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Visualizza versione completa : SSSSHT che ci si diverte


jannaz
25-07-2003, 20.52.31
Di gran moda a New York i "quiet party", incontri in locali
dove è di rigore stare zitti. Si comunica solo con biglietti e gesti
Shshshsh, silenzio
questa è una festa
di ALESSANDRA RETICO


L'UNICO rumore che senti entrando è quello di bigliettini di carta che scricchiolano sotto le punte delle biro. La gente se li scambia, passandoli di mano in mano da un punto all'altro dei tavoli. "Ciao, sorridi se vuoi un bimbo da me", dice uno. "Mi metto a gridare se non ti piaccio", minaccia un altro. Attorno, camerieri ricevono ordinazioni a sussurri e rispondono a gesti. Eppure è sabato sera, questo è un locale a Manhattan, e questa è una festa. No, non una delle solite: al posto della musica, delle parole, degli schiamazzi, qui è il silenzio a fare la differenza, dando il "titolo" alla serata: "Quiet Party".

Nate dall'idea di due artisti-imprenditori newyorkesi, Paul Rebhan e Tony Noe, le "feste silenziose" si fondano sull'imperativo etico di stare, finalmente, tutti zitti. Nate nella Grande Mela nel novembre scorso, hanno contagiato nel loro "shshshs" Washington e Pechino, lanciando la grande sfida del silenzio contro il chiacchiericcio del mondo.

La stampa americana, dal New York Times al Washington Post, ha scomodato persino la poesia per tentare di decifrare il successo dei "Quiet Party" nel campo dell'intrattenimento e, più profondamente, nel sociale. "Un universo alternativo affascinante", "il perfetto antidoto a tutto il rumore", "una possibilità d'incontro per i single come nessun'altra". Opponendosi culturalmente agli "speed dating", gli incontri superveloci in cui i potenziali fidanzati dovrebbero essere in grado di comunicarsi in 7 minuti le informazioni necessarie all'accoppiamento, le feste silenziose credono nel valore della lentezza, dell'essenzialità e delle levità delle relazioni umane. Il presupposto è che, quando si parla, ci si confonde e si confonde l'altro. La parola scritta, aiutata da quella del corpo, non trae invece in inganno.
L'organizzazione delle serate è più o meno la seguente: i partecipanti ai "Quiet Party", congedati i cellulari all'ingresso del locale, vengono attrezzati con carta e penna. In maniera del tutto anonima possono far recapitare agli altri avventori qualsiasi tipo di messaggio: versi di poesia, barzellette, equazioni matematiche. Chi viene sorpreso a parlare, gentilmente, in un sussurro, è richiamato alla regola del mutismo. Una bizzarria per qualcuno, un ossimoro per altri fare feste dove non si fa casino: fatto sta che ai "Quiet Party" si registrato almeno 150 partecipanti a serata, facendo degli appuntamenti muti uno dei più cool della scena newyorkese.

Che tra la gente cresca l'esigenza di abbassare il volume della vita? A giudicare da altri fenomeni nel panorama urbano e sociale statunitense, il sì potrebbe essere una risposta abbastanza vicina alla realtà. Su circa metà dei treni esistono vagoni "quiet": il simbolo di un dito appoggiato sulla bocca avverte che le bocche devono rimanere chiuse. Il comune di New York ha bandito da aprile scorso l'uso dei cellulari durante manifestazioni pubbliche. In molti ristoranti è espressamente vietato entrare col telefonino. Su suggerimento di gruppi religiosi per lo più ecumenici, decine di migliaia di persone scelgono ogni anno di praticare "ritiri" silenziosi in giro per il mondo che durano da uno a 40 giorni. Ultima traduzione di questa ambizione al silenzio, appunto i "quiet party".

Che, a pensarci bene, non fanno altro che tradurre in atto un pensiero che forse molti hanno fatto nella propria vita: visto che alle feste normalmente le parole fanno solo rumore, e non dicono niente, allora spegnere il volume e accendere il silenzio è un più onesto divertimento.

NO Comment
JaNnAz

davlak
25-07-2003, 21.04.40
In piccolo questo esperimento é stato tentato pure qui.

E comunque un bel silenzio non fà male a nessuno, anzi, può essere un'esperienza "catartica".

Certo che mettere in piedi un party, per poi stare zitti, mi fà leggermente scompisciare.

Ma dico io, se ne vadano su una montagna, no?

IrONia
25-07-2003, 21.05.38
che tristezza....





ciaoo:D:D:D

Lello
26-07-2003, 07.55.07
Originariamente inviato da IrONia
che tristezza....





ciaoo:D:D:D

(Y)

Infatti.....

Lucavettu
26-07-2003, 11.42.08
bè in mezzo al caos cittadino.... mi sembra più che utile... :)

handyman
26-05-2004, 02.20.03
L'idea non è malvagia e poi può essere utile alle persone timide per rompere il ghiaccio ;)

Kandran Kane
26-05-2004, 13.52.27
Originariamente inviato da jannaz
[....]

Nate dall'idea di due artisti-imprenditori newyorkesi, Paul Rebhan e Tony Noe........[CUT]


Queste sono le cose che principalmente non sopporto.

Non l'ho notato quando uscì l'articolo e non ho notato neanche il thread di Jannaz(scusami); questo è uno dei tanti modi per confondere le idee alla gente.

E' normale che a pochissime persone interessino queste cose, ma dire la verità non fa mai male.

Il Diogene Club venne fondato a Londra nel 1852 circa(non ricordo la data esatta), uno dei primi club misti(in cui potevano entrare sia uomini che donne); una delle caratteristiche più curiose del club, consisteva nell'imperativo categorico di non rivolgere la parola a nessuno. C'erano due locali appositi per conversare, in tutti gli altri ambienti era d'assoluto divieto parlare o attaccare bottone con altri soci. Il socio che trasgrediva veniva immediatamente espulso.

Questo singolare Club è stato citato anche da Arthur Conan Doyle in uno dei suoi racconti di Sherlock Holmes, l'episodio si intitola "l'interprete greco"; Sherlock Holmes per la prima volta incontra il fratello maggiore, Mycroft(che strana assonanza con una certa azienda.... :D), il quale chiede il suo aiuto e gli dà appuntamento in un club di cui lui è socio fondatore, il Diogene club per l'appunto.


Diversi anni fa, fu creato anche a Torino un club simile, ma evidentemente non ebbe successo, infatti oggi non se ne trova traccia.

tisifone
26-05-2004, 15.03.23
non e' forse quello che in qualche modo fanno ogni giorno gli utenti del forum?

Billow
26-05-2004, 16.02.17
..............

Gigi75
26-05-2004, 16.09.42
Dubito che ne sarei capace, ma ho già idea di qualcuno con cui andarci ;)

tisifone
26-05-2004, 16.12.16
Originariamente inviato da Billow
..............

:D