PDA

Visualizza versione completa : La giustizia e la pace nei fatti


Giorgio Drudi
21-09-2003, 13.53.37
POVERTA' VOLONTARIA PER LA GIUSTIZIA E PER LA PACE è la prassi coerente di coloro che hanno a lungo analizzato le cause e le radici dell'ingiustizia economica nella società, della povertà di interi popoli: colonialismo politico, economico, culturale, sfruttamento delle ricchezze umane e naturali del pianeta a vantaggio di pochi individui e popoli, politiche dell'aumento di consumi già eccessivi...sconvolgimento dell'equilibrio ecologico.
Chiunque non è povero di fatto, è fautore d'ingiustizia e di guerra.
Voler essere giusti = voler essere poveri

Lu(a
21-09-2003, 14.03.11
Originariamente inviato da Giorgio Drudi

Voler essere giusti = voler essere poveri


Penso sia proprio così!

Il problema e che tanti, troppi, non lo vogliono capire!...e si lasciano andare alle "belle parole".

Eccomi
21-09-2003, 14.46.02
"E' piu facile per un cammello passare per la cruna dell'ago che ad un ricco entrare nel regno dei cieli".
Sono duemila anni che mentiamo, dicendo che queste parole di Gesù invitavano alla povertà spirituale... San Francesco è la prova che non è affatto così. Ricco e nobile di nascita, per amore di Dio e dei fratelli diventa "il poverello" e "il giullare".
Per amore e/o per spirito di giustizia, noi per primi dovremmo considerare la possibilità di privarci di qualcosa, perchè chi non ha niente possa avere qualcosa.

Io ci sto.:)

Giorgio Drudi
21-09-2003, 14.55.00
Originariamente inviato da Eccomi
"E' piu facile per un cammello passare per la cruna dell'ago che ad un ricco entrare nel regno dei cieli".
Sono duemila anni che mentiamo, dicendo che queste parole di Gesù invitavano alla povertà spirituale... San Francesco è la prova che non è affatto così. Ricco e nobile di nascita, per amore di Dio e dei fratelli diventa "il poverello" e "il giullare".
Per amore e/o per spirito di giustizia, noi per primi dovremmo considerare la possibilità di privarci di qualcosa, perchè chi non ha niente possa avere qualcosa.

Io ci sto.:)

e il Poverellp d'Assisi volle che lui ed i fratelli si chiamassero "minori" termine che indicava la classe sociale inferiore.
:)

Paco
21-09-2003, 15.03.52
L'ultima prova è Cancun. L'Europa e gli Stati Uniti non hanno voluto trattare con il G-22 (con a capo India, Cina E Brasile). Il nostro continente sovvenziona i nostro agricoltori e pone dazi ai prodotti agricoli che vengono dal terzo mondo. I paesi in via di sviluppo campano praticamente solo sull'agricoltura e se non ci apriamo a questi paesi si farà sempre più fatica ad avere giustizia e pace nei fatti. Inoltre noi esportiamo i nostri prodotti in avanzo a prezzi stracciati ponendo di fatto un'altra barriera ai prodotti del terzo mondo.

Allora pongo una domanda:

il mercato libero vale solo per noi? o per tutto il mondo?

Sono andato OT? Spero di no.

Giorgio Drudi
21-09-2003, 17.40.25
Originariamente inviato da Paco
L'ultima prova è Cancun. L'Europa e gli Stati Uniti non hanno voluto trattare con il G-22 (con a capo India, Cina E Brasile). Il nostro continente sovvenziona i nostro agricoltori e pone dazi ai prodotti agricoli che vengono dal terzo mondo. I paesi in via di sviluppo campano praticamente solo sull'agricoltura e se non ci apriamo a questi paesi si farà sempre più fatica ad avere giustizia e pace nei fatti. Inoltre noi esportiamo i nostri prodotti in avanzo a prezzi stracciati ponendo di fatto un'altra barriera ai prodotti del terzo mondo.

Allora pongo una domanda:

il mercato libero vale solo per noi? o per tutto il mondo?

Sono andato OT? Spero di no.

Personalmente la vedo così: se dominerà solo il desiderio di profitto la soppressione di dazi e protezionismi non cambierà nulla per i poveri del mondo perchè i "mercanti" ed "il capitale" continueranno
ad interporsi fra produzione e consumo, gestiranno la trasformazione dei prodotti,...e se non saranno i "ricchi" dei paesi ricchi ad occuparsene , saranno "i ricchi" dei paesi poveri....quelli che si ritrovano, tutti insieme al medesimo tavolo a divorare "i poveri".
Che la ricchezza sia ingiusta... vale per tutti e per tutto il mondo...perciò chi vuole essere giusto... vuole essere povero. Al saccheggio della carne, delle derrate alimentari, delle risorse dei poveri, ed ai soprusi dei paesi forti..., all'inquinamento, alla sottrazione di risorse delle generazioni future, incita ognuno di noi con la sua propria domanda e con il suo proprio consumo e con il suo proprio tenore di vita. Per un mondo più giusto c'è una cosa che nessuno può impedirmi di fare: voler essere povero e diventare povero.... interessa nulla dei poveri e della giustizia a chi non vuole e non vive da povero.

Paco
21-09-2003, 17.51.29
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Personalmente la vedo così: se dominerà solo il desiderio di profitto la soppressione di dazi e protezionismi non cambierà nulla per i poveri del mondo perchè i "mercanti" ed "il capitale" continueranno
ad interporsi fra produzione e consumo, gestiranno la trasformazione dei prodotti,...e se non saranno i "ricchi" dei paesi ricchi ad occuparsene , saranno "i ricchi" dei paesi poveri....quelli che si ritrovano, tutti insieme al medesimo tavolo a divorare "i poveri".
Che la ricchezza sia ingiusta... vale per tutti e per tutto il mondo...perciò chi vuole essere giusto... vuole essere povero. Al saccheggio della carne, delle derrate alimentari, delle risorse dei poveri, ed ai soprusi dei paesi forti..., all'inquinamento, alla sottrazione di risorse delle generazioni future, incita ognuno di noi con la sua propria domanda e con il suo proprio consumo e con il suo proprio tenore di vita. Per un mondo più giusto c'è una cosa che nessuno può impedirmi di fare: voler essere povero e diventare povero.... interessa nulla dei poveri e della giustizia a chi non vuole e non vive da povero.

Mi passa per la testa un'idea che mi fa rabbrividire. Non è che per proteggere i nostri consumi, o meglio, il nostro tenore di vita che cresce sempre di più, è stato deciso (da chi?) che i paesi poveri debbano restare tali?

Cosa vuol dire vivere da povero?

Giorgio Drudi
21-09-2003, 19.11.08
Originariamente inviato da Paco


Mi passa per la testa un'idea che mi fa rabbrividire. Non è che per proteggere i nostri consumi, o meglio, il nostro tenore di vita che cresce sempre di più, è stato deciso (da chi?) che i paesi poveri debbano restare tali?

Cosa vuol dire vivere da povero?

Non so cosa sia stato deciso, in quale sede, e da chi ,... so questo: solo chi vuole e diventa povero soccorre di fatto i poveri e si dissocia da coloro che, come lui, di quella povertà sono i responsabili.

La vita di Francesco d'Assisi è uno dei tanti "esempi storici" che potrebbe rispondere alla tua domanda, oppure osserva i poveri di cui parli e che mostri,quindi, di conoscere...la loro vita potrebbe essere una risposta alla domanda che ti poni: " cosa vuol dire vivere da povero "

Paco
21-09-2003, 20.01.17
Non so ancora come, ma lo farò. ;)