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Vecchio 19-04-2004, 18.59.48   #1
exion
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Eroi



Pasquale Paoli







Giuseppe Garibaldi






Giovanni Falcone






Generale Lafayette






Pietro Laganà







Giovanni Palatucci
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Vecchio 19-04-2004, 20.00.11   #2
dave4mame
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non per essere polemico nè tantomeno per voler minimamente sminuire l'operato di falcone (e borsellino? e ambrosoli? e biagi? e dantona?), ma... mi spieghi cosa c'è di eroico nel farsi far esplodere senza averne cognizione?


e questo punto mettici anche tutti i poliziotti e carabinieri che muoiono facendo il loro dovere...
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Vecchio 19-04-2004, 20.20.20   #3
exion
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non per essere polemico nè tantomeno per voler minimamente sminuire l'operato di falcone (e borsellino? e ambrosoli? e biagi? e dantona?), ma... mi spieghi cosa c'è di eroico nel farsi far esplodere senza averne cognizione?


e questo punto mettici anche tutti i poliziotti e carabinieri che muoiono facendo il loro dovere...
eroe non per essere saltato in aria, ma per aver sacrificato tutta la sua vita di uomo per un ideale.

Davanti alla scelta, vivere blindati, senza libertà e continuamente sotto tiro per lottare contro la mafia, oppure ritirarsi a vita più mite in qualche ufficio periferico al nord, non so quanti opterebbero come lui per la prima opzione.
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Vecchio 19-04-2004, 20.21.37   #4
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non per essere polemico nè tantomeno per voler minimamente sminuire l'operato di falcone (e borsellino? e ambrosoli? e biagi? e dantona?), ma... mi spieghi cosa c'è di eroico nel farsi far esplodere senza averne cognizione?


farsi fare esplodere???
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Vecchio 19-04-2004, 20.25.24   #5
exion
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rifletterei anche sul fatto che raramente i vinti hanno eroi...

Ad esempio....



Erwin Rommel

Per senso del dovere, sacrificio per la patria, coraggio e genialità, avrebbe avuto anche lui tutte le carte in regola per aspirare al titolo di "eroe".
Poi però scelse il campo sbagliato, e finì come sappiamo...





Per la storiografia ufficiale francese, Pascal Paoli è poco più di un agitatore irresponsabile. Un proto-terrorista... Per i "vincitori", un nemico. Per i "vinti", un eroe.
Ma fra qualche decennio se ne perderà definitivamente la memoria, e l'eroe corso "ufficiale" resterà soltanto Bonaparte.
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Vecchio 19-04-2004, 20.37.22   #6
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Salvo D'Acquisto

Impossibile parlare di eroi senza citarlo
___________________________________

Io sono parte nopeo e parte napoletano
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Vecchio 19-04-2004, 21.46.03   #7
exion
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Salvo D'Acquisto

Impossibile parlare di eroi senza citarlo
giusto (Y)
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Vecchio 19-04-2004, 21.50.43   #8
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Vecchio 19-04-2004, 22.03.45   #9
davlak
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exion, parafrasando il titolo del film, io sono figlio d'un eroe "minore".
Che era anche un soldato.
"Minore" perchè...boh, non saprei, forse perchè ne è uscito vivo, punto di domanda.
O forse perchè se io gli avessi detto "Papà sei un eroe" mi avrebbe tirato un calcio nel culo, ri-punto di domanda.
O forse perchè...vediamo un pò...dunque:

questo è ciò che scrissi di lui a due giorni dalla sua morte:


Il Colonnello

Una volta chiesi a mio padre, in un momento di particolare confidenza, se avesse mai ucciso un uomo, in guerra.
La sua risposta mi sorprese: una risata, come dire: "ma che scherzi?"
Mi raccontò che aveva sparato più colpi col fucile al luna park che in tutta la sua carriera militare.
Gli chiesi qualche dettaglio e lui mi spiegò che al luna park ci andava spesso a tirare, e si giocava le birre coi soldati tedeschi.
Mio padre era un giovane ufficiale dell'esercito inglese, durante la seconda guerra mondiale, ed era di stanza in Italia.
All'epoca parlava 8 lingue (successivamente ne imparò altre 3), e per questo fù contattato dal MI6 (il servizio segreto inglese) che gli affidò l'incarico di organizzare la RESISTENZA (n.b.: lo metto in grassetto e tuttomaiuscolo ad uso e consumo di coloro i quali abbiano smarrito il significato autentico di questa parola sacra) collaborando con la brigata Majella, e la liberazione di prigionieri detenuti in un campo di concentramento a Sulmona, in Abruzzo.
In pratica lo fecero agente segreto e lo spedirono in missione.
Aveva un passaporto falso, registrato a nome di Giuseppe B. e parlava l'italiano, senza accento.
In quei paesini abruzzesi ci sono ancora persone che si ricordano di mio padre, e quando vado da quelle parti mi chiedono "Come stà il Colonnello Giuseppe?".
E tra loro c'é qualcuno di quei 100 prigionieri del campo, destinati alla deportazione, che lui riuscì a far scappare, li mise su un treno merci e li spedì verso la salvezza.
Tornò indietro per farsi catturare nuovamente dai Tedeschi consegnandosi spontaneamente e fingendo di essere pentito per la fuga.
Fù condannato a morte per la seconda volta (la prima era stata in Grecia), ma dopo una settimana di prigionia riuscì nuovamente a organizzare la fuga di altri 200.
Lui si rifugiò tra le montagne d'Abruzzo, portando con sè un ufficiale australiano gravemente ammalato.
In un paesino in mezzo a quelle montagne conobbe mia madre...lui rideva quando mi raccontava di averla minacciata perchè lei li facesse entrare in casa e li nascondesse ai nazisti.
Quello fù il loro primo incontro.
Ha avuto tante medaglie e onoreficenze, e non solo in Italia, ma non le mostrava mai e non raccontava le cose se uno non gliele chiedeva.
[omissis]
Ha salvato un sacco di gente, ho letto libri in cui c'era il suo nome e la sua storia, ho conosciuto persone che dopo mezzo secolo ancora piangevano commosse quando lo incontravano per strada, il Colonnello.


Avrei anche dell'altro da aggiungere.
Non sposò mia madre, non subito, perchè immediatamente dopo la fine della guerra, siccome era bravo nel suo lavoro, l'Esercito di sua Maestà lo spedì nientepopòdimenoché...in Palestina.
Lì conobbe una donna, Palestinese, e siccome mio padre era uno di quegli uomini a cui piacciono le cose cotte e mangiate, convolarono a nozze nel breve volgere di pochi mesi.
Ebbero due figli (che sono dunque miei fratellastri, brutta parola, io li chiamo fratelli, comunque) e siccome c'era un casino pazzesco da quelle parti, nel '48 prese tutti e tre e li fece entrare in Israele, dove vennero accolti, divennero cittadini del nuovo Stato ed ottennero anche il passaporto.
A quella donna Palestinese in un certo senso devo la vita, perchè se non fosse morta di cancro nel '53, mio padre non sarebbe tornato in Italia, non avrebbe sposato mia madre e io e l'altro mio fratello non saremmo mai nati.
In pratica ho una matrigna Palestinese e due fratelli per metà Palestinesi e per l'altra Israeliani.
I miei due fratelli mezzosangue li incontro un paio di volte all'anno, e l'ultima volta che sono venuti a casa mia era l'estate scorsa.
Sono più grandi di me, ma nonostante la sensibile differenza di età, andiamo molto d'accordo, oltre a volerci un gran bene.
Lì pure, comunque, a mio padre, gli diedero delle medaglie, per aver salvato un pò di gente di tutte le razze e religioni, ebrei, Israeliani, Palestinesi, Arabi, Musulmani...insomma un bel pò di Cristiani.
Una volta da una parte un'altra volta dalla parte opposta.
Era il suo lavoro, però...mica il suo ideale.
Oddio, con questo non voglio dire che non ci credesse, anzi, ci credeva eccome che fosse un bel lavoro salvare degli esseri umani, anche perchè, conoscendolo, se un lavoro non gli piaceva non lo faceva mica, non c'era verso di farglielo fare, manco a pagarlo con tutto l'oro di forte Knox.
E difatti quando era già tornato in Italia e aveva sposato mia madre, nel '61 gli offrirono tanti di quei soldi per tornare in missione che, con due anni di servizio, con la paga ci si sarebbe potuto comprare uno Yacht che Onassis avrebbe rosicato.
Ma di lavoro, nel frattempo, ne aveva iniziato un altro, si era messo a fare il commerciante e gli piaceva di più; così rifiutò.
La faccia dei due rappresentanti in bombetta dell'MI6 che vennero a fargli l'offerta me la ricordo ancora, avevo poco meno di 4 anni...non riuscivano a crederci, erano letteralmente basiti, due statue di marmo anglosassonemente imbarazzate ed elegantemente vestite di nero nel nostro salotto.
Ovviamente all'epoca non potevo capire cosa stesse succedendo ma più avanti con gli anni me lo spiegarono e mi ricordo di averci riso a crepapelle.





Comunque: se a mio padre gli dicevano che era un eroe, diventava di tutti i colori, e quello della sua faccia tendeva a virare sul verde-bile.
Insomma si incazzava come una biscia.
Infatti il suo unico ideale (ti rubo il termine, anche se nel caso di mio padre ci azzecca come i cavoli a merenda) era quello di fare bene il suo lavoro di agente segreto e di soldato.
E' quello che mi ha sempre detto a riguardo.


_________________________________

Tutto questo per dire che, semplicemente, so di cosa stai parlando...forse un tantino più di te (senza polemica, sia chiaro) e non mi sarei mai permesso di fartelo notare se non sapessi che ti stanno girando i maroni di brutto perchè qualcuno s'è azzardato a dare dell'eroe (non io, ma non ci trovo niente di scabroso) ad un lavoratore nostro connazionale trucidato in Iraq.
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Vecchio 19-04-2004, 22.29.10   #10
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Tutto questo per dire che, semplicemente, so di cosa stai parlando...forse un tantino più di te (senza polemica, sia chiaro) e non mi sarei mai permesso di fartelo notare se non sapessi che ti stanno girando i maroni di brutto perchè qualcuno s'è azzardato a dare dell'eroe (non io, ma non ci trovo niente di scabroso) ad un lavoratore nostro connazionale trucidato in Iraq.
Immaginavo che sarebbe venuta fuori questa interpretazione

Non mi aspettavo che venisse da te, ma me l'aspettavo comunque

Ma non è così, non del tutto almeno.

Si è vero, lo spunto di partenza l'ho preso dall'altro 3d, ma senza alcun intento polemico.
Inoltre, nel pomeriggio ho mandato una mail ad un amico per spiegargli chi era Pascal (o Pasquale) Paoli. E così, unendo i due spunti, ne è venuto fuori questo 3d.

Mi piaceva l'idea di una carrellata di grandi personaggi storici, di figure al di fuori dell'ordinario per coraggio e brillantezza di spirito (non per nulla ho citato anche Rommel, che eppure lottava per una causa decisamente sbagliata perdendo agli occhi della storia il ruolo di eroe)

Una carrellata a cui chiunque può apportare il proprio ricordo/contributo, incluso il tuo che è prezioso



ps: dimenticavo che neanche io trovo nulla di scabroso nel dire che Quatrocchi sia un eroe. Forse lo era, forse no, non mi interessa nemmeno, ma di sicuro è stato eroico il modo in cui se ne è andato.
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Vecchio 20-04-2004, 01.38.18   #11
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Gli eroi di Chernobyl





cioè coloro che (ufficialmente 31) tra pompieri e scienziati riuscirono nei giorni seguenti lo scoppio del reattore 4 (26 aprile 1986) a domare l'incendio evitandone la propagazione agli altri reattori, salvando l'umanità intera da una catastrofe apocalittica.

Sapevano che non sarebbero sopravvissuti esponendosi a dosi di radiazioni altissime, hanno dato la loro vita per tutti noi
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Vecchio 20-04-2004, 11.07.40   #12
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ecco, su questi invece concordo in pieno.
come i pompieri delle twin tower, come il già citato rommel...(e quoto al 100% l'affermazione che i vinti non hanno eroi)
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Vecchio 03-05-2004, 21.13.24   #13
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x me questo ragazzo e' un eroe:

Caduti in fiume,trovato altro corpo
Giovane si buttò per salvare amico
I sommozzatori dei carabinieri hanno individuato in un'ansa del Simeto nel Catanese il corpo di Francesco Saraniti, il 17enne che il primo maggio si era tuffato nel fiume nel tentativo di salvare due coetanei che stavano per annegare. Il cadavere di Annamaria Cardiano, la prima a cadere in acqua, è stato trovato domenica dai sub dei vigili del fuoco. Il corpo di Francesco, che si trova una gola lavica, è stato recuperato dalla squadra speleologica.

Il ragazzo ero stato protagonista di un gesto eroico gettandosi nel fiume nel tentativo di salvare la ragazza e un suo compagno, che erano caduti in acqua. E' riuscito a portare a riva il coetaneo. Poi stava cercando di salvare anche Annamaria ma non ce l'ha fatta: la corrente ha trascinato anche lui, mentre altri amici erano impegnati nel tentativo di farli risalire. Momenti drammatici che sono sembrati un'eternità a chi li ha vissuti. Alla fine, però, il gesto di Francesco non è stato del tutto inutile anche se il prezzo pagato dal giovane è stato il più alto possibile.

La notizia del ritrovamento ha ampliato il dolore di familiari ed amici del ragazzo. "Un vero eroe", ha commentato un suo coetaneo. "Francesco era un generoso di natura - ha ricordato in lacrime la zia Maria Grazia - sempre sorridente e solare". Francesco Saraniti era iscritto a un corso di elettrotecnica della scuola professionale di Biancavilla, perché voleva diventare elettricista. Intanto lavorava saltuariamente come manovale, e dava una mano del negozio di rivendita di fiori del padre, a Centuripe (Enna). Le ricerche, sospese domenica sera dopo l'arrivo del buio, erano riprese all'alba. Vi hanno partecipato i carabinieri, vigili del fuoco, polizia, protezione civile e i militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi.
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Vecchio 26-05-2004, 21.39.17   #14
Gigi75
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rifletterei anche sul fatto che raramente i vinti hanno eroi...

Ad esempio....

Erwin Rommel

Per senso del dovere, sacrificio per la patria, coraggio e genialità, avrebbe avuto anche lui tutte le carte in regola per aspirare al titolo di "eroe".
Poi però scelse il campo sbagliato, e finì come sappiamo...

Per la storiografia ufficiale francese, Pascal Paoli è poco più di un agitatore irresponsabile. Un proto-terrorista... Per i "vincitori", un nemico. Per i "vinti", un eroe.
Ma fra qualche decennio se ne perderà definitivamente la memoria, e l'eroe corso "ufficiale" resterà soltanto Bonaparte.
Complimenti, sono d'accordo con te al 100%.

Non è un discorso così comune quello della soggettività della ragione politica.
Ancora più difficile da fare in questi tempi.

Mi è piaciuto parecchio(Y) (Y)
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.:. R.U.T.T.A. Motoclub Bari: Il Forum .:.
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Vecchio 26-05-2004, 22.00.06   #15
Eccomi
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Comunque: se a mio padre gli dicevano che era un eroe, diventava di tutti i colori, e quello della sua faccia tendeva a virare sul verde-bile.
Insomma si incazzava come una biscia.
Infatti il suo unico ideale (ti rubo il termine, anche se nel caso di mio padre ci azzecca come i cavoli a merenda) era quello di fare bene il suo lavoro di agente segreto e di soldato.
E' quello che mi ha sempre detto a riguardo.

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