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Visualizza versione completa : Ucciso militare italiano in Iraq


handyman
21-01-2005, 14.19.38
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/01_Gennaio/21/iraq.shtml

succhione
21-01-2005, 14.26.39
..no comment...

Frequency
21-01-2005, 14.31.16
:(
:mad:

handyman
21-01-2005, 14.34.38
NASSIRIYA - Un militare del contingente italiano in Iraq e' stato ucciso oggi a Nassiriya. Lo ha appreso l'Ansa. Il militare era un mitragliere che si trovava a bordo di un elicottero dell'Esercito. Il velivolo e' stato centrato da alcuni colpi di arma da fuoco, che hanno colpito sotto l'ascella il soldato ferendolo a morte.

Il fatto e' avvenuto alle ore 10:20 italiane (le 12:20 in Iraq). Un elicottero Ab 412 dell'Esercito, mentre stava compiendo un pattugliamento lungo Eufrate, a sud di Nassiriya, e' stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco automatica, probabilmente un khalashnikov. Il proiettile ha colpito il mitragliere di destra dell'elicottero, che e' stato subito portato in ospedale per essere operato. Il militare e' morto dopo circa un'ora.


Ansa (http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200501211330183565/200501211330183565.html)

Nothatkind
21-01-2005, 14.41.40
Originariamente inviato da succhione
..no comment...

(F)

Lu(a
21-01-2005, 14.47.20
Onore a lui (F)

Flying Luka
21-01-2005, 14.56.20
(F)

Muttley
21-01-2005, 14.56.34
(F)

Fëanor
21-01-2005, 15.06.34
(F)

Xtefano
21-01-2005, 15.13.08
(F) a lui ed a tutti quelli prima di lui, sotto qualsiasi bandiera siano.
.... e una preghiera perchè questo triste conteggio si fermi ....

DavideDave
21-01-2005, 15.13.48
ma ancora non ce ne siamo andati da quello schifo di posto?!

(F)

Thor
21-01-2005, 15.22.46
(F)

Brunok
21-01-2005, 16.23.23
Originariamente inviato da DavideDave
ma ancora non ce ne siamo andati da quello schifo di posto?!

(F)


..... appunto. No comment.

(F)

carletto
21-01-2005, 23.21.52
E' triste la morte, ma ancor più triste è la situazione di chi rimane.
E il loro futuro.

Nessuno se lo chiede ma la vedova e la figlia saranno considerate rispettivamente vedova di guerra ed orfana di guerra oppure, vista la miserabile menzogna su cui si basa il nostro intervento in Irak, non potranno ottenere quanto normalmetente spetterebbe loro in caso di morte del congiunto in combattimento?

Vorrei che qualcuno, di quelli che in questa guerra ci hanno condotti, oppure qualcuno di quella incapace opposizione che non sa fare un'opposizione seria e costruttiva, o non vuol saperne, me lo spiegasse.

succhione
21-01-2005, 23.28.12
Originariamente inviato da carletto

...me lo spiegasse.

...siamo cellule di un organismo malato..quelle sane si tengono lontane dalle malate...ma fatalmente si incontrano..........

carletto
22-01-2005, 01.36.16
A parlare è Roberto Cellini, suocero di Simone

"Nessuno ci ha avvertiti della morte di Simone. E' uno scandalo. Abbiamo appreso la notizia dalla televisione. Possibile che dobbiamo sapere queste cose dalla televisione? I colleghi di Simone sono venuti a casa mezz'ora dopo che la tv aveva dato la notizia".

..............................

Preferisco non aggiungere commenti

SORRIDI
22-01-2005, 20.22.04
(F) (F)

afterhours
23-01-2005, 05.57.34
http://www.rolliblog.net/archives/2005/01/22/simone_cola_una_morte_evitabile.html

Manfredo
23-01-2005, 11.26.09
E' il momento del dolore, hanno detto in molti. Il dolore vero deve mischiarsi necessariamente con la provata retorica della commozione.... di stato. E anche con la gratitudine nei confronti di quegli uomini che perdono la vita rappresentando noi tutti, al di là della domanda sull'opportunità di questo sacrificio. Ma più che la retorica dei sentimenti e del cordoglio, cui tutti gli esseri umani, quindi tutti noi, siamo sottoposti di fronte al dolore degli altri,
quello che un po' indigna, in questi casi, è la retorica del gioco delle parti: di chi da una parte si affretta a dire, con eccessivo tempismo "è l'ora del dolore, ma la missione va avanti" (o di chi sfortunatamente l'aveva annunziato proprio il giorno prima, quasi prevedendolo), e di chi dall'alto ripete il suo: "vedete che questa guerra inutile continua a causare vittime".
Perché, pensateci bene, c'è un fondo di crudeltà in chi, in queste tragiche circostanze, si affretta a dire, sostanzialmente: "pazienza, la guerra deve continuare", e in chi invece dice: "un'altra morte inutile". Quanto accresce il dolore sentirsi dire che, vero o falso che sia, la morte del proprio caro è stata inutile! almeno
quanto l'affermazione di chi dice: "ci dispiace profondamente, ma questa morte non serve a farci cambiare idea".
E' la triste retorica del gioco delle parti, pronta a ripetersi in ogni occasione. E invece proviamo a pensare in modo diverso per una volta. Proviamo a pensare, se siamo contrari all'intervento italiano in Iraq, che questa morte non è stata inutile, se servirà a farci capire che la guerra non porta mai in sé la soluzione delle cose.
Se siamo favorevoli, invece, proviamo a chiederci se davvero questa missione deve continuare a oltranza, visto che è ormai scontato che le elezioni non porteranno alla pacificazione, ma semmai a un inasprimento del conflitto.
Chiediamoci quando finirà la carneficina quotidiana, alla quale stiamo facendo purtroppo l'abitudine.
Insomma, cerchiamo per una volta di pensarla in maniera diversa.

afterhours
23-01-2005, 18.45.56
La decisione di inviare gli elicotteri Mangusta in Iraq potrebbe arrivare nelle prossime settimane, forse addirittura nei prossimi giorni. Allo Stato Maggiore di Difesa negano che su questa scelta influisca la morte del maresciallo Simone Cola, ma è evidente che i continui attacchi contro le truppe della Coalizione e contro i militari italiani porteranno a un’accelerazione della procedura. Lo ammette chiaramente il generale Filiberto Cecchi, il capo del Comando operativo interforze, che controlla tutte le missioni all’estero. Sui siti Internet dove i militari si parlano e dialogano con i colleghi in missione in Iraq, i commenti si trasformano in un coro: «Doveva succedere e tutti lo sapevano. Lo avevamo scritto da tempo. Per mandare i Dardo e gli Ariete (i carri armati) si è aspettata la battaglia dei Ponti. Ora è morto un mitragliere che, come ai tempi del Vietnam, si sporgeva dal portello del suo Ab-412. Intanto gli A-129C sono a prender polvere a Rimini». Si parla dei Mangusta. Protestano protetti dall’anonimato i soldati. Ma a dare loro voce ufficiale ci pensa il Cocer dell’Esercito. Nel dicembre del 2003, quando i quattro elicotteristi del reggimento Antares, la cavalleria dell’aria, decisero di non partecipare alla missione «Antica Babilonia» si schierò al loro fianco. Loro sfidarono i vertici militari lamentando «l’inadeguatezza dei mezzi di fronte agli attacchi dei terroristi e delle milizie irachene» e per questo sono accusati di codardia. «I mezzi utilizzati non sono adeguati alla minaccia. I ragazzi sono in zona di guerra e devono essere protetti. Ieri erano a bordo di un elicottero che non è adatto al combattimento, questo non deve più accadere”.