Discussione: Audio di Jack Folla
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Vecchio 12-07-2004, 02.49.31   #15
afterhours
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da MICROMEGA in edicola una nuova lettera del papà di Jack Folla

POETI E SERPENTI
DI DIEGO CUGIA

Cari mamma e papà,
mi domandate spesso mie notizie, ma io mi sento più da voi che di qua, assai più morto che vivo insomma, e faccio davvero fatica a "stare dritto e sorridere" come vuole papà e a incarnare i desideri di mamma: "Io mi auguro che tutto ciò che di bello, di puro e di grande offra la vita, tu lo abbia."
Senza offesa, io penso che voi -in quanto già belli che andati- non abbiate idea delle meschinità in cui è precipitata l'Italia negli ultimi tre anni, e questo ve l'assicuro non per mia giustificazione (lo so bene che ho "il dovere di essere felice", papà) ma per quello che sento, vedo e leggo tutti i giorni, e ti si appiccica come fango a croste, o pioggia acida.
Le elezioni, mi chiedevate.
Insomma.
Calma Pa', non agitarti, "Superbone" ha perso, anche se le televisioni più servili della terra, quelle italiane, hanno mentito fino al terzo giorno, tipo San Pietro e il gallo. I suoi voti, in compenso, sono piovuti in bocca come lasagne a Follini. Sai mamma, quell'amico di Emanuele… come "Chi?", quello con la faccia da tartaruga di buona famiglia, che ti piaceva tanto perché si veste da Cenci a Campo Marzio come il nonno, quello che quando era consigliere d'amministrazione della Rai, in un altro momento di lunga disoccupazione "politica", voleva convincermi, invece, che la questione stava in questi termini: "La Rai", mi spiegò, "è una grande mamma che divide la torta equamente fra tutti i suoi figli. Se questa grande mamma non le ha avanzato neppure una fetta un qualche brutto motivo ci sarà. Ma lei è proprio sicuro di saper fare il suo mestiere? Sa fare la radio?"
Gli risposi: "No".
Solo uno spudorato poteva rispondere "Sì" nella Rai che era stata di Gadda. "No", perché la radio la sapevano fare Orson Welles e Dylan Thomas.
Ma lui mi disse: "Vede?"
Sì. Dieci anni dopo, come esclamano i grandi isterici in posa estatica sul letto dei manicomi: vedo! O i giocatori arditi di fronte ai pokeristi che bleffano: vedo! È la seconda volta che lo vedo, perché è la seconda che Superbone va al governo, e vedo che io e pochi altri ci fermiamo per un giro. Sempre i soliti, e sempre quando al governo sale Superbone. A questo giro qui, (domani fanno due anni e due mesi) mi sono venduto pure il piatto napoletano di nonna, (dai mamma, adesso non farti venire "l'attacco", sono solo vecchie robe, me l'insegni tu che non si portano nella tomba); che altro? Ah sì, i due bronzetti, e il cassettone con ribalta. Mamma, avrò pure "le mani bucate", ma com'è che quando ci sono i governi di centrosinistra non mi vendo nulla? Sarà vero solo per me e un'altra sporca dozzina che, quando c'è un governo Superbone, se non lavoriamo "un brutto motivo ci sarà"? La grande mamma, come diceva tartarughino, ha capito davvero che non siamo bravi, o soltanto che non siamo bravi bambini?
Vabbè, amen, detesto i presunti martiri e gli eroi.
Voi due direte: "La verità starà nel centro". E no. Nel centro questa volta proprio no.
Insomma, ve lo confesso: l'ho fatto. Neanche uno sbaffo su un monumento nel Sessantotto, né un muralesino nel Settantasette, e l'ho fatto adesso, quasi da vecchio, sabato notte di una settimana fa. Un bel NON con la verniciona rossa. Sui manifesti elettorali del tartarugo. NON. Sul politico che piace tanto alle mamme: NON.
Sì, lo so che a cinquant'anni suonati, con due figli piccoli e un'ex-moglie bambina a carico, non mi posso "permettere il lusso di essere infantile", ma cari genitori, questo languido centrista è uno che si è alleato con Borghezio da un lato (quello che dice che agli immigrati e agli Imam gli fa un culo così) e con La Russa dall'altro (quello che a proposito del voto agli immigrati dichiarò che "Faccetta nera dimostrava l'attenzione della destra per l'integrazione" ma si dimenticò di aggiungere "tantevvero che i fascisti la misero subito al bando"). E uno che rifà l'Italia con chi la sfascia, si fa ritrarre, col sorriso da primo della classe equilibrato, su manifesti alla Mulino Bianco fra bambini cinguettanti e vecchietti in fiore? Con la scritta "Io c'entro"? No, io NON c'entro.
Io NON c'entro. Io NON c'entro. Tre volte di fila per tre manifesti tre per tre, come quando facevo l'amore a vent'anni, poi ho gettato secchiello di vernice e pennello extralarge nel Tevere.
"Bell'esempio di civiltà"?
Mamma, i miei bambini non leggono Micromega. E amen.
"Sei sempre il solito ciuccio e presuntuoso. Non cambierai mai." Lo so, ci sono cascato pure in questa lettera che vi volevo scrivere al di là dello spazio e del tempo, papà. Mi ero detto: tranquillizzali, non farti trascinare da questi giorni di "astratti furori", come scrisse nel dopoguerra Vittorini, o da ripicche e bassezze, comprese le tue; non personalizzare, dimostra ai tuoi poveri cari che sei forte, distaccato, equilibrato e saggio come avevano tentato di educarti, altrimenti la loro morte non avrà alcun senso, nemmeno l'ultimo a cui ci si aggrappa nella vita: i figli, e tu ne sai già qualcosa.
Ricomincio da capo, ma vi lascio anche questa brutta copia, perché questo pure sono io, vorrà dire che se l'inghiottirà un buco nero quando riuscirò a capire come s'imbucano le lettere nell'universo, perché ho perso il mio postino e la mia stella.
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