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Vecchio 08-10-2004, 20.21.39   #1
exion
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SIAE, RIAA, SACEM: Paese che vai, ladro che trovi!

Questa estate all'ente turismo dove lavoro abbiamo deciso di organizzare una serie di 4 concerti d'organo, musica classica quindi, col contributo di un'organista locale che ci ha fatto il favore di lavorare 4 sere per un tozzo di pane.
Abbiamo avuto anche la collaborazione della parocchia, che ci ha messo a disposizione il bellissimo organo storico del 1845 che abbiamo qui, a titolo completamente gratuito.

Trattandosi di un ente "povero" (siamo due dipendenti in un paese di 300 anime, figuratevi che giro d'affari!) e di una manifestazione ancor più povera, ci siamo ben guardati dal contattare la SACEM, equivalente francese della SIAE, dubitando seriamente che questi si sarebbero interessati a noi. Manco avevamo fatto promozione all'evento al di fuori del nostro comune, ritenendo l'evento una cosa praticamente "inter nos".

Purtroppo si sono accorti di noi (avanti, chi ha fatto la spia?), e quindi ci hanno richiesto di regolarizzare la nostra posizione. Ci hanno mandato 16, dico 16!, pagine di documenti da riempire, tra cui il fatidico "bordereau" ben noto anche in Italia, dove dovevamo indicare per ogni brano eseguito nome e cognome dell'autore, titolo, durata. I 4 concerti avevano un programma assolutamente identico: sarebbe stato logico inviare una sola copia del bordereau per i 4 concerti? Assolutamente no! Abbiamo dovuto riempire a mano 4 copie identiche di quella carta igienica gialla!

Con tanta pazienza e dedizione, io e la mia collega abbiamo dedicato un pomeriggio intero a riempire i complicatissimi fogli (quindi di fatto anche un pomeriggio di lavoro perso). Abbiamo poi rispedito il tutto, tranquilli e sereni, visto che tutti i brani eseguiti ricadono nel dominio pubblico (autori/compositori deceduti da più di 70 anni). Ritenevamo di dover pagare 0, visto che erano stati suonati 0 pezzi protetti dal diritto d'autore.

Ieri, dopo più di un mese di attesa (alla faccia, a noi ci hanno intimato di mandar loro il bordereau compilato a stretto giro di posta entro 3 giorni per evitare sanzioni) con una bella fattura di 96€!!
Nella fattura, nessuna indicazione altra che "concerti nel periodo giugno/agosto---> totale=96€ "
Per cosa e perché dobbiamo pagare? E chi lo sa... Pagate e basta dice la fattura.

96€ che rappresentano la bellezza del 45% del nostro incasso complessivo!!!!
Il che vi da anche l'idea di quanto ci siamo "arricchiti" con questa manifestazione...

Avendoli chiamati al telefono per avere lumi, scopriamo che tra i compositori citati, non erano riusciti a trovare i nomi di Padre Narciso e di Padre Martini. Quindi, non trovando i nomi ma solo i cognomi, per loro era chiaro che i brani, nel dubbio, facessero parte del reportorio protetto, e quindi senza dubbio dovevamo pagare.


Li ho trattati da ignoranti, perché primo, è chiaro che trattandosi di frati, il loro nome è del tutto secondario ed entrambi sono mondialmente conosciuti con il loro nome ecclesiastico (sarebbe come chiedere il cognome di San Pietro o il codice fiscale di Gesù); secondo perché bastano 30 secondi di ricerca su Internet per scoprire, anche senza essere specialisti di musica classica, che Padre Martini era il maestro di contrappunto di Mozart, e che Padre Narciso era all'Accademia Filarmonica di Bologna quando Napoleone non era nemmeno nato.
Ma niente: di coccio, vogliono i nomi.
Da una parte ci dicono "spiacenti, non li abbiamo trovati nel nostro repertorio, perché mancano i nomi", dimostrando un'ignoranza indegna di professionisti della musica chiamati a proteggere gli autori, e dall'altro ci dicono "pagate, perché avete usato artisti protetti nel nostro repertorio". O sono protetti e quindi sono nel loro reportorio, o non gli hanno trovati e non sono protetti, ma le due cose non è possibile proprio...


Kafkiano!



Se il p2p è l'unico grimaldello possibile per scardinare questa mafia internazionale dell'arte... Beh, ben venga!
Questa è la conclusione che inevitabilmente ne traggo

Ultima modifica di exion : 08-10-2004 alle ore 20.28.25
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Vecchio 08-10-2004, 21.11.56   #2
Nothatkind
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Ma che assurdità
Burocratismo puro
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Non farti più amici di quanti non possa tenerne il cuore. J. De Valckenaere
Per raro che sia il vero amore, è meno raro della vera amicizia. F. de La Rochefoucauld
Non chiedere a me il perchè, chiedi a te stessa cosa hai fatto e come hai rovinato tutto.
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Vecchio 08-10-2004, 21.12.44   #3
handyman
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Denunciali exion...chiama qualche associazione dei consumatori,qualche tv o giornale locale.
Tutti devono sapere quando sono imbecilli questi tipi,devono vergognarsi della loro stupidità
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Io sono parte nopeo e parte napoletano
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Vecchio 08-10-2004, 21.38.10   #4
exion
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Denunciali exion...chiama qualche associazione dei consumatori,qualche tv o giornale locale.
Tutti devono sapere quando sono imbecilli questi tipi,devono vergognarsi della loro stupidità
Mah... La SACEM è elefantiaca, inattaccabile e oscura come la SIAE, oltre che esattamente allo stesso modo a margine di tutte le leggi razionali e conosciute dello Stato.

Comunque è già partita la raccomandata AR in cui chiediamo che ci venga mandata una nuova fattura col dettaglio esatto di quanto ci viene addebitato, altrimenti la pratica passa in mano all'avvocato...


Comunque la cosa mi sta facendo venire voglia di iniziare una guerriglia mediatica... Ho un pò di tempo che mi avanza ultimamente...
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Vecchio 08-10-2004, 22.56.46   #5
Eccomi
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Non vorrei andare OT... Ma polemiche riguardanti Copyright, Proprietà intellettuali e divieti vari, mi fanno pensare che alla fin fine, tutto si riduce ad una profonda discriminazione...
Sono ricco? Compro tutto quello che viene messo in vendita: musica, pittura, scultura, libri, al prezzo che vogliono loro... Chemmefrega? I soldi li ho...
Sono povero? Con i soldi di un Cd ci compro i pantaloni, e con quelli di un libro la camicia... Non posso mica andare in giro con un libro davanti e un Cd di dietro...
Conclusione: alla fine ci rimettono sempre i più deboli.
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Vecchio 09-10-2004, 08.32.51   #6
exion
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Non vorrei andare OT... Ma polemiche riguardanti Copyright, Proprietà intellettuali e divieti vari, mi fanno pensare che alla fin fine, tutto si riduce ad una profonda discriminazione...
Sono ricco? Compro tutto quello che viene messo in vendita: musica, pittura, scultura, libri, al prezzo che vogliono loro... Chemmefrega? I soldi li ho...
Sono povero? Con i soldi di un Cd ci compro i pantaloni, e con quelli di un libro la camicia... Non posso mica andare in giro con un libro davanti e un Cd di dietro...
Conclusione: alla fine ci rimettono sempre i più deboli.

No, alla fine non ci rimettono i più deboli, ci rimette l'arte. Ci rimettono tutti.

Sai qual'è la conclusione di questa storia per noi?
Che il rischio è troppo alto, e non potremo ripetere l'esperienza.

Quando qui da noi organizziamo qualcosa, senza finanziamenti esterni e basandoci solo sulle nostre sole forze, non possiamo assolutamente permetterci di non coprire le spese. Il nostro intento non è tanto quello di far soldi, ma soprattutto di non rimettercene di tasca nostra. Abbiamo uno statuto particolare: siamo un'associazione e non un'azienda né una cooperativa. Per noi andare in rosso su un evento non rappresenta un investimento andato male: rappresenta una catastrofe, perché abbiamo difficilmente margini di recupero.

Ora siccome dopo questa storia ce la caviamo per il rotto della cuffia (in cassa entrano 100€), non possiamo permetterci per l'anno prossimo di correre il rischio. Quindi l'anno prossimo niente concerti, niente musica classica. L'organo resterà sotto chiave, i turisti avranno un'occasione di svago in meno, il paesino avrà un'occasione di promozione in meno, e le note di Mozart o Bach non risuoneranno più meravigliosamente nella nostra chiesa collegiata. Silenzio...

Spazio a Britney Spears e Johnny Hallyday: loro si che sono arte e promuovono gli enti locali.
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Vecchio 09-10-2004, 10.54.37   #7
jannaz
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No, alla fine non ci rimettono i più deboli, ci rimette l'arte. Ci rimettono tutti.

Sai qual'è la conclusione di questa storia per noi?
Che il rischio è troppo alto, e non potremo ripetere l'esperienza.

Quando qui da noi organizziamo qualcosa, senza finanziamenti esterni e basandoci solo sulle nostre sole forze, non possiamo assolutamente permetterci di non coprire le spese. Il nostro intento non è tanto quello di far soldi, ma soprattutto di non rimettercene di tasca nostra. Abbiamo uno statuto particolare: siamo un'associazione e non un'azienda né una cooperativa. Per noi andare in rosso su un evento non rappresenta un investimento andato male: rappresenta una catastrofe, perché abbiamo difficilmente margini di recupero.

Ora siccome dopo questa storia ce la caviamo per il rotto della cuffia (in cassa entrano 100€), non possiamo permetterci per l'anno prossimo di correre il rischio. Quindi l'anno prossimo niente concerti, niente musica classica. L'organo resterà sotto chiave, i turisti avranno un'occasione di svago in meno, il paesino avrà un'occasione di promozione in meno, e le note di Mozart o Bach non risuoneranno più meravigliosamente nella nostra chiesa collegiata. Silenzio...

Spazio a Britney Spears e Johnny Hallyday: loro si che sono arte e promuovono gli enti locali.
Ormai il liet motif (forza ferari) non e' piu' che merd@ di paese il nostro a che MERD@ di mondo il nostro

W DC++

JaNnAz
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