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Vecchio 30-05-2005, 11.47.13   #1
handyman
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Intel Integra DRM nei Chips

Intel ha integrato la tecnologia DRM nel firmware dei suoi nuovi chips 945, segnando il debutto della protezione copyright a livello hardware.

Intel ha eseguito l'integrazione della tecnologia nei nuovi processori dual-core Pentium D 820, 830, 840 e nel chipset 945 per scheda madre che li supporta. La tecnologia consentirà ai content holders, almeno in teoria, di impedire la copia e la ridistribuzione dei loro prodotti con una protezione offerta a livello di sheda madre invece che dal sistema operativo come attualmente accade.


Sebbene Intel aveva evitato di menzionare la nuova funzionalità durante il lancio ufficiale dei nuovi chips, avvenuto il 26 Maggio scorso, Graham Tucker, technical manager di Intel in Australia, ha lasciato trapelare che la tecnologia Microsoft DRM sarà una "feature" di Pentium D e 945.

Tucker afferma: "[The] 945g [chipset] supports DRM, it helps implement Microsoft's DRM ... but it supports DRM looking forward" e aggiunge che la tecnologia di protezione non potrà essere applicata in maniera retrospettiva a media e files che non la supportano.

Se si legge tra le righe si può intuire quindi che la nuova funzionalità non avrà un impatto su applicativi e media già esistenti ma potrà essere sfruttata in futuro per gli intenti di protezione copyright DRM.

Intel si è rifiutata di rilasciare i dettagli tecnici dell'implementazione, cosa che non è stata gradita dagli IT security managers.

http://www.tweakness.net/index.php?topic=1069
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Vecchio 03-06-2005, 21.31.45   #2
handyman
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Smentita di Intel sui DRM nei suoi chipset

Pochi giorni fa, circolava la notizia che Intel avesse introdotto la tecnologia DRM per la protezione dei diritti dei media digitali (contro la pirateria) nei suoi ultimi chipset 945. Il tutto era dovuto ad un'indiscrezione di Graham Tucker, di Intel Australia.

Ora, il portavoce di Intel Kari Skoog smentisce ufficialmente che il supporto DRM sia integrato nei chipset Intel o nel processore Pentium D. Aggiunge che alcuni prodotti Intel offrono già un sistema di protezione dei contenuti DTCP (per le reti domestiche), ma non il DRM (per i contenuti on-line).


http://www.azpoint.net/news/Hardware_News_11017.asp
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Vecchio 05-06-2005, 01.33.24   #3
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visto il chiaro intento di lobotizzarci tutti direi di comprare altri processori,per esempio AMD,se poi anche AMD segue intel allora cominceremo a comprare VIA.
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Vecchio 07-06-2005, 17.34.23   #4
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DRM, Intel ha tastato il terreno

È accaduta una piccola grande cosa negli ultimi dieci giorni. Intel ha prima fatto trapelare delle indiscrezioni sulla possibilità che i prossimi Pentium contengano una nuova tecnologia di Digital Rights Management e ha poi saggiato la reazione, decidendo per una ritirata ragionata.
Quando Graham Tucker, funzionario tecnologico di Intel Australia, ha fatto sapere ad una ezine che il chipmaker aveva in serbo una sorpresina in salsa Palladium per i propri futuri clienti, con i modi e i tipi della dichiarazione buttata lì per caso, a latere di altri annunci invece ufficiali, mezza rete ha alzato gli scudi: con timori spesso un tantinello apocalittici si è immediatamente creato un passa-parola con lanci e rilanci su siti, blog, mailing list. Uno spontaneo movimento di opinione grazie al quale in pochi giorni Intel ha potuto apprendere con certezza che i suoi nuovi Pentium, se dotati di nuove tecnologie che potrebbero limitare le possibilità di fruizione dei nuovi media, andrebbero incontro ad una violenta campagna di boicottaggio, con un possibile e profondo impatto sulle vendite.

Ora Intel ha parzialmente smentito, negando di voler integrare tecnologie "non supportate da detentori di diritti d'autore". Una smentita resa possibile sin dall'inizio, visto che a lanciare la bomba del DRM nelle CPU non è stato il boss dell'azienda, e nemmeno il suo management di vertice, ma un funzionario di alto grado in una "casuale" conversazione con alcuni reporter.

Tutto questo non deve stupire: è già successo. Sono queste le modalità infatti con cui Intel cinque anni fa ha saggiato l'introduzione sul mercato dei Pentium III, i primi processori dotati di una funzionalità capace di trasmettere in automatico un numero seriale, con ovvie ed immediate implicazioni sulla privacy. La notizia trapelò, suscitò enorme scalpore e persino un'indagine della Commissione Europea: Intel, poco dopo, uscì dall'empasse spiegando che sì, quella funzionalità sarebbe stata integrata ma disabilitata di default: per essere rintracciabili col seriale - questo il senso della ritrattazione Intel - bisognava volerlo e attivare quella funzionalità, poi abbandonata definitivamente.

Ciò che conta però è che Intel ci abbia ripensato. Che tutto questo sia stata o meno un'abile operazione di monitoraggio degli umori e dei pensieri dei futuri clienti poco importa: i suoi processori supporteranno, come han sempre fatto, le tecnologie DRM imposte da molti detentori di copyright ma non daranno vita ad una nuova piattaforma capace di ledere i diritti dei clienti. L'importante, ora, è non abbassare la guardia.

http://punto-informatico.it/p.asp?i=53232&r=PI
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