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Vecchio 19-09-2002, 12.32.56   #16
sarahkerrigan
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Registrato: 27-03-2002
Messaggi: 107
sarahkerrigan promette bene
Re: Re: x kjow

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Originariamente inviato da Kjow


... secondo me ci si abitua meglio al "senso del tempo"

Ecco....precisamente.....il mio post voleva dire così....

Per il momento ...ciao Kjow
sarahkerrigan non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-04-2004, 17.32.19   #17
exion
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Ma voi del forum come vi rapportate a questo strano concetto che è il tempo?


Divagazioni di un fine pomeriggio di domenica...

Giorni che si vorrebbe passassero velocemente senza lasciare traccia, e invece non passano mai.
Altri vorremmo non finissero mai, e invece a volte ci sembrano già finiti ancor prima di cominciare (il famoso effetto "Sabato del villaggio")

Un giorno di lavoro, in quanto a durata, sembra lungo il doppio rispetto a un giorno di riposo.

La sera ti rigiri nel letto e non riesci a pigliar sonno, ti sembra di essere sotto le coperte da una vita e invece sono passati pochi minuti e ti sembra impossibile di essere così sveglio.
Al mattino ti rigiri nel letto ignorando il richiamo della sveglia; sai che risuonerà dopo dieci minuti, ti riaddromenti, ti sembra siano passati pochi secondi, e invece ecco il secondo richiamo puntuale della sveglia. Ma a quale tempo devo credere? A quello che ho percepito o a quello che mi impone di credere la sveglia?

Il tempo: cosa misura alla fin fine? Si accorcia e si allunga secondo le esigenze e le situazioni, e nulla può fissarlo in una realtà che non sia la nostra soggezione. Lo misuriamo con strumenti altamente sofisticati, arriviamo a concepire orologi atomici che calcolano il tempo con una precisione dell'ordine dei miliardesimi di secondo. Eppure, più "giù" ancora, nell'infinitamente "veloce", nei miladesimi di miliardesimo di secondo, questi nostri strumenti ancora sbagliano, e non riescono a catturare l'essenza del tempo in modo oggettivo.
E soprattutto, poco importa la precisione della strumentazione: per noi umani "1 minuto" rimane un concetto completamente astratto che percepiamo ogni volta in modo diverso.

Il tempo è un lasso di "esistenza" tra un punto di partenza e un punto di arrivo. Inizio e fine.
Il tempo esiste prima e dopo di noi? O la dimensione tempo è talmente soggettiva da non esistere al di fuori di noi?
Il secondo è solo l'unità di misura che calcola la distanza tra la nostra nascita e la nostra morte? I giorni sono solo i banali granellini di sabbia di una clessidra che è la nostra vita?

Oppure il tempo è l'unità che misura la distanza tra la creazione e il giudizio universale?
Oppure ancora il tempo non esiste, ed è solo una nostra invenzione del tutto fittizia, per coordinare le nostra mere attività umane?

A cosa serve il tempo, se non a ricordarci da dove veniamo e dove obbligatoriamente tutti noi torneremo?

E se l'umanità riuscisse ad affrancarsi dalla schiavitù del tempo, diverremmo allora forse immortali?
  Rispondi citando
Vecchio 04-04-2004, 17.37.44   #18
Lu(a
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Re: Il Tempo...

Quota:
Originariamente inviato da Kjow
Quand'è che vi siete accorti che è passato?
Quando si fa sera...
  Rispondi citando
Vecchio 04-04-2004, 18.10.34   #19
Freeze
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Registrato: 01-10-2000
Loc.: Neaples
Messaggi: 3.434
Freeze promette bene
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Originariamente inviato da exion
Ma voi del forum come vi rapportate a questo strano concetto che è il tempo?


Divagazioni di un fine pomeriggio di domenica...

Giorni che si vorrebbe passassero velocemente senza lasciare traccia, e invece non passano mai.
Altri vorremmo non finissero mai, e invece a volte ci sembrano già finiti ancor prima di cominciare (il famoso effetto "Sabato del villaggio")

Un giorno di lavoro, in quanto a durata, sembra lungo il doppio rispetto a un giorno di riposo.

La sera ti rigiri nel letto e non riesci a pigliar sonno, ti sembra di essere sotto le coperte da una vita e invece sono passati pochi minuti e ti sembra impossibile di essere così sveglio.
Al mattino ti rigiri nel letto ignorando il richiamo della sveglia; sai che risuonerà dopo dieci minuti, ti riaddromenti, ti sembra siano passati pochi secondi, e invece ecco il secondo richiamo puntuale della sveglia. Ma a quale tempo devo credere? A quello che ho percepito o a quello che mi impone di credere la sveglia?

Il tempo: cosa misura alla fin fine? Si accorcia e si allunga secondo le esigenze e le situazioni, e nulla può fissarlo in una realtà che non sia la nostra soggezione. Lo misuriamo con strumenti altamente sofisticati, arriviamo a concepire orologi atomici che calcolano il tempo con una precisione dell'ordine dei miliardesimi di secondo. Eppure, più "giù" ancora, nell'infinitamente "veloce", nei miladesimi di miliardesimo di secondo, questi nostri strumenti ancora sbagliano, e non riescono a catturare l'essenza del tempo in modo oggettivo.
E soprattutto, poco importa la precisione della strumentazione: per noi umani "1 minuto" rimane un concetto completamente astratto che percepiamo ogni volta in modo diverso.

Il tempo è un lasso di "esistenza" tra un punto di partenza e un punto di arrivo. Inizio e fine.
Il tempo esiste prima e dopo di noi? O la dimensione tempo è talmente soggettiva da non esistere al di fuori di noi?
Il secondo è solo l'unità di misura che calcola la distanza tra la nostra nascita e la nostra morte? I giorni sono solo i banali granellini di sabbia di una clessidra che è la nostra vita?

Oppure il tempo è l'unità che misura la distanza tra la creazione e il giudizio universale?
Oppure ancora il tempo non esiste, ed è solo una nostra invenzione del tutto fittizia, per coordinare le nostra mere attività umane?

A cosa serve il tempo, se non a ricordarci da dove veniamo e dove obbligatoriamente tutti noi torneremo?

E se l'umanità riuscisse ad affrancarsi dalla schiavitù del tempo, diverremmo allora forse immortali?

Il tempo scandito dagli orologi è il punto di incontro fra tutti i tempi che noi, in modo soggettivo, percepiamo in modo diverso (come tu giustamente precisi)

E' la trasmutazione oggettiva di una grandezza quanto mai soggettiva...
___________________________________

I'm bastard inside
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