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Visualizza versione completa : Anna Magnani


Fëanor
26-09-2003, 18.47.51
http://www.prisma-online.de/image/39/mmfroebus_01385839.jpeg

oggi è il trentenario della morte della più grande attrice italiana (F)

Nata a Roma il 7 marzo 1908, e non ad Alessandria d’Egitto come riportano molte cronache, da Marina Magnani, l’attrice affermava di essere nata a Porta Pia da madre romagnola e padre ignoto, un calabrese, mai conosciuto.

Anna narrava della madre trasferitasi ad Alessandria d’Egitto per sposare un egiziano, che tornò a Roma solo dopo la prima guerra mondiale. La sua infanzia la trascorre nel quartiere di San Teodoro insieme alla nonna, alle sue cinque zie e ad uno zio, Romano, unico maschio di casa. Aveva frequentato fino alla seconda liceo e aveva studiato pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia.

Fu all’Accademia che aveva frequentato i corsi di recitazione, certa di voler fare l’attrice.

Lei stessa dirà: “Ho seguito la carriera di attrice perché sentivo il bisogno di essere amata, di ricevere tutto l’amore che avevo mendicato nella vita”.

I primi ingaggi teatrali vennero con la compagnia di Dario Niccodemi, con quella del Teatro Arcimboldi e, a Milano, con la Gandusio.

La vena comica della Magnani si sarebbe invece rivelata nel teatro di rivista, la sua effettiva palestra: prima nella compagnia Renzi - De Rege e poi con Totò, il suo vero talent-scout che di lei aveva una stima profonda sia nel lavoro sia nella vita. Insieme erano una forza della natura: lei, giullare spudorato ma professionista e lui ilare, irrazionale e sbrigliato. Uniti da un grande affetto, calcarono i palcoscenici più importanti d’Italia, ottenendo veri e propri trionfi: Quando meno te l’aspetti, Volumineide, Orlando curioso, Che ti sei messo in testa e Con un palmo di naso, furono negli anni dal 1940 al ’44 i loro cavalli di battaglia.

Intanto Nannarella aveva già avuto qualche particina nel cinema e un primo debutto nel 1934 con La cieca di Sorrento diretta dal marito Goffredo Alessandrini, che la dirigerà anche nel 1936 in Cavalleria, con Amedeo Nazzari. Seguirono Teresa Venerdì (1941) di Vittorio De Sica e, in coppia con Aldo Fabrizi, Campo de’Fiori e L’ultima carrozzella (1943).

Nel 1942 Luchino Visconti l’avrebbe voluta in “Ossessione”, ma Nannarella che, nel frattempo si era innamorata di Massimo Serato, un bello del cinema di quegli anni, fu costretta a rifiutare perché in attesa di un figlio: nascerà Luca, pargolo adorato, ma anche tormentato per via di quella poliomielite che lo colpirà e che tanta pena darà a sua madre.

Finita la storia d’amore con Serato, la Magnani conosce Roberto Rossellini, uno dei più grandi amori della sua vita. Sarà proprio con Rossellini che avverrà la sua consacrazione: nel 1945, con Roma città aperta, considerato il manifesto del neorealismo, Nannarella si aggiudica il Nastro d’Argento ed entra nell’Olimpo del cinema italiano.

Il film è uno dei migliori esempi di cinema italiano del dopoguerra e Anna Magnani diventa una delle interpreti più richieste del momento.

Seguono pietre miliari come Il bandito, L’onorevole Angelina, Assunta Spina (con Eduardo), L’amore, uno dei capolavori del sodalizio Magnani - Rossellini con due episodi; il primo La voce umana, da un soggetto di Jean Cocteau, nel quale l’attrice dà il meglio della sua forza interpretativa in un assolo drammatico sull’abbandono, e il secondo Il miracolo, da un soggetto di Federico Fellini.
Quando Roberto Rossellini se ne va con Ingrid Bergman, Nannarella si infuria come solo lei sa fare e, per rispondere a “Stromboli”, un soggetto che Rossellini scrive appositamente per la Bergman, gira nel 1950 Vulcano, ma entrambe le pellicole non avranno fortuna.

La Magnani ritorna a splendere di vera luce con Bellissima (1951) di Luchino Visconti, dove ritrova la sua struggente passione di attrice drammatica in un ruolo che le darà fama internazionale.

Infatti, nel 1952 Jean Renoir la chiama in Francia per Le Carrosse d’or, ma soprattutto è richiesta, nel 1955, a Hollywood da Tennessee Williams per la trasposizione cinematografica della sua commedia La rosa tatuata diretta da Daniel Mann, al fianco di Burt Lancaster. Con questo film Anna Magnani vince l’Oscar nel 1956 e gira alcuni film americani: con George Cuckor (Selvaggio è il vento 1957), con Sidney Lumet (Pelle di serpente 1960) e con Stanley Kramer (Il segreto di Santa Vittoria 1969).

Ma Nannarella non riesce a dare il meglio di sé in quelle produzioni: la sua anima sanguigna, quella faccia scavata e piena di tutte le sofferenze del mondo, poco si adattano allo stereotipo del patinato mondo cinematografico degli americani.

Intanto gira in Italia, tra il 1956 e il 1962, Suor Letizia di Mario Camerini, Nella città l’inferno con una Giulietta Masina intimorita dalla tanta veemenza e passione della Magnani, Risate di gioia di Mario Monicelli che ricostituisce la gloriosa coppia del varietà Totò-Magnani e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini: il personaggio Magnani ha, però, oramai una tale forza che Pasolini quasi non riesce a tirarne fuori tutte le sfaccettature che avrebbe voluto far emergere, quasi come se la donna avesse soppiantato l’attrice.

Nel 1965 Nannarella riaffronta il teatro con La Lupa e con Medea.

Ormai Anna, la donna più che l’attrice, è stanca e si ritira sempre più in un suo mondo, fatto di pochi amici, di gatti e di cani, di una Roma che piano piano scompare.

Di sé diceva in quegli anni: “Io e la gente ci capiamo pochino, alle feste preferisco la solitudine: per riempirmi la serata bastano due gatti che giocano sul tappeto”.

Ma proprio in quegli anni la Magnani torna alla grande attraverso la televisione.

Nel 1971 gira tre episodi di una serie intitolata “Tre donne”, rimasti ancora vivi nell’immaginario collettivo degli italiani: La sciantosa, in cui interpreta, con Massimo Ranieri, una diva decaduta del cafè-chantant, (memorabile la sua versione di ‘O surdato ‘nnammurato), trasmesso a settembre 1971. A seguire L’automobile, “quello della mignotta” diceva lei, nel ruolo di una prostituta stanca che vuole sentirsi arrivata con l’acquisto di una fiammante automobile, e quindi 1943: un incontro, con Enrico Maria Salerno: la storia di una tardona che si innamora durante l’occupazione tedesca.

Fu un successo incredibile. La televisione, un mezzo che lei detestava e che non teneva in considerazione, l’aveva restituita al suo pubblico.

Il quarto film della serie …correva l'anno di grazia 1870, interpretato dalla Magnani con Marcello Mastroianni, sarà distribuito nelle sale cinematografiche.

L’ultima sua immagine la Magnani la consegna a Federico Fellini interpretando se stessa in Roma nel 1972.

Anna Magnani muore il 26 settembre 1973, proprio mentre la televisione programma …correva l'anno di grazia 1870.

Con lei se ne va una stagione memorabile e unica del cinema italiano.

Dinfra
26-09-2003, 18.53.02
In questi giorni, vengono riproposti un po su tutte le reti, i suoi film

(F)

Doomboy
26-09-2003, 18.56.32
Bravissima,

indimenticabile in ROMA CITTA' APERTA

(F)

halduemilauno
26-09-2003, 19.01.36
...e in Bellissima.
un gran bel film.
(F)

davlak
26-09-2003, 19.12.16
http://show.supereva.it/toto.freeweb/risate3.jpg


Geppina Gepi (http://members.xoom.it/laianello/songs/Tot%F2%20-%20Geppina%20Gepi.alx)

(si apre con WinAmp)

Giorgio Drudi
26-09-2003, 19.14.45
La rosa tatuata.

afterhours
26-09-2003, 19.16.03
Originariamente inviato da Doomboy
Bravissima,

indimenticabile in ROMA CITTA' APERTA

(F)


l'ho visto poco tempo fa...bellissimo film e lei e' davvero bravissima...

IrONia
26-09-2003, 19.16.48
(F) (F) (F) (F) (F)

Nothatkind
26-09-2003, 20.45.02
(F) (F)

Lu(a
26-09-2003, 20.46.25
Dispiace... (F) (F)

ledy
26-09-2003, 20.49.48
Io oggi ho visto uno spezzone di un suo film MAMMA ROMA...
bellissimo e bravissima (F) (F)

Lu(a
26-09-2003, 21.05.18
Con lei ho visto solo "Roma città aperta"

:)

Paco
26-09-2003, 21.54.49
(F)

Eccomi
27-09-2003, 00.10.39
Grande, grandissima.

(F) (F) (F)

TyDany
27-09-2003, 01.06.43
Troppo piccolo per ricordarla :(

(F)(F)(F)

lilith
29-09-2003, 15.50.29
La rosa tatuata (F)

leggere T. Williams .... e sapere che LEI è e può essere solo Anna Magnani ...
LUI la scrisse per lei, che lo fece a teatro, ma si rifiutò di farlo x il cinema .. finché dovette "capitolare" :) (F) (K)

e poi ..vabbeh... tutti gli altri film ...
donna stupenda :) m'ha sempre comunicato tanto..anche quando ero piccola... :)