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#1 |
WebMaster
Registrato: 18-09-2008
Messaggi: 5.899
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DDL Butti: nuova censura della Rete?
![]() Nelle ultime ore sul Web ha suscitato molte polemiche un disegno di legge presentato dal senatore del PDL Alessio Butti che, qualora venisse approvato, potrebbe porre dei nuovi paletti alla libertà d'informazione sul Web. Il decreto, in pratica, interviene sul diritto d'autore e stabilisce che chiunque voglia pubblicare estratti di articoli provenienti da altre riviste e giornali non possa farlo senza un preventivo accordo con le associazioni degli editori. Il decreto aggiungere un comma (numero 2bis) all'art. 65 della legge sul diritto d'autore (22 aprile 1941, n.633). Ecco il passo incriminato: «Al di fuori dei casi di cui al comma 1, l'utilizzo o la riproduzione, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, di articoli di attualità pubblicati nelle riviste o nei giornali, allo scopo di trarne profitto, sono autorizzati esclusivamente sulla base di accordi stipulati tra i soggetti che intendano utilizzare i suddetti articoli, ovvero tra le proprie associazioni di rappresentanza, e le associazioni maggiormente rappresentative degli editori delle opere da cui gli articoli medesimi sono tratti. Con i medesimi accordi sono stabilite la misura e le modalità di riscossione da parte dell'editore del compenso dovuto». Da più parti si sta lanciando l'allarme censura: il decreto, si legge in molti siti e blog, è un nuovo tentativo di mettere il bavaglio alla Rete. I dubbi sono tanti, in particolare su cosa si intenda per "utilizzo" delle informazioni. Il timore diffuso è che qualora il decreto venga approvato, non si potrà più citare liberamente un articolo sul proprio blog, sito o pagina Web. Inoltre si ha la sensazione che, senza previa autorizzazione, paradossalmente potrebbe non essere consentito discutere, commentare o anche solo linkare un articolo in Rete. La norma, infine, potrebbe limitare pure i servizi dei motori di ricerca che indicizzano i link delle notizie pubblicate. Voi cosa ne pensate? Postate pure la vostra opinione come commento alla news. |
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#2 |
Newbie
Registrato: 01-12-2011
Messaggi: 2
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Onestamente non vedo dove sia l'attacco alla libertà d'informazione.. è chiaramente specificato "l'utilizzo..... allo scopo di TRARNE PROFITTO..."
La condivisione di scritti allo scopo di discussione o diffusione non mi pare che generi profitto.. Qui non si parla di censura, ma di limitare il "furto" di proprietà intellettuali di altri per proprio interesse.. |
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#3 |
Newbie
Registrato: 28-02-2012
Messaggi: 1
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pDavide ... sei ingenuo
" trarne profitto " non significa "lucro" ( economico ) ma anche semplice 'profitto' di maggiore visibilità, profitto di reputazione , o altro , insomma si può considerare 'profitto' una più ampia varietà di situazioni , non solo il mero profitto economico ed è per questo che è molto pericolosa questa postilla che vogliono aggiungere |
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#4 |
Gold Member
WT Expert
Registrato: 09-01-2002
Loc.: None of your business
Messaggi: 5.505
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I motori di ricerca non sono siti web.
Inoltre, i motori di ricerca eseguono l'indicizzazione sulla base di tags presenti nella pagina d'indice del sito. Una volta ottenuto l'indirizzo della pagina, cliccando su quel link col proprio browser, sarà la pagina a non dover riportare contenuti protetti che non siano stati preventivamente concordati con i soggetti ai quali quei contenuti fanno riferimento. Tu pensa a siti che consentono di scaricare una rivista o un quotidiano in formato pdf gratuitamente (o dietro donazione), senza che lo stesso sia presente sul sito che appartiene alla testata giornalistica cartacea. Es1: Io scarico da www[.]sito[.]it il giornale "La Stampa" in formato pdf. In questo caso, il webmaster di www[.]sito[.]it può consentire di scaricare la rivista in formato pdf solo se stipula legale accordo con la testata giornalistica che, sicuramente, si tradurrà in un accordo economico sia per la pubblicazione del contenuto, sia sull'incameramento di una percentuale sui download. Es2: Io trovo la stessa notizia su un sito (può essere anche un blog o un forum di discussione) che non fa parte di una testata giornalistica. In questo caso, il webmaster di quel sito deve avere stipulato con la testata un accordo nei termini specificati all'Es1. Diversamente, se pubblica solo il link della notizia che punta alla testata giornalistica, l'accordo non è necessario (motore di ricerca). Cio che si evince è che tra tutti i soggetti interessati a rendere disponibile la notizia sul web, sarà garantito un ritorno economico che verrà versato da chi ha interesse a fare uso di quella notizia, praticamente noi utenti...D'altronde non vai in edicola a comprarti il giornale o la rivista, qualunque essa sia ? Pensi davvero di pagare solo l'abbonamento ad Internet per guardare poche notizie (che invece trovi in maniera esaustiva sul giornale cartaceo) in rete e gratuitamente ? Dietro a tutte queste innovazioni legali, si cela il profitto...ma di chi ? La risposta è: DEI SOLITI NOTI. ps: mi sono Montizzato anch'io. Ultima modifica di LoryOne : 28-02-2012 alle ore 21.42.46 |
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#5 |
Hero Member
Registrato: 20-03-2005
Loc.: Corsico
Messaggi: 1.321
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Molto grave credo e non credo paradossale la non possibilita' di discutere, commentare o soltanto Linkare un'articolo. E per quei tanti giornali e riviste che sono controllate dai poteri dello stato e pagati attraverso le tasse dai contribuenti ( in buona parte per alcuni e addirittura totalmente per la maggior parte, rare le eccezioni) ? E' un po' che ci provano ad imbavagliare la rete, mi auguro non venga approvato e che cada perche' inapplicabile .... E poi non mi risulta che tutti quelli che scrivono articoli siano regolarmente iscritti all'albo dei giornalisti o mi sbaglio ? Una piccola provocazione .... l'argomento e' interessante ...
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#6 |
Gold Member
Registrato: 20-05-2004
Loc.: Perugia
Messaggi: 4.188
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Come non sono siti web?! E che sono?
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#7 |
Gold Member
WT Expert
Registrato: 09-01-2002
Loc.: None of your business
Messaggi: 5.505
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Il motore di ricerca è finalizzato ad ottenere link ai contenuti che non facciano parte di se stesso: Per tale motivo, esso è legato ai siti che rende raggiungibili, indipendentemente dalle form predisposte per avviare la ricerca che è l'unico contenuto che lo caratterizza. Chiaramente, all'utente è fornita solo l'interfaccia di ricerca.
La sua funzione, pertanto, in mancanza di contenuti esterni è del tutto inutile. Qualora rendesse disponibile in cache il contenuto di parte o di interi siti indicizzati, la sua funzione oltrepasserebbe quella che era in origine, confondendosi con i contenuti di cui è solo l'indicizzatore. In parole povere, non può sostituirsi o creare copie di contenuti in rete. Sono i contenuti in rete da esso indicizzabili ad essere soggetti alla norma. Il fatto che sia raggiungibile attraverso un link non lo rende automaticamente assimilabile ad un sito è poichè quest'ultimo è quello che è in base al contenuto che ospita, esso diviene solo indicizzabile attraverso il motore per essere noto alla grande massa di internauti. Per essere ancor più esplicito, se tu trovassi solo una lista di link in seguito a ricerca effettuata (funzione esclusiva assolta dal motore) su un qualunque motore presente sul web , dovresti comunque cliccare sul link proposto per ottenere i contenuti, cioè accedere al sito. |
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#8 |
Gold Member
Registrato: 20-05-2004
Loc.: Perugia
Messaggi: 4.188
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Cioè, dici che www.google.it non è un sito?
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#9 | |
Gold Member
Registrato: 20-05-2004
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#10 |
Newbie
Registrato: 01-03-2012
Messaggi: 6
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Rif: DDL Butti: nuova censura della Rete?
Se questo disegno di legge sarà approvato, sarà si l'ennesimo tentativo di imbavagliare la rete.
Bisogna tener ben presente che i siti, blog, forum, che contengono pubblicità saranno considerati con fine di profitto, quindi gli eventuali link o citazioni a giornali, stando alla sconclusionata proposta di legge dell'On. Butti, dovranno avere l'approvazione, anzi, un preventivo accordo con l'associazione degli editori o gli editori stessi. Chi, nel proprio sito, ospita pubblicità, indifferentemente, sia a scopo di lucro che per mantenere l'hosting, sarebbe soggetto a questo pietoso e poco mascherato attacco alla rete, l'ennesimo tentativo di bavaglio, senza contare che la trafila per poter linkare gli articoli è a dir poco, oscena e senza senso. Non credo che l'On. Butti si renda conto di quello che ha scritto, forse dovrà rivedere la mancanza di chiarezza e le contraddizioni della sua leggina, dover leggere fra le righe può causare molta confusione, soprattutto tirando in ballo le normative UE, come da lui sostenuto, che non si sono mai sognate di porre questi limiti (e ci mancava pure questa). E poi si lamentano degli attacchi ai loro siti. ![]() |
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