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Visualizza versione completa : Odio i muri


simoner
21-07-2003, 12.01.59
Stasera non c’è proprio niente in tv; sono andato a correre, ho mangiato la pizza della mamma, passato mezz’ora al telefono e mandato qualche SMS... devo ancora fare la doccia, il sudore mi si è asciugato addosso... la maglietta non è nemmeno più bagnata.
Dovrei finire di leggere delle stampe che ho trovato sull’intelligenza artificiale... sistemi formali, macchine in grado di ragionare analiticamente e analogicamente (per analogia...)... la differenza più grossa tra macchina e uomo forse è che noi (o almeno alcuni di noi...) sappiamo che non esistono solo il bianco e il nero, che esistono cose al di fuori dello zero e dell’uno... altre non sono nemmeno vere, false, non vere e non false... sono semplicemente indefinibili, opinabili, critiche... in un certo verso ineffabili.
Stop! Che palle!
Adesso non mi va di ragionare così, preferisco lasciare la “materia grigia” a riposo la sera, come quelle diete dissociate dove prendi i carboidrati a pranzo e le proteine a cena... posso provare a pensare di giorno e drogarmi di futilità la sera...
In quale dei due casi sarò me stesso? Entrambi? Sono un calcolatore che si sta stancando o un artista pentito... di quelli che un giorno si svegliano, guardano i propri quadri con rabbia pensando che con le tele non ci pagheranno mai l’affitto e finisco in un lavoro d’ufficio tra pareti bianche...
Chissà quale parte sto recitando? Se in questo momento vivo immedesimandomi con un personaggio che domani sparirà dagli schermi o forse dissociandomi come quegli insicuri che parlano di se alla terza persona o, peggio, con una sorta di Pluralis Majestatis nella vana speranza di condividere le responsabilità dei propri pensieri (a me capita spesso quando scrivo).
.... sono un nessuno “che sta solo passando”?

Ho già perso troppo tempo nel cercare “il mio Swing”, troppo tempo in coda ai semafori... prima di capire che devi tirare ogni volta che vedi la porta abbastanza grande, che “ogni lasciata è persa”... e non sto parlando di ragazze, parlo di strade, mi chiedo se ogni bivio non nasconda che un’opportunità.

Non volevo scrivere un poema, cercavo solamente una scusa per rimandare la doccia e non vedere Sarabanda, ma è proprio “Cercando le parole che si trovano i pensieri” ed ora mi sento costretto ad andare avanti...

La settimana scorsa ho visto “Tutto in una notte”, un vecchio film dove un baby sitter finisce di notte in una grande città con i ragazzi che doveva controllare; classico film anni 80 americano, dove si ride, i ragazzi di 16 anni distruggono macchine e case senza che i genitori “battano ciglio” e alla fine ci si innamora. Appena prima del “fine primo tempo” il gruppo si trova in un Pub di gente di colore dove “Nessuno può uscire senza cantare un Blues”... tanto per cambiare, i 4 partono stonatissimi e concludono tra gli applausi... questi americani...
Comunque, quando ho visto quella scena mi è venuto il dubbio che una regola del genere dovremmo avercela tutti nella vita; nessuno dovrebbe lasciare il palco senza aver cantato il proprio pezzo più bello.
Il mio sogno potrebbe essere un libro... vedere “rilegati” insieme i miei pensieri; lo regalerei ad amici e parenti, mi scapperebbe un pensiero ai nonni e ne nasconderei uno sotto il cuscino di mia sorella. Lo dedicherei alla generazione del Mulino Bianco, quella che non si ribella, senza droga, politica, arrivismo o pacifismo; la generazione a cui bastano gli amici e un pallone, quella che vota chi viene meglio in Tv, quella che dicono ricca di potenzialità inespresse, quella che inizia a lavorare a 30 anni e va a vivere da sola a 40... quella piena di difetti, esattamente come tutte le altre.
Ci metterei anche un bel capitolo corposo sul “gentil sesso”, inizierebbe con il testo del film con Matt Dammon e Robin Williams, “Genio Ribelle”, la scena in cui i 2 parlano della moglie deceduta del professore:
(Vado a memoria, il testo non è proprio questo)

M.D.: “Si è mai risposato?”

R.W.: “Mia moglie è morta...”

M.D.: “Intendevo se si è mai risposato dopo.”

R.W.: “Mia moglie è morta.”


Chissà se io troverò mai “Leslie”... sono uno di quelli che ci crede ancora...
Spero solo che questa ricerca non diventi una necessita perché quando qualcosa diventa “Necessario” perdiamo il gusto di ciò che ci sta attorno, siamo tanto convinti che lo scopo, la conclusione sia quella da idealizzarla e perdere di vista il resto... viviamo per cortocircuiti a volte incoerenti, escludiamo quello che ci potrebbe deviare perché la soluzione è già stata decisa. Pensiamo agli idoli che abbiamo, anche quando “pestano una merda” non riusciamo a percepirne la puzza, ci convinciamo di aver frainteso... “e comunque capita a tutti di sbagliare”.

...............

Ho riletto ciò che ho scritto; non mi piace, non riesco a scrivere ciò che penso... la mano è lenta... ho un sacco di idee in testa ma al momento di esporle i concetti tanto puri si sporcano di dubbi lessicali o grammaticali... “Ci vorrà una virgola?”... e tutto si offusca, si allontana.
Commetto il madornale errore di scrivere anche per gli altri... il pensiero di un lettore, la coscienza di un senso critico, la paura del pubblico sugli spalti mi spinge a porre me stesso come un qualcosa di secondario, di fregare l’estro degli istinti con quei pochi secondi in cui il dubbio si risveglia e mi chiedo “Cosa penseranno? Capiranno?”.
Magic Johnson diceva che “Si gioca per Vincere, Divertirsi e Divertire il Pubblico”... ma questo non deve influenzare il mio modo di stare sul palco, lo scopo è importante, il modo di raggiungerlo anche... ma ogni decisione, ogni pensiero deve rimanere puro; ci sono cose che catalizzano queste immagini, le collegano, le rendono più limpide... la musica, il silenzio, un tramonto, il vento... altre ti distraggono ed il segnale torna disturbato... e preferisci riporre il problema nello scaffale “Da Fare” del tuo cervello.
Sembrerà stupido, ma mi capita una cosa del genere quando mi taglio le unghie. Parto baldanzoso, canticchiando, pensando a cosa devo fare dopo, il movimento è naturale, sinuoso... ma al momento di dover operare con la mano debole inizia il dramma, entro in crisi, smetto di “sentire” la musica, sudo, tremo... forse sto esagerando ma ammetto che quasi mi pento di non aver rimandato la manicure di un altro giorno.

Mi è arrivato un messaggio dell’Ilaria, la mia migliore amica... non è facile avere amiche sul serio, finisce sempre per diventare qualcosa di diverso, almeno per uno dei due. Conosco l’Ila da una vita siamo tanto uguali da far paura, tante volte abbiamo discusso del fatto che nella vita nessuno ti potrà mai garantire che lo “si prende nel culo” (scusate...) una sola volta, e nemmeno che una volta capitato a te ora tocca agli altri per un po’.
A parte il fatto che odio chi pretende di garantirmi qualcosa, comunque ci sono strade, eventi, “sfighe” che tendiamo a non prendere in considerazione perché fortemente improbabili o magari solo fuori dalla nostra ottica o, come dicevo, fuori dal nostro scopo... viviamo in Micromondi con la speranza che non si aprano le porte perché “Nulla può accadere in un Micromondo che non sia permesso espressamente nella sua definizione”.
Questa falsa certezza ci fa sentire al sicuro... quella strana ed infida sicurezza che delle pareti possono dare... la sicurezza che niente può entrare.

Odio i muri. “Tutto va come deve andare”

davlak
21-07-2003, 12.32.06
Originariamente inviato da simoner
...
Ho già perso troppo tempo nel cercare “il mio Swing”, troppo tempo in coda ai semafori... prima di capire che devi tirare ogni volta che vedi la porta abbastanza grande, che “ogni lasciata è persa”... e non sto parlando di ragazze, parlo di strade, mi chiedo se ogni bivio non nasconda che un’opportunità.
...


quando scendi in strada e affronti il tuo viaggio, per quanto tu possa tirare diritto, prima o poi ti troverai di fronte a una deviazione.
Allora riceverai la sapienza racchiusa nel libro della strada, che nel suo prologo recita così:

"Dietro un angolo c'é sempre un altro angolo"


- Tom Waits -

Lucavettu
21-07-2003, 17.51.59
simoner... leggo dal tuo post un PROFONDO dissidio interiore... c'è qualcosa che non va?


forse faresti meglio a riposarti, o forse stare un po' di più con gli amici, insomma: svagati un po' di più... credo tu ne abbia bisogno:)


ciao

simoner
21-07-2003, 18.17.09
Riposarmi? Mai... che spreco...
Con gli amici ci sto sempre... e li amo...
La ragazza ce l'ho... ed amo anche lei

Ma come come dice il LIGA "Credo che ci sia un buco grosso dentro..."

Forse non lo sentono tutti e forse chi lo sente ha dei problemi... non lo so e non mi pongo il problema.
Io scrivo quello che mi passa per la testa... ma non vuol dire che non passi le serate a ballare, a cena fuori o con un pallone fra i piedi...

Voglio far leggere quello che ho scritto... perchè sono arrogante... ma non vogliola psicanalisi... mi basta un BRAVO o un CHE CAZZO DICI...

Senza polemica.... baci e abbracci

Simo

davlak
21-07-2003, 18.57.03
Originariamente inviato da simoner
Riposarmi? Mai... che spreco...
Con gli amici ci sto sempre... e li amo...
La ragazza ce l'ho... ed amo anche lei

Ma come come dice il LIGA "Credo che ci sia un buco grosso dentro..."

Forse non lo sentono tutti e forse chi lo sente ha dei problemi... non lo so e non mi pongo il problema.
Io scrivo quello che mi passa per la testa... ma non vuol dire che non passi le serate a ballare, a cena fuori o con un pallone fra i piedi...

Voglio far leggere quello che ho scritto... perchè sono arrogante... ma non vogliola psicanalisi... mi basta un BRAVO o un CHE CAZZO DICI...


hai scritto un post bellissimo, il primo, intendo...e l'ho capito. l'ho sentito.

Conosco quel "buco", lo conosco bene.
Non mi viene di replicare altro per il momento.
Ho voglia di scriverti

CHE CAZZO DICI

seguito, subito dopo, da:

BRAVO.