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Vecchio 05-01-2005, 14.10.53   #1
Manfredo
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Manfredo promette bene
Accidenti a Berlusconi! Ma si fa così?

Ma chi si crede di essere per perdonare anche l'ultimo Enrico Toti d'Italia, il lanciatore di stampelle
(pardon, cavalletto) che se ne andava ramengo per piazza Navona?
Sì, stavolta devo dirlo con estrema franchezza: Berlusconi è stato polticamente molto scorretto.
Vediamo di analizzare i fatti.
Lui se ne va a passeggio per piazza Navona provocando (diciamolo chiaramente: provocando!)
qualunque onesto cittadino di sinistra che si trovi a passare da quelle parti per lavoro o per turismo, come il povero friggitore di salsicce alle feste dell'Unità: il mantovano Roberto Del Bosco.
Succede che il mantovano suddetto - per l'esattezza di Marmirolo - si trova davanti l'uomo che gli hanno detto Diavoloessere il tiranno, il peggio del male, il nuovo Mussolini d'Italia (bèh, veramente questo glielo dirà dopo il lucidissimo e sommo poeta Mario Luzi... ma va bene lo stesso). Si trova davanti il Berlusca, dicevo e, in qualità di turista, si trova per le mani un bel cavalletto metallico per macchina fotografica.
Ditemi voi se una persona normale, che ha studiato anche la storia e gli eroi della prima guerra mondiale, a questo punto non scaglia contro il nemico il suo cavalletto! E con una buona mira, bisogna aggiungere.
Quel cavalletto - che è pesante e ingombrante anche se chiuso - non prende in fronte uno dei tanti finti sceriffi che fanno finta di proteggere il premier; non cade rumorosamente sul selciato; non prende il premier a una spalla o di striscio a una gamba. No: lo becca tra l'orecchio e la nuca, il posto preferito dai cafoni
per fare secchi i conigli.
E poi, il novello Enrico Toti rilascia una sola epica dichiarazione alle agenzie di stampa: “L'ho fatto perchè lo odio!”. Bello. Bello e perfetto.
Insomma, fin qui tutto è a posto, tutto è secondo le leggi di natura. Non è il sommo Luzi a dire che Berlusconi se l'è cercato? Se lo dice un poeta, figuriamoci un facchino ubriaco del porto che direbbe!
I conti non tornano più quando ieri apprendiamo dalle agenzie che il povero Dal Bosco, mal consigliato da qualche avvocato, invia una lettera all'odiato Berlusca chiedendogli scusa per l'elementare motivo di allentare le responsabilità penali del gesto.
E invece che ti fa quel diavolo di Berlusconi?
Gli telefona. Vi rendete conto? Il tiranno, dal suo (quasi) letto di dolore, ancora vistosamente incerottato lì dove si fregano i conigli con un colpo solo, telefona al suo assalitore e... e lo perdona!
E non si accontenta! Il vile si fa passare anche la madre dello sventurato, e le parla affettuosamente; e poi si fa ripassare lo sventurato (ormai nel pallone totale) e lo invita a Palazzo Chigi.
Insomma, diciamocelo pure: Berlusconi ha rovinato quel povero ragazzo.
Chi lo vorrà mai più alle Feste de L'Unità a friggere salsicce? I vecchi compagni porterebbero per mano i loro figli e, indicando il Dal Bosco, direbbero: “Lo vedi quello lì? Quello è stato perdonato da Berlusconi!”
E i bambini riderebbero e gli lancerebbero le palle di pezza, quelle da tre colpi un soldo.
No, quel ragazzo è rovinato. Al massimo, alla prossima visita di Bush nella villa di Berlusconi, Dal Bosco preparerà delle crépes mentre Apicella suona la chitarra.
Che tristezza per l'ultimo Enrico Toti d'Italia!
Ah Berlusco', e non si fa così!
Manfredo non è collegato