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Visualizza versione completa : Musa di PierPaolo Pasolini: addio Laura


Lello
31-07-2004, 18.27.29
L'attrice si è spenta stamattina alle 7. Aveva 70 anni
E' stata anche regista, cantante e doppiatrice
Morta a Roma Laura Betti
amica e Musa di Pasolini


ROMA - L'ultima sua apparizione ufficiale, nel mondo del cinema, risale al settembre 2001, quando presentò alla Mostra di Venezia, da regista, il film-documentario sull'uomo che più di tutti la sentì vicina: Pierpaolo Pasolini e le ragioni di un sogno, omaggio struggente ma sobrio al grande intellettuale scomparso tragicamente. E ora anche la sua migliore amica e Musa, lei, Laura Betti, se ne è andata: l'attrice è morta alle 7 di stamattina in un ospedale romano. Aveva settant'anni.

http://www.unita.it/images/2004luglio/0731bettipasolini.jpg

Una vita segnata dall'amicizia col poeta-scrittore-regista: basta pensare che diretta proprio da Pasolini, in Teorema, la Betti conquistò la Coppa Volpi per la migliore interpretazione, a Venezia, nel 1968. Tre anni dopo, nel 1971, lo scrittore su una rivista pubblicò perfino un necrologio anticipato su di lei, immaginando la scomparsa nel 2001: nel testo la definisce, tra l'altro, una "tragica Marlene", una "vera Garbo". E aggiunge: "Son sicuro che nella sua tomba ella si sente bambina. Ella è certamente fiera della sua morte, considerandola una morte speciale".

E invece nel 2001, sempre alla Mostra della Laguna, ecco la Betti vivissima e di nuovo alla ribalta, questa volta dietro la macchina da presa. Una sorta di testamento spirituale, il suo documentario su Pasolini, che strappò un lungo applauso al popolo del Festival.

Poi, da parte della donna, il silenzio. A parte qualche piccola parte in film recentissimi, come la felicità non costa niente di Mimmo Calopresti. E adesso la morte, la scomparsa di una delle figure carismatiche dello spettacolo: un punto di riferimento per tanti, amica fraterna di intellettuali come Alberto Moravia.


Così non sorprende che siano tante le manifestazioni di cordoglio: a cominciare dal sindaco di Roma, Walter Veltroni, che di lei ricorda la "straordinaria cultura e le fortissime curiosità intellettuali, con un grande carattere, a volte difficile ma generoso. Ha conosciuto il successo a teatro molto presto, ma ha saputo, con umiltà e ammirevole professionismo, mettere in gioco la propria popolarità per imparare il mestiere del cinema".

Ma facciamo un passo indietro. Nata a Bologna nel 1934, ma romana d'adozione artistica, Laura Betti (vero cognome: Trombetti) esordisce nel mondo dello spettacolo nel 1958 come cantante jazz, nello spettacolo di Walter Chiari I saltimbanchi. Ma a cambiare il suo destino è l'incontro, nel 1963, con Pasolini: nasce una grandissima amicizia, ma anche un sodalizio professionale. Per lui, infatti, lei recita in La ricotta, La terra vista dalla luna, Teorema, I racconti di Canterbury.

Certo, nel suo curriculum ci sono anche altri registi: fra i tanti Roberto Rossellini (Era notte a Roma, 1960); Marco Bellocchio (Nel nome del padre, 1972); i fratelli Taviani (Allonsanfan, 1973); Bernardo Bertolucci (Novecento, 1976, e La luna, 1979).

http://www.repubblica.it/2004/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/betti/betti/ansa_5125201_23590.jpg

Questo sul fronte della recitazione al cinema. Perché, per il resto, la Betti è stata anche, ad esempio, scrittrice e doppiatrice. E, negli ultimi 25 anni di vita, appassionata divulgatrice dell'eredità del migliore amico scomparso: dal 1980 dirigeva infatti il Fondo Pierpaolo Pasolini. Ecco perché non sorprende che l'ultimo applauso, da un pubblico numeroso ed entusiasta, l'abbia ricevuto a Venezia per il documentario su di lui.

Intanto già stamattina, appena diffusa la notizia della morte, la Mostra edizione 2004 ha annunciato un probabile omaggio alla sua opera. Con modi e tempi da definire. Nel frattempo lunedì prossimo a Roma, sul palcoscenico del Teatro Argentina, ci sarà la rievocazione organizzata dal Comune.


Addio Laura bella: nella tua crudele recitazione la cattiveria dentro di noi prendeva forma,
insieme alla sua miserabile fragilità ed inutilità...

tu la rendevi palpabile con i tuoi enormi, infantili occhi.

Ciao
(F)

Paco
31-07-2004, 18.28.50
La ricordo molto bene in Teorema di Pasolini.
Ciao Laura (F)

Stalker
02-08-2004, 15.02.01
(F)

Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno il suo film documentario, molto bello, che ho visto un paio di anni fa.
Se non ricordo male tu Paco hai detto che avevi il vhs ? Bisogna che organizziamo, prima o poi, quello scambio famoso. :)

Lillo
02-08-2004, 15.17.24
Di Laura Betti ricordo con precisione il tono, dai contorni ben definiti, della sua voce. Mi appassionava anche solo ascoltarla, per quel modo immediato di far arrivare una battuta, una frase, una parola. E mi ritrovavo all'improvviso a parlare piano anch'io, alla ricerca di quell'asciuttezza che inseguivo...
(F)

Flying Luka
02-08-2004, 15.41.19
Una VERA attrice, un talento immenso ma sottovalutato, assolutamente non diva, una donna con un carisma straordinario.
(F)

Paco
02-08-2004, 18.14.46
Originariamente inviato da Stalker
(F)

Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno il suo film documentario, molto bello, che ho visto un paio di anni fa.
Se non ricordo male tu Paco hai detto che avevi il vhs ? Bisogna che organizziamo, prima o poi, quello scambio famoso. :)

Bravo, ricordi bene.
Il documentario che ho in vhs è proprio quello di Laura Betti. (F)

P.S. Lo scambio si farà ;)

Dinfra
02-08-2004, 19.07.19
(F)

Lu(a
02-08-2004, 19.08.16
A lei (F)


...e sempre, al magnifico Pasolini (F)

Lello
02-08-2004, 22.33.06
Originariamente inviato da Paco


Bravo, ricordi bene.
Il documentario che ho in vhs è proprio quello di Laura Betti. (F)

P.S. Lo scambio si farà ;)
Penso a Roma in settembre: quale migliore occasione per incontrarci.

Ciao Stalker :)

Paco
02-08-2004, 22.43.54
Originariamente inviato da Lello

Penso a Roma in settembre: quale migliore occasione per incontrarci.

Ciao Stalker :)

Buona idea! (Y)

Stalker
02-08-2004, 22.52.52
Originariamente inviato da Lello

Penso a Roma in settembre: quale migliore occasione per incontrarci.

Ciao Stalker :)

Veramente dai. :)

Lello
04-08-2004, 22.20.47
L'addio alla Betti: «Ciao Laura, amica dolce e insopportabile»

Laura Betti ha ricevuto ieri l’ultimo saluto della sua città, nella Certosa. Sarà cremata; l’urna con le ceneri deposta nella tomba di famiglia, i Trombetti (che per lei hanno voluto il funerale religioso) insieme al nonno glottologo e al papà che la fecero crescere intemperante tra la vecchie mura. L’hanno accompagnata ieri, vecchi e sconosciuti amici, la nipote, la cognata, il sindaco di Bologna Sergio Cofferati e Guglielmi. E poi Goffredo Fofi, Giuseppe Bertolucci, Vittorio Boarini, il presidente del Consiglio provinciale Maurizio Cevenini, Davide Ferrari, consigliere comunale Ds, presidente della Casa dei Pensieri. Nell’omelia funebre del sacerdote Virgilio Fantuzzi (critico cinematografico e amico di Laura) il ritratto di una «provocatrice nata, personalità contraddittoria», spesso «eccessiva, debordante e invadente», ma capace di restituire la vita a chi la stava perdendo, come fece con «Sergio Citti che poi di lei disse: Laura mi ha salvato». Una donna «con una sete inesauribile d’amore che chiedeva e dava, e quello che aveva ottenuto lo difendeva con i denti.

http://www.unita.it/images/2004agosto/0803LauraBetti.jpg

Volle bene a Pasolini in anni in cui pochi gli volevano bene. Adesso sarà accolta a braccia aperte da colui che un giorno disse a un’altra donna: molto le è stato perdonato perché molto ha amato». Sono arrivati lenti e silenziosi ieri, amici, parenti, concittadini che l’ammirarono. «Solo la morte è il lasciapassare definitivo a un’identità», dice Giuseppe Bertolucci. E allora, dopo la morte, ecco l’affresco di una donna che «fu un ossimoro vivente», tra dolcezza e aggressività, generosità ed eccesso, «fedele e infedele a se stessa». Protesse con una protervia furiosa la memoria di Pasolini, «la sua visione del mondo», quei pensieri «corsari» profetici, dice Bertolucci, che poi «il tempo ha disgraziatamente confermato».

Ricorda Davide Ferrari, che le fu amico accettando di arrendersi come altri al suo carattere impossibile, che Laura di Pasolini diceva: ogni volta che c’è una polemica alla fine vince lui. Lei un anno fa donò al Comune di Bologna il Fondo Pasolini, una parte è già stata catalogata. Il Comune sta pensando a iniziative per il trentennale della morte del regista-scrittore, nel 2005; Casa dei Pensieri sta lavorando a un convegno sul pensiero di quello che è uno degli autori italiani più studiati nel mondo. Ieri tanti aneddoti e ricordi aiutavano i presenti a ricollocare spezzoni di Laura nel percorso che fece insieme a Pasolini in vita, e poi sola con la sua memoria. Anticonformista fin da giovane, alla madre che le rimproverava nudità troppo esibite rispondeva gaia e indifferente: questa è tutta roba battezzata.

La vecchiaia e le difficoltà della vita l’avevano segnata con un’obesità quasi invalidante. Da ragazza fu bella. E raccontava, dice Ferrari, di quando ebbe «una breve love story con Marlon Brando, e di lui diceva che era di una bellezza di fronte alla quale bisognava solo mettersi in adorazione. Mia zia andò a scuola con lei, le compagne di classe ne parlavano come della donna coraggiosa che aveva saputo conquistare la trasgressione, anche a costo di follie». Cevenini era un giovanotto quando la conobbe a un’iniziativa bolognese del Pci. 1975, o giù di lì. «Trascinò tutti a parlare fino quasi al mattino di idee rivoluzionarie. Noi eravamo tutti ragazzi, lei aveva un fascino notevole, era carismatica».



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