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13-09-2003, 13.01.12 | #1 |
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La fedeltà
E questo può meritare un capitolo a parte... Può darsi che il sentimento della fedeltà sia solo un retaggio legato a quando la sopravvivenza umana era soggetta alle stesse leggi di quella animale... E probabilmente ci sarebbe da distinguere tra fedeltà della mente e fedeltà del corpo... Forse la "fedeltà" era necessaria per la sopravvivenza della specie... per garantire migliori possibilità di perpetrare la razza...e, ci sto pensando al volo, forse era maggiormente "utile" quella femminile... chi lo sa? forse i maschi "dovevano" istintivamente aumentare le probabilità di "successo genetico" accoppiandosi con più femmine... e forse per questo per tanti secoli la donna è stata vista come un essere subordinato... in moltissime ed anche elevatissime culture... Certo, "oggi" è tutto completamente diverso (anche se in alcune realtivamente antiche tradizioni mondiali regionali la donna sembra ancora quasi pre-disposta ad accettare spontaneamente l'infedeltà maschile)... quell'istinto di sopravvivenza animale è sparito (anzi, è sparita quella necessità genetica, forse)... ed io mi chiedo cosa ne sia accaduto della fedeltà... e se l'evoluzione del pensiero filosofico ne abbia anche "previsto" la propria parallela evoluzione, o la "soppressione" (senza andare a scomodare gli eschimesi)... La fedeltà (e quindi il "tradimento") sembra anche, in ipotesi, poter essere considerata una sovrastruttura razionale, elementare, opinabile... e quindi rifiutabile... ma forse affonda le proprie radici anche nel sentimento... puro e semplice... l'amore forse ricerca tendenzialmente e irragionevolmente l'esclusivismo per ragioni che non hanno nulla a che vedere con gli istinti animali primitivi... |
13-09-2003, 14.10.06 | #2 |
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Ho una considerazione da fare al tuo pensiero sulla fedeltà.
Mi discordo dall'idea che le nostre origini abbiano a che vedere con un istinto animale. Come cristiano credo a ciò che la Bibbia dice, le mie origini sono divine, l'uomo é stato creato da Dio e lasciato libero di prendere le propie decisioni. L'infedeltà é una scelta dovuta alla disubbidienza dell'uomo nei confronti di una morale che Dio ha immesso in noi. Ogni qual volta pratichiamo infedeltà sappiamo di compiere un atto sbagliato. Siamo provvisti di coscienza, e questa ci parla... Non giustifico mai l'infedeltà, e questa sotto ogni suo aspetto: Tradire la propria moglie, la propria compagna , la fiducia di un nostro amico, le responsabilità che con fiducia ci delegano i nostri datori di lavoro.... Tradire, ritengo faccia parte della tendenza dell'uovo di volersi ribellare all'ordine stabilito da Dio, poi guardane le conseguenza.... non c'é mai nulla di positivo. Concordi?
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13-09-2003, 14.19.52 | #3 | |
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Fedelta' in un rapporto che sia d'amicizia, come d'amore o di semplice sollazzo dei propri piaceri, la vedo come lealta'. Purtroppo la fedelta' non e' dell'uomo, ma la lealta' lo puo' essere. E parlo nella coscienza di non essere mai volutamente ed involontariamente incorso nell'infedelta'. La accetto come possibilita'. Ma che non si riduca a "sono a cena fuori con gli amici" e nel frattempo si e' a tradire l'unica persona che forse ha importanza: quella amata. Per tradimeto leale (l'unico che sarei in grado di accettare e forse perdonare) intendo un'opera quantomeno informativa --> parlare molto, non smettere mai di parlare nel bene e nel male. Nella mia visione, se una ne devo trovare, religiosa. L'uomo compie errori -> peccati, e' impossibile pretendere una vita casta e saggia. Ma dagli errori bisogna imparare per migliorarsi, senza l'errore non c'e' il tentativo. |
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13-09-2003, 17.59.47 | #4 | |
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Una cosa che però mi preme dire, é che l'errore é spesso conseguenza dell'ignoranza. Quando invece l'azione é premeditata non ha nulla a che vedere con il non sapere, lo si sà e come... Quindi non é più questione di azione fatta per incoscienza... l'intenzione di tradire in modo volontario é palese. Ma aggiungo, che considero Lealtà e Fedeltà alla stessa stregua, non credo nell'infedeltà leale, se un amico, o la mia compagna mi tradisce, magari saggiamente questa persona me lo confessa, considerare questa persona leale solo per avermelo detto é prematuro. All'errore si può riparare, é da vedere in che modo chi ha tradito é disposto a riparare. Quindi la lealtà diventa tale solo a fedeltà riacquisita.
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13-09-2003, 18.28.11 | #5 | |
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E' uno di quei "danni" irreversibili, sia per chi lo subisce sia per chi lo arreca. |
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13-09-2003, 18.44.08 | #6 | |
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... Resta indissolubile la modifica nell'essere, anche se poi si può conciliare con il tempo e l'esperienza..mediando così l'orgoglio e la lealtà con altrettanti ma meno nobili sentimenti... ..la vita continua sempre, ma mai come prima...
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13-09-2003, 20.54.07 | #7 |
High King of Noldor
Er pistone dell'Urbe Registrato: 12-01-2002
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è un errore irreparabile.
la fedeltà è la base della vita e di ogni rapporto.
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4 - 8 - 15 - 16 - 23 - 42 Salve, sono Guybrush Threepwood, un temibile pirata. Powered by OsX Tiger Google™ santo subito. |
13-09-2003, 20.57.35 | #8 |
WT Italian Team Leader
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Non ho il tempo di leggere ciò che avete scritto e spero quindi di non ripetere concetti già scritti, per me la fedeltà è importantissima, è questione di rispetto in assoluto, non concepisco l'infedeltà ne in amore ne in senso più generale in altri rapporti come l'amicizia. Mi sono trovato una volta sul punto di tradire quella che allora era la mia ragazza, mi sono fermato, sono andato da lei e gli ho spiegato la situazione, gli ho spiegato che qualcosa che non andava perchè se stavo cadendo in quella tentazione voleva dire che le cose non andavano... ovviamente dopo poco tempo la nostra storia è finita ma lei ha molto apprezzato il mio comportamento e siamo rimasti ottimi amici, la stessa cosa mi è capitata al contrario, una mia ragazza mi spiego che più di una volta era rimasta in bilico per cedere e mi disse che era meglio troncare subito, anche se probabilmente non mi amava più mi voleva bene e non voleva assolutamente tradirmi... è ancora adesso una delle mie migliori amiche!
Diversamente è finita con la mia ultima ragazza, non penso mi abbia mia tradito in quel senso (anche se non potrei giurarci) ma ha totalmente tradito la mia fiducia prendendomi in giro... con me ha chiuso! Tre esempi solo per spiegare come la vedo io, in fondo la fedeltà si riconduce comunque al rispetto e il rispetto è fondamentale in qualsiasi rapporto IMHO
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www.TyDany.it News! -> Il mio sito... la mia vita e le mie passioni... TyFoto.it -> TyDany Fotografia, fotografie sportive, ritratti, paesaggi... Tutto quello che è stato ora non è più... come un colpo di spugna che tutto cancella... |
14-09-2003, 18.32.09 | #9 |
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Penso, molto semplicemente, che la fedeltà non sia un parto della ragione, nè della volontà, ma un sentimento "indotto" da un particolare rapporto con la persona amata.
In pratica é il frutto del totale appagamento che si prova nella relazione e non parlo semplicemente di quello fisico, che da solo non sarebbe sufficiente. Come dire: il pensiero, l'immaginazione, e perfino il sogno, diventano attività della mente rivolte unicamente al proprio partner, senza sforzo, senza bisogno di coinvolgere la volontà. Credo che questo presupposto rappresenti l'unica, autentica, base su cui possa poggiare la fedeltà e credo che, quando esiste, e finchè esiste, sia reciproco, e inequivocabilmente percepibile da entrambe le parti. |
14-09-2003, 21.11.19 | #10 | ||
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14-09-2003, 21.37.43 | #11 | |
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qui per chi ne avesse bisogno... |
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15-09-2003, 22.33.27 | #12 | |
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Gabry, è molto difficile poter dire, naturalmente... certo, la fede "risponde" ai nostri interrogativi, e spesso è un bene... ma cosa ci sia oltre la fede è perfettamente lecito chiederselo, secondo me... E non per "dubitare" a tutti i costi... ma proprio per tentare di dare una risposta autonoma... e che, almeno una volta, non debba essere obbligatoriamente razionale... mi dirai che il divino è irrazionale, o anche oltre l'irrazionale... certo che sì, ma ciò non toglie che potrei anche essere spontaneamente orientato verso risposte irrazionali che non passino necessariamente per la Bibbia (con tutto il dovuto rispetto)... E la questione non è affatto semplice, tutt'altro... E troppo facilmente si assiste ad atteggiamenti "drastici" (non sto parlando di te, naturalmente, ma di coloro che si affidano ad una regola cieca quanto "assoluta" per valutare i propri rapporti con il "prossimo", finendo perfino per "crederci"... e tendendo ad un assoluto che in realtà non esiste)... che mi appaiono fondamentalmente contraddittori... perchè non so se si riesca a mantenere lo stesso grado di fedeltà quando la si "pretenda" e quando la si "elargisca" (passami il termine)... Io sento che l'Infinito esiste... ma non riesco a riconoscere un qualsiasi possibile trasferimento di "verità" da un uomo ad un altro uomo... certamente i sentimenti, pur essendo irrazionali, inspiegabili e non provabili esistono... li ascoltiamo, spesso... (sembra che ciò non possa essere uguale per tutti, ma d'altra parte le condizioni di vita e lo stile di vita "adottati" influiscono molto... sulla nostra coscienza... nel bene e nel male... e si può condurre una vita che onori sè stessi, come si può condurne "benissimo" una che ci disonori... "abituandoci" perfettamente, e distorcendo i concetti e i valori originari fino a riconoscerli come autentici... e, forse, la fedeltà non morbosa verso sè stessi è la prima "scelta" che dovremmo fare)... ma ci siamo anche "evoluti"... indipendentemente dalle nostre origini... certo, ci sarà anche una parte di noi "blindata"... che non è soggetta cioè all'evoluzione... una specie di nucleo nativo che ci accompagna indenne attraverso i tortuosi percorsi della nostra evoluzione... però, l'evoluzione dei costumi e del pensiero esiste... ed è sempre in marcia... e può interagire... se non prendere il sopravvento... e quel che è peggio, quasi a nostra insaputa... Insomma una questione piuttosto complessa e per niente facile da osservare... Impossibile "tirare le somme"... L'amore è decisivo... E probabilmente la fedeltà è una scelta di impeccabilità... e nulla di più... |
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17-09-2003, 17.31.41 | #13 |
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Avevo già postato qualcosa che riguarda la fedeltà ma, in senso più "personale", etereo...
A mio parere, essere fedeli, non è un obbligo ma, una scelta… uno stile personale che, in un certo senso, garantisce un futuro alla nostra dignità ma, man mano che si raggiunge la maturità, in conflitto sempre maggiore col desiderio di libertà che ognuno di noi sente crescere dentro… Penso, che ognuno provi questo sentimento con intensità diversa, anche a seconda del personale grado d’egoismo… più si è egoisti, più si rischia di far male a chi ci circonda, senza sentire più di tanto, sensi di colpa in quanto si è orientati specialmente verso la propria individualità. Fin da piccola, ho sempre sentito fare discorsi di fedeltà, principalmente di quella verso sé stessi, anche dal punto di vista sociale… rispettare la propria parola, tener fede al proprio ideale, cercare di comprendere i valori per i quali combattere…forse è anche etica, non so..so solo che ho assorbito questi insegnamenti rivolti soprattutto verso la coscienza, raramente riferiti a dettami religiosi (giusto mia nonna, in particolari momenti di sua défaillance) A volte ho “rischiato” di mancare all’ appuntamento con me stessa e le mie convinzioni… a volte le ho infrante, vuoi per fragilità, necessità, confusione, rifiuto o irrequietezza del momento …oppure per la determinazione, volontà di voler interrompere per esempio, un disagio ingiusto ed inspiegabile, perpetuato volutamente nei miei confronti … Penso , soprattutto nell’amore e nell’amicizia, a quanto può fare male a sé stessi e a chi ne rimane vittima se, in base al comportamento, vengono “create” false aspettative: è come se si “rubasse” qualcosa imponendo il nulla, come se s’interrompesse una continuità nell’intesa verso chi, magari, sta crescendo, rinnovando e rinnovandosi nel rapporto…sto parlando di rapporti veri, di “re” e non di “cavoli” : quasi nessuno è infedele o tradisce per divertimento ma, sono molto più frequenti i piccoli tradimenti che possono avvenire e accumularsi all’interno di un rapporto, sia amichevole che sentimentale però, diverse persone non se ne accorgono neppure e vanno avanti tranquillamente Alcuni miei amici o conoscenti, si sono divisi…i rapporti sono franati ma, le domande che mi pongo sono rivolte verso quelle coppie che per un motivo o per un altro non riescono a separarsi e restano ancora vincolate…parlando solo di fedeltà nell’amore, anche evitare di creare qualsiasi aspettativa dal rapporto, in fondo, non è tradimento nei confronti dell’altro? Oppure, se uno dei due improvvisamente si ferma? …in una coppia, quante persone si sentono sole perché l’altra è ”assente”?…ovvero c’è ma, è assente perchè ha sostituito pian piano tutto ciò che un tempo è stata con quello che ha accettato passivamente di essere, di diventare…magari questa persona è “morta” senza essersene accorta: come fanno a trovare continuità d’intesa, un “vivo” ed un “morto”? …è giusto sopprimere i desideri solo perché, chi ci sta accanto, non sente più i propri?…e se, nel frattempo che si tenta di capire "come è potuto succedere..", subentra un’altra anima? …e non è tradimento verso noi stessi, soffocare sempre i nostri desideri contenendoli, sopprimendoli, perché ci si sente naturalmente, fondamentalmente fedeli verso il proprio partner, “morto”?….mi domando anche se, è giusto continuare ad essere fedeli verso qualcosa qualcuno o nel quale non si crede più solo perché si è impossibilitati a fare diversamente….…e ancora, commettere un errore come tradire, significa morte di una parte della nostra anima, della coscienza…ma siccome la nostra anima (o coscienza) trae insegnamento anche dalla rinascita per errori commessi, in che modo è giusto considerare l’infedeltà? Io non mi sento un’infedele, né una traditrice…come già scrissi tempo fa, io non desidero salvarmi agli occhi e al giudizio di nessuno ma, solo continuare a perdermi, quando sento, quando voglio… e ci pensa la realtà a ritrovarmi e a ricordarmelo, giorno per giorno… ...non sono né traditrice, né infedele, solo un po’, forse... |
17-09-2003, 21.14.02 | #14 | |
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Io mi sento un infedele... e un traditore... lo scrivo ora... io desidero salvarmi agli occhi e al giudizio di me stesso ma continuare a perdermi, quando sento, quando voglio... e non è la realtà a ritrovarmi, nè a ricordarmelo... mai... ... sono un traditore, e un infedele... completamente, sicuramente... ... e non potrebbe essere diversamente... la monogamia mentale non esiste... i pensieri volano... il desiderio arde... la passione irrompe... l'amore... l'amore cambia tutte le carte in tavola... ed io... come te... come chiunque... posso innamorarmi cento volte al giorno... La vera fedeltà non esiste... se non per i lupi... ecco tutto... Ciao Sarah... egrazie per aver postato quì... se l'unica donna che l'abbia fatto a tutt'oggi ... e, come "temevo", hai confermato molte delle mie intuizioni sulla sfera femminile... (sto scherzando, ovviamente... in effetti non credo ci siano affatto differenze "specifiche" legate al sesso di una persona, ma in realtà non lo so ancora...) Inoltre, so che potrebbe addirittura sembrare che io ti faccia il verso, nel mio post... (ri)scrivendo "quasi" le tue stesse frasi... naturalmente non è affatto così... l'ho solo trovato un modo di comunicare alternativo (e suggestivo) per esprimere ciò che sento, e la mia (attuale) idea al riguardo... tutto quì... |
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18-09-2003, 00.06.54 | #15 | |
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Se facessimo lo stesso ragionamento al fatto che sudiamo, quindi poi puzziamo, ci sporchiamo perché in fondo ogni giorno bisogna lavorare... allora perché lavarsi? Perché pulire i denti se poi ce li sporchiamo ancora? - Quindi diciamo basta alla nostra cura personale? È inutile lavarsi visto che in fondo basta poco per sporcarsi ancora? Tutto questo non mi sembra un ragionamento intelligente. L'infedeltà é presente, come é presente la fedeltà: - é un fatto di scelta! Ci sono i fumatori e non fumatori, tra i fumatori qualcuno ha scelto di smettere... con fatica ci é riuscito! Ti senti un infedele? Ti viene tanto facile tradire? Ti senti appagato dalla tua infedeltà? E se tutto questo lo subissi tu, ne saresti contento? Non credo di essere migliore di nessuno, faccio errori tutti i giorni, ma non mi rassegno all'imperfezione. Ognuno di noi sa ciò che é giusto da ciò che non lo é. Non credo sia tanto difficile vivere una vita fedele. Io mi sento appagato quando so di rispettare la fedeltà verso mia moglie, verso i miei amici, verso mio figlio... é questo che appaga la mia vita, e trovo gioia in questo. Guardo in faccia a tutti con serenità, sapendo di non aver tradito l'amicizia di nessuno. Quanto male vivrei, quanta angoscia e sensi di colpa avrei, se dovessi tradire qualcuno! Propio questo pensiero che mi porta a guardare avanti, che mi preserva dall'errore di tradire. Pensare poi al fatto che io stesso potrei subire un tradimento...
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