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Vecchio 13-04-2010, 11.00.17   #1
Billow
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Sentenza Google: ecco le motivazioni


Come alcuni di voi ricorderanno, a fine febbraio abbiamo parlato della discussa sentenza italiana che ha condannato alcuni dirigenti di Google, per la pubblicazione del video in cui un ragazzo down era vittima di atti di bullismo.

Ebbene in data di oggi sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso febbraio il tribunale di Milano ha condannato a sei mesi di carcere tre dirigenti di BigG Italia, ritenuti colpevoli di violazione delle norme sulla privacy per non aver impedito o rimosso la pubblicazione di un video su piattaforma Web gestita dalla società Statunitense, in cui si vede appunto un minore affetto da autismo insultato e umiliato dai compagni di classe.

Riportiamo alcuni passi della sentenza:

"Non esiste nemmeno la sconfinata prateria di Internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del Web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una responsabilità penale", si legge nelle motivazioni, depositate oggi dal giudice Oscar Magi.

"Google Italy trattava i dati contenuti nel video caricati sulla piattaforma e ne era responsabile quindi per lo meno ai fini della legge sulla privacy. L'informativa (sulla privacy) era del tutto carente e comunque o talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge", è scritto ancora nelle motivazioni.

Google risponde in serata con un comunicato alquanto stizzito, informando che ricorrerà in appello contro la sentenza.

"Questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa Internet. Se questi principi non venissero rispettati, il Web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici che porta con sé. Si tratta di importanti questioni di principio ed è per questo che noi e i nostri dipendenti faremo appello contro questa decisione".

Per quanti non lo ricordassero, la sentenza aveva provocato una Eco Internazionale, mettendo in cattiva luce tanto i tribunali italiani, che la libertà di stampa nel Belpaese, e la stessa ambasciata americana in Italia si era detta "delusa" dal verdetto, citando le parole della segretario di Stato Hillary Clinton.
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Vecchio 13-04-2010, 12.12.24   #2
TheGynius
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Praticamente Google è colpevole per non aver sottolineato ed evidenziato le policy del servizio?
Ma anche se fosse (e in quel caso sarebbero colpevoli praticamente TUTTI i servizi web), cosa c'entra questo con l'accusa e la condanna di VIOLAZIONE della privacy?
In appello Google farà man bassa, a meno di ritrovarsi un altro giudice che aldilà delle conoscenze tecnologiche, non capisce neanche l'italiano...
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Gyo
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Vecchio 13-04-2010, 13.27.09   #3
Sergio Neddi
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Mah, mi pare che la preannunciata motivazione non sia in realtà stata data, il fatto che le norme della privacy siano o non siano in evidenza non ha nulla a che fare con il reato in se stesso, reale o presunto che sia. E' come se per strada ci dovesse essere un cartello con scritto "vietato sparare". Siccome non c'è e qualcuno spara allora il colpevole è chi non ha messo il cartello? E chi ha messo fisicamente il video (ha sparato nel mio esempio) non è responsabile? Ma fatemi il piacere. Sono capaci di condannare la vittima di un omicidio perché l'assassino è venuto a casa sua con una pistola e quindi la vittima ne era responsabile e tra l'altro senza porto d'armi.
Non è stato rimosso il video? 1) Ne è stata richiesta la rimozione ed in che forma? Non basta una mail di pinco pallino, immagino, ci vuole un'ingiunzione ufficiale o qualcosa del genere, altrimenti qualungue pirla al quale sta antipatica una persona segnala i suoi video come da rimuovere. E con la posta che riceve Google hai voglia anche controllare. 2) Se non hanno fatto una comunicazione ufficiale o comunque non c'è stato un dialogo nella forma corretta, come possono pretendere che siano stati assecondati?
Ho idea invece che perseguire i veri colpevoli è troppo difficile, è più facile prendersela con chi si può ben identificare e soprattutto ha parecchi soldi da poter spillare. Se avessero preso l'autore della bravata probabilmente avrebbero scoperto che si tratta di un poveraccio dal quale non avrebbero ricavato nulla.
In sostanza: fanno bene gli stranieri ad avere scarsa considerazione dell'Italia: purtroppo, ci piaccia o no è così.
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Con il PC risolvo molti problemi che prima non avevo. - Coltiva Linux che Windows si pianta da solo!
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Vecchio 13-04-2010, 16.21.31   #4
SMH17
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Mah, mi pare che la preannunciata motivazione non sia in realtà stata data, il fatto che le norme della privacy siano o non siano in evidenza non ha nulla a che fare con il reato in se stesso, reale o presunto che sia. E' come se per strada ci dovesse essere un cartello con scritto "vietato sparare". Siccome non c'è e qualcuno spara allora il colpevole è chi non ha messo il cartello? E chi ha messo fisicamente il video (ha sparato nel mio esempio) non è responsabile? Ma fatemi il piacere. Sono capaci di condannare la vittima di un omicidio perché l'assassino è venuto a casa sua con una pistola e quindi la vittima ne era responsabile e tra l'altro senza porto d'armi.
Non è stato rimosso il video? 1) Ne è stata richiesta la rimozione ed in che forma? Non basta una mail di pinco pallino, immagino, ci vuole un'ingiunzione ufficiale o qualcosa del genere, altrimenti qualungue pirla al quale sta antipatica una persona segnala i suoi video come da rimuovere. E con la posta che riceve Google hai voglia anche controllare. 2) Se non hanno fatto una comunicazione ufficiale o comunque non c'è stato un dialogo nella forma corretta, come possono pretendere che siano stati assecondati?
Ho idea invece che perseguire i veri colpevoli è troppo difficile, è più facile prendersela con chi si può ben identificare e soprattutto ha parecchi soldi da poter spillare. Se avessero preso l'autore della bravata probabilmente avrebbero scoperto che si tratta di un poveraccio dal quale non avrebbero ricavato nulla.
In sostanza: fanno bene gli stranieri ad avere scarsa considerazione dell'Italia: purtroppo, ci piaccia o no è così.
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Vecchio 13-04-2010, 16.32.28   #5
Wanu
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Google è già stata condannata in Italia per il medesimo motivo.
Il concetto è che tu pubblichi l'informazione e tu rispondi della stessa. Se ti tuteli con adeguati strumenti puoi "scaricare" parte della colpa sull'utente che ha fatto l'operazione, ma si tratta comunque di concorso di colpa.
Gli avvocati di google invece (come nel caso mediaset) asserivano che non è compito di google verificare l'adeguatezza del materiale contenuto dal suo sito... Cosa assolutamente pericolosa che potrebbe rendere internet stesso un vero e proprio FAR WEST...
Forse smettesse di guadagnare dalla pubblicità e adeguasse qualche regola etica in più non sarebbe male.
Pubblicare contenuti offensivi o di proprietà di terzi non è proprio una buona norma di comportamento...
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Vecchio 13-04-2010, 22.22.41   #6
Semi.genius
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Mah, mi pare che la preannunciata motivazione non sia in realtà stata data, il fatto che le norme della privacy siano o non siano in evidenza non ha nulla a che fare con il reato in se stesso, reale o presunto che sia.
Per quanto sono a favore della "punizione Google Italia", qui sono da'ccordo (Y) Il testo della privacy poco chiaro mi sembra debole come accusa.

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E' come se per strada ci dovesse essere un cartello con scritto "vietato sparare". Siccome non c'è e qualcuno spara allora il colpevole è chi non ha messo il cartello?
Considera che pero Youtube è un prodotto di Google aperto per il pubblico, non è un luogo pubblico non posseduto da nessuno.

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E chi ha messo fisicamente il video (ha sparato nel mio esempio) non è responsabile?
Certo che è responsabile. Come avevo espresso nell'altro thread, pero' Google Italia dovrebbe prendere un sistema di moderazione più efficace.

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Non è stato rimosso il video? 1) Ne è stata richiesta la rimozione ed in che forma? Non basta una mail di pinco pallino, immagino, ci vuole un'ingiunzione ufficiale o qualcosa del genere, altrimenti qualungue pirla al quale sta antipatica una persona segnala i suoi video come da rimuovere. E con la posta che riceve Google hai voglia anche controllare.
E proprio nella frase in grassetto che vedo il problema. Se hai un prodotto, devi dare un supporto efficace. Non posso appoggiarmi dal fatto che Google è una grossa società per abbassare i gradi di colpa.
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2) Se non hanno fatto una comunicazione ufficiale o comunque non c'è stato un dialogo nella forma corretta, come possono pretendere che siano stati assecondati?
Ecco qui andrebbe visto come è stata fatta realmente la segnalazione.

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Ho idea invece che perseguire i veri colpevoli è troppo difficile, è più facile prendersela con chi si può ben identificare e soprattutto ha parecchi soldi da poter spillare.
Giusto. Io me la prendo prima con chi diffonde il video non moderato e poi è quell'ente che se la vede con il reo. Youtube non è grado di fornire un identità fissa al reo, perciò come faccio a prendermela con lui? Se riesco a far riconoscimento dal video, ben venga, subito al sodo, ma è molto difficile.
Io da utente youtube, mi aspetto che video del genere non ci siano secondo la loro policy e quindi indirettamente ha mancato il suo proposito.

E poi ripeto.
colpa di chi ha commesso il reato >>>>>>>>>>> colpa di youtube
Non voglio intendere che Youtube sia alla pari del reo.
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Vecchio 13-04-2010, 23.38.00   #7
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E proprio nella frase in grassetto che vedo il problema. Se hai un prodotto, devi dare un supporto efficace. Non posso appoggiarmi dal fatto che Google è una grossa società per abbassare i gradi di colpa.

Non è il fatto di essere una grande o piccola società o di essere una società...

Il problema è la complessità intrinseca del controllare contenuti delle provenienze e tipi più svariati e del fatto che non sia sempre possibile per il provider sapere se un contenuto è o meno protetto se una foto è o meno autorizzata, per l'appunto l'obbiezione di Google è indiscutibile, e, ha pienamente ragione nel dire che
I PRINCIPI BASE DEL NUOVO MODO DI CONDIVIDERE INFORMAZIONI SUL WEB CROLLEREBBERO se si applicassero questi criteri

qualsiasi contenuto viene diffuso potrebbe essere protetto e non è sempre possibile per chi gestisce il servizio saperlo a priori

Io operatore vedo un disegnino... potrebbe essere protetto da copyright, vedo una foto...i tizi al loro interno l'avranno autorizzata?! Chissà... Un video o un articolo... l'avrà fatto veramente l'utente o l'avrà copiato da un altro tizio che un domani ci farà causa??
C'è un modo di conoscere universalmente queste cose?? NO...quindi che faccio?? Faccio chiudere per sempre tutti i servizi simili?


Se fosse possibile per google e tutti i fornitori di servizi simili assumere operatori che abbiano facoltà divine in grado di sapere tutto ciò che si nasconde dietro qualsivoglia contenuto il discorso poteva pure filare ma purtroppo ciò non è possibile... come già detto nella passata discussione-google

bye
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Ultima modifica di SMH17 : 13-04-2010 alle ore 23.47.33
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Vecchio 13-04-2010, 23.52.22   #8
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Il problema è la complessità intrinseca del controllare contenuti delle provenienze e tipi più svariati e del fatto che non sia sempre possibile per il provider sapere se un contenuto è o meno protetto se una foto è o meno autorizzata per l'appunto l'obbiezione di Google è indiscutibile e ha pienamente ragione nel dire che
I PRINCIPI BASE DEL NUOVO MODO DI CONDIVIDERE INFORMAZIONI SUL WEB CROLLEREBBERO
Sempre sottolineando che l'accusa tirata fuori è debole e non molto sensata secondo i miei punti di vista, non puoi avere l'onniscenza del materiale coperto da copyright, questo sì. Ma il buon senso penso sia comune. Qui si è fatto causa per il video di un down maltrattato, non per un materiale con il copyright. Se fosse comunque un materiale con il copyright, faccio un controllo preliminare, lo flaggo nel dubbio e rimango in pronta attesa che, se viene accertato il copyright (mi contatta la casa madre o scopro in altre indagini che sia effettivamente copyrightato), lo elimino subito.

Un esempio di questo succede nei canali di distribuzioni per software mobili: stile Ovi store e AppStore vietano espressamente che ad esempio ci siano foto con due modelle nella stessa immagine (..come fai a verificare se effettivamente due persone sono due modelle...?), che non siano armi, che non ci siano scene di morte...che non ci siano Teletubbies (NON STO SCHERZANDO guarda i test criteria di Nokia)... che non ci sia nudo artistico e altre regole molto restrittive. Ma quando c'è di mezzo il grande pubblico, si preferirebbe usare il modello "safe than sorry".

Quota:
qualsiasi contenuto viene diffuso potrebbe essere protetto e non è sempre possibile per chi gestisce il servizio saperlo a priori
Ok, pero' lo sai che può esserlo. Fai le ricerche e tieniti pronto, fine.

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Io operatore vedo un disegnino... potrebbe essere protetto da copyright, vedo una foto...i tizi al loro interno l'avranno autorizzata?! Chissà... Un video... l'avrà fatto veramente l'utente o l'avrà copiato da un altro tizio che un domani ci farà causa??
Spetta, forse non mi hai capito a pieno. Nei messaggi precedenti, ho detto che il tizio fa causa a Google e poi Google li fa il popo' all'utente. L'ho sempre detto questo. Se pero' io non so fornire info sul tizio che l'ha postato, è problematica la cosa . Come se fosse un incauto acquisto, diciamo. è il tizio che mi ha venduto merce rubata o illegale, ma c'entro (di meno, ma sempre).
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C'è un modo di conoscere universalmente queste cose?? NO...quindi che faccio?? Faccio chiudere per sempre tutti i servizi simili?
Non dico di chiudere. Ma di "rallentare" il traffico in modo che sia più controllabile. Metti un cap ai video da moderare, raccogli azioni volontarie, paghi qualcuno ecc. Ma non puoi fare del pubblico usufruente il proprio "paraculo".
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Se fosse possibile per google assumere operatori che abbiano facoltà divine in grado di sapere tutto ciò che si nasconde dietro qualsivoglia contenuto il discorso poteva pure filare ma purtroppo ciò non è possibile... come già detto nella passata discussione-google

bye
L'errore c'è, questo è indubbio, ma tieniti pronto!

Ultima modifica di Semi.genius : 14-04-2010 alle ore 00.08.47
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Vecchio 14-04-2010, 00.21.19   #9
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Sempre sottolineando che l'accusa tirata fuori è debole e non molto sensata secondo i miei punti di vista, non puoi avere l'onniscenza del materiale coperto da copyright, questo sì. Ma il buon senso penso sia comune. Qui si è fatto causa per il video di un down maltrattato, non per un materiale con il copyright. Se fosse comunque un materiale con il copyright, faccio un controllo preliminare, lo flaggo nel dubbio e rimango in pronta attesa che, se viene accertato il copyright (mi contatta la casa madre o scopro in altre indagini che sia effettivamente copyrightato), lo elimino subito.

Un esempio di questo succede nei canali di distribuzioni per software mobili: stile Ovi store e AppStore vietano espressamente che ad esempio ci siano foto con due modelle nella stessa immagine (..come fai a verificare se effettivamente due persone sono due modelle...?), che non siano armi, che non ci siano scene di morte...che non ci siano Teletubbies (NON STO SCHERZANDO guarda i test criteria di Nokia)... che non ci sia nudo artistico e altre regole molto restrittive. Ma quando c'è di mezzo il grande pubblico, si preferirebbe usare il modello "safe than sorry".
Il processo comunque è stato fatto per motivi di privacy non di buon senso del video quindi è l'analogo a fare causa a google perchè un tizio ha postato una foto senza consenzo del fotografato

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Ok, pero' lo sai che può esserlo. Fai le ricerche e tieniti pronto, fine.
Così si bloccherebbe tutto quello per cui non è possibile stabilire a priori con conseguenze abbastanza drastiche

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Spetta, forse non mi hai capito a pieno. Nei messaggi precedenti, ho detto che il tizio fa causa a Google e poi Google li fa il popo' all'utente. L'ho sempre detto questo. Se pero' io non so fornire info sul tizio che l'ha postato, è problematica la cosa . Come se fosse un incauto acquisto, diciamo. è il tizio che mi ha venduto merce rubata o illegale, ma c'entro (di meno, ma sempre).

Non dico di chiudere. Ma di "rallentare" il traffico in modo che sia più controllabile. Metti un cap ai video da moderare, raccogli azioni volontarie, pagi qualcuno ecc. Ma non puoi fare del pubblico usufruente il proprio "paraculo".


L'errore c'è, questo è indubbio, ma tieniti pronto!
Ho capito quello che volevi dire.... ma invece di fare questa catena io-> faccio causa a google-> poi google fa causa all'utente e quello fa causa a quell'altro in catene che possono continuare all'infinito... non sarebbe molto più semplice stabilire che chi commette la violazione sia il solo a pagarne le conseguenze?

Non è fare dell'usufruente un paraculo... se l'usufruente non posta roba illegale non rischia nulla e se al contrario la posta sarebbe giusto che sia lui a dover pagare senza iterare la colpa a tutti quelli che gli hanno offerto il servizio che lui ha usato in maniera scorretta ... fare un sistema come quello da te descritto porterebbe solo svantaggi
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Vecchio 14-04-2010, 01.05.20   #10
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Il processo comunque è stato fatto per motivi di privacy non di buon senso del video quindi è l'analogo a fare causa a google perchè un tizio ha postato una foto senza consenzo del fotografato
Già infatti trovo l'accusa debole...

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Così si bloccherebbe tutto quello per cui non è possibile stabilire a priori con conseguenze abbastanza drastiche
Ecco, se vuoi avere il rischio e pensi di guadagnarci più delel eventuali spese legali, si fa conti con il bilancio e si sceglie la strada migliore. Pero' se scegli la prima strada, non puoi dichiararti innocente a mio parere...

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Ho capito quello che volevi dire.... ma invece di fare questa catena io-> faccio causa a google-> poi google fa causa all'utente e quello fa causa a quell'altro in catene che possono continuare all'infinito... non sarebbe molto più semplice stabilire che chi commette la violazione sia il solo a pagarne le conseguenze?
Per me no..io reputo che la colpa non sia solo di quell'utente. Se non coinvolgo l'azienda che comunque si è presa l'impegno tramite youtube della sua distribuzione (involontaria, ma l'ha sempre distribuito), le aziende ci guadagnano sulla pelle degli individuali...sia quelli in buona fede che usufruiscano del servizio sia in cattiva fede che diffondono video immorali/copyrightati...

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Non è fare dell'usufruente un paraculo... se l'usufruente non posta roba illegale non rischia nulla e se al contrario la posta sarebbe giusto che sia lui a dover pagare senza iterare la colpa a tutti quelli che gli hanno offerto il servizio che lui ha usato in maniera scorretta ... fare un sistema come quello da te descritto porterebbe solo svantaggi
IDEALMENTE, non ti posso dare torto. Pero', sai che la gente non si ferma di certo ad una paginetta della privacy.Se vuoi offrire una qualità del servizio, devi saperla sostenere.

...allora menomale che Youtube non è stato comprato da Nokia....
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Vecchio 14-04-2010, 22.50.22   #11
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A parte tutti questi discorsi, del video in questione non si sa niente... si tratta veramente di un fatto di maltrattamento oppure di un video costruito appositamente da ragazzi che hanno finto di maltrattare uno che ha finto di essere maltrattato? E se poi si trattasse di uno spezzone di film? Porrebbe problemi di copyright ma non la questione oggetto dell'accusa non c'azzecca. Alla fine nessuno sa niente, poi magari su Youtube il filmato l'hanno messo proprio gli accusatori di Google... con le info che abbiamo tutto è possibile (ovvio che l'ultima ipotesi è altamente improbabile... ma non impossibile).
Alla fine, voglio dire, non c'è nemmeno certezza che ci sia un reato, il video potrebbe addirittura essere finto!
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Vecchio 14-04-2010, 23.19.34   #12
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A parte tutti questi discorsi, del video in questione non si sa niente... si tratta veramente di un fatto di maltrattamento oppure di un video costruito appositamente da ragazzi che hanno finto di maltrattare uno che ha finto di essere maltrattato? E se poi si trattasse di uno spezzone di film? Porrebbe problemi di copyright ma non la questione oggetto dell'accusa non c'azzecca. Alla fine nessuno sa niente, poi magari su Youtube il filmato l'hanno messo proprio gli accusatori di Google... con le info che abbiamo tutto è possibile (ovvio che l'ultima ipotesi è altamente improbabile... ma non impossibile).
Alla fine, voglio dire, non c'è nemmeno certezza che ci sia un reato, il video potrebbe addirittura essere finto!
Dal punto di vista morale, hai tutto il mio appoggio. (Y) Pero', mi devo discostare dalla tua visione... sebbene può anche essere falso il video, la persona che potrebbe visionario può anche ignorare questo fatto e prendere il video per veriterio in qualsiasi caso...è uno dei casi dove non importa la vericidità di un azione
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Vecchio 14-04-2010, 23.30.13   #13
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Ma si, certo, è ovvio che in ogni caso il video andava rimosso. Mi riferisco al fatto che non c'è certezza nel capo d'accusa, in quanto l'unica certezza che traspare da un caso del genere è appunto che andava rimosso per il contenuto. Chi visiona il video (e quindi anche un controllo da parte di Google) non può sapere se realmente è un fatto vero o no, mentre il contenuto qualche sospetto potrebbe darlo.
Per la cronaca, invece, il fatto è vero e sono noti i protagonisti, è stato il padre del ragazzo down ad avviare tutto rivolgendosi ad un'associazione.
Quello che mi lascia meravigliato è che ci si ostina a battere su Google invece che sui veri autori (che sono di Torino, mica all'altro capo del mondo). Poi magari in realtà avranno fatto il c..o pure a loro, ma da come i media pongono in risalto la cosa non si capisce.
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Vecchio 14-04-2010, 23.31.54   #14
RunDLL
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RunDLL è nella strada per il successo
Ma sti 6 mesi se li faranno?
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Ogni computer ha la sua storia.
Dermatite Seborroica? www.dermatiteseborroica.info
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Vecchio 14-04-2010, 23.38.47   #15
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Ma sti 6 mesi se li faranno?
Beh dipenderà dall'esito dell'appello di Google...pero' non credo abbiano grande successo con questo tipo di accusa
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