art. 18 è un freno per le assunzioni. L'art 18 prevede SOLO che il singolo lavoratore NON possa essere licenziato SENZA un giustificato motivo. Se un'azienda deve licenziare un determinato numero di lavoratori per motivi di esubero del perdonale, scarsità di ordinativi, ecc, lo puo fare, lo ha sempre fatto e lo potrà sempre fare. Qui l'art. 18 non frena un bel niente.
___________________________________

Qualsiasi programma, quando funziona, e'obsoleto.

Ultima modifica di dcb59 : 26-03-2002 alle ore 00.58.30
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Vecchio 26-03-2002, 00.57.45   #13
twinpigs
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a questo punto non ci resta che aspettare che i "sogni e le favole" diventintino REALTA'

poi (dopo) magari voteremo Cofferati che avendo portato 1,5 milioni di gente "in piazza" si prospetta come il candidato premier dell'ennesima viittima di Bozzolo (poverino ... lui crede ogni volta che "essendo coperto" possa dire ciò che vuole ... invece poi si dimostra poco uomo politico ... )
P.S.: nella pianura padana ci sono giacimenti di petrolio e altre "risorse" minerarie ... basta un "niente" che l'antieconomicità si trasformi in ...

sto delirando


Scusate
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Vecchio 26-03-2002, 13.50.49   #14
BadMirror
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poi (dopo) magari voteremo Cofferati che avendo portato 1,5 milioni di gente "in piazza" si prospetta come il candidato premier
E' quello che secondo me sta succedendo, altro che diritti dei lavoratori, è una campagna politica di Cofferati il quale tra poco statene sicuri si butterà in politica attiva
___________________________________

Prendi un pianoforte: sai che la tastiera ha 88 tasti e nessuno ti può fregare, essa è finita ma puoi crearci melodie infinite, sei tu ad essere infinito. Ma il mondo è una tastiera senza fine che io non posso suonare, esso è il pianoforte su cui suona Dio. by Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.
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Vecchio 26-03-2002, 14.12.35   #15
twinpigs
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E' quello che secondo me sta succedendo, altro che diritti dei lavoratori, è una campagna politica di Cofferati il quale tra poco statene sicuri si butterà in politica attiva
entro quest'anno il "mandato" di Cofferati alla Cigl scadrà ...
dopo ci sarà l'ennesima farsa di Bozzolo e .................
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