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carletto
27-03-2003, 23.04.30
Originariamente inviato da exion
A conferma che la politica estera del governo italiano è ondivaga, incerta, contraddittoria, ambigua, imbarazzante e imbarazzata:

(sempre da televideo)

27/03 15:04
Usa:tocca a Italia parlare di suo ruolo


"Il generale ha specificato, parlando della missione dei paracadutisti partiti dall'Italia,che "possono essere utilizzati anche in modo offensivo, se decideremo di usarli in tal senso".

Ma paracadutarsi su un aeroporto e prenderne il controllo non è già un utilizzo offensivo?


Adesso aspettto che qualche pappagallo dei rappresentanti del popolo tiri fuori la stronzata del sequestro di personahttp://forum.edimedia.com/images/smilies/rotfl-001.gif


I fatto è che gli americani hanno chiaramente dimostrato di considerarci un mucchio di sterco (userei altro termine ma temo che qualche stomaco delicato vomiti) con il quale gli accordi sono solo carta straccia.

Tanto poi da una pacca sulla spalla al nanerottolo , poi lo definisce "il mio amico" e quello gonfia il petto come un tacchino e porge riverente le chiappe.

Ammesso che dopo il gonfiaggio già tirato fuori con il busto possa gonfiarlo ancora un pò.

carletto
28-03-2003, 21.52.33
Comunque il berlusconi, non contento di essere stato sputtanato di fronte a tutto il mondo dalsuo "amico Bush" e non contento di aver fatto sputtanare tutta l'Italia insieme a lui (e, e per questo mi girano le palle, ha fatto sputtanare anche me) ecco cosa dice :

"L'Europa deve superare le attuali divergenze, deve parlare con una sola voce, nella piena consapevolezza di dover salvaguardare il carattere speciale e privilegiato del legame transatlantico"

Capite? L'Europa deve parlare con una sola voce, quella di Bush!

Paco
29-03-2003, 07.02.38
Originariamente inviato da carletto
Comunque il berlusconi, non contento di essere stato sputtanato di fronte a tutto il mondo dalsuo "amico Bush" e non contento di aver fatto sputtanare tutta l'Italia insieme a lui (e, e per questo mi girano le palle, ha fatto sputtanare anche me) ecco cosa dice :

"L'Europa deve superare le attuali divergenze, deve parlare con una sola voce, nella piena consapevolezza di dover salvaguardare il carattere speciale e privilegiato del legame transatlantico"

Capite? L'Europa deve parlare con una sola voce, quella di Bush!

oppure con la carta degli 8 :eek:

exion
29-03-2003, 13.45.52
Originariamente inviato da carletto


Ma paracadutarsi su un aeroporto e prenderne il controllo non è già un utilizzo offensivo?


Adesso aspettto che qualche pappagallo dei rappresentanti del popolo tiri fuori la stronzata del sequestro di personahttp://forum.edimedia.com/images/smilies/rotfl-001.gif


I fatto è che gli americani hanno chiaramente dimostrato di considerarci un mucchio di sterco (userei altro termine ma temo che qualche stomaco delicato vomiti) con il quale gli accordi sono solo carta straccia.

Tanto poi da una pacca sulla spalla al nanerottolo , poi lo definisce "il mio amico" e quello gonfia il petto come un tacchino e porge riverente le chiappe.

Ammesso che dopo il gonfiaggio già tirato fuori con il busto possa gonfiarlo ancora un pò.

La questione è che il governo si è affidato alla formula ambigua in partenza del paese non belligerante ma solidale, una posizione molto difficile da sostenere pienamente e seriamente.

E' ovvio che una volta partiti i parà dall'Italia, e giunti in Iraq, il comando americano farà fare a quelle truppe quello che gli pare.
E dire che quei parà però hanno fatto prima scalo in un altro paese e tornando dall'Iraq non passeranno dall'Italia è un cavillo che non ci fa onore, anzi ci ridicolizza, soprattutto agli occhi dell'Unione Europea.

Infine l'argomento della maggioranza a difesa del proprio operato sulla questione della base di Vicenza è ridicolo.
E' ovvio che non si può circondare una base americana per impedire che ne vengano usati i soldati. E' ovvio che non si possono mandare i Carabinieri e consegnare i parà americani in caserma.

Basterebbe invece molto più semplicemente togliere a quelle basi il supporto logistico italiano, militare e civile, per rendere di fatto inattive quelle basi. Senza bisogno di evocare fanfaronate come circondarle o arrestare i parà :mad:

Un atto che sarebbe per altro perfettamente legittimo, visto che l'uso che gli americani hanno fatto di quella base esula dagli accordi che il governo avrebbe dovuto prendere con gli americani a seguito delle rassicurazioni fornite dall'esecutivo davanti al parlamento.

Paco
08-04-2003, 12.15.05
"qual'è la capitale dell'Italia?" chiede la professoressa a un bambino francese di 10 anni
"Roma" risponde il bambino
"no, Milano" risponde Bossi

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,175770,00.html

Lello
08-04-2003, 21.33.38
Decisione del consiglio di amministrazione di viale Mazzini
Il consigliere Rumi: "Ci siamo dati un codice etico"

Manifestazioni politiche
la Rai dice stop alle dirette


ROMA - Stop alle dirette Rai per le manifestazioni politiche. Eccola la prima decisione importante del neo-insediato Consiglio di amministrazione di viale Mazzini. L'organismo, guidato da Lucia Annunziata ha approvato, all'unanimità, una delibera secondo cui la diretta televisiva delle manifestazioni viene concessa esclusivamente per seguire momenti istituzionali e grandi avvenimenti di cronaca. Telecamere spente invece per tutte le manifestazioni di significato politico. A cominciare da quella pacifista che si terrà sabato a Roma per la quale non sarebbe stata richiesta la diretta da parte delle testate e quindi sarà probabilmente coperta all'interno dei notiziari.

La decisione del cda nasce da un atto di indirizzo della commissione parlamentare di vigilanza dell'11 marzo. Un documento che affermava che "le trasmissioni integrali e documentarie sono riservate, oltre ai casi espressamente previsti dalla legge (sedute parlamentari su richieste di Parlamento stesso; messaggio ex art. 2 della legge n. 103 del '75), alle occasioni ufficiali (feste nazionali, celebrazioni di Stato e simili). Tutti gli altri eventi, di natura politica o sindacale, devono avere trattamento giornalistico che deve rispettare l'obbligo di dar conto della pluralità di punti di vista, nel contraddittorio fra tesi diverse".

http://www.repubblica.it/online/politica/telescontrodiciassette/manifesta/lapresse0038fcd9cxw200h315c00.jpg

"Quello che è stato realizzato oggi - spiega il consigliere d'amministrazione, Giorgio Rumi - è un vero e proprio codice etico di competenza in occasione delle manifestazioni". Sempre secondo Rumi nella riunione di oggi non si sarebbe parlato del trasferimento di Raidue a Milano né del ritorno in Rai di Biagi e Santoro. "Sono una risorsa ma non bisogna parlarne sempre in coppia perché non sono come Stanlio e Ollio".


http://www.repubblica.it/online/politica/telescontrodiciassette/manifesta/manifesta.html

exion
08-04-2003, 22.07.09
[OT Mode on]

Ma com'è possibile che un soggetto politico morto, sepolto e cremato, e poi ancora sepolto e cremato una seconda volta, e di cui si sono gettate le ceneri al vento, sia ancora vivo e presente nella vita politica italiana??? :mad:

Quando un progetto politico muore e viene affossato per palese esaurimento (o tradimento) dei suoi compiti, questo non dovrebbe essere mai ripristinato...

E allora perché a 10 anni di distanza da Tangentopoli, mi tocca rivedere ancora De Michelis che fa il gradasso in televisione esattamente come 15 anni fa?:mad::mad:

Ma com'è possibile che un partito che si chiama "Socialista" appoggi un governo di centro-destra? Che auspichi una politica ultra-liberale? E com'è possibile che il suo segretario, che si dichiara socialista "DOC" e erede della grande tradizione socialista italiana :rolleyes: esponga quotidianamente in TV le sue tesi che ricalcano in modo pedissequo le tesi più oltranziste dei neo-conservatori repubblicani in America? :mad::mad::mad:
Ma che socialismo e'??? Un socialismo da cabaret???? (W)

Gli elettori, i LORO elettori, li hanno bocciato dieci anni fa. Anzi: non bocciati, ma cacciati, cancellati, respinti.... hanno tenuto premuto il tasto "erase" finché nomi come Craxi, De Michelis, Intini, non sono scomparsi dalla vita quotidiana di ognuno di noi.


MA ALLORA PERCHé C@##@ sono di nuovo in circolazione???? :mad::mad::mad:

[OT Mode off] e scusate lo sfogo, ma che cacchio, certe cose sono davvero surreali!!! :S :Shttp://usuarios.lycos.es/alpheratz/de_michelis.jpg

Lello
08-04-2003, 22.31.43
http://www.chartaminuta.it/img/ognimese2.gif

Caro Exion...


ha cambiato parrucchiere...

http://www.sigov.si/mzz/pics/15-1-a.jpg

si fa lo sciampo più spesso...
è segretario del Nuovo Partito Socialista...
ed è dimagrito, poco ma è dimagrito
non basta??? .....:p :p :p

http://www.chartaminuta.it/img/de_michelis_1.jpg
lo sto vedendo a Ballarò: la stessa protervia craxiana, quando eravamo la 4^ potenza mondiale :eek: :eek: :p :p :D :D


http://www.chartaminuta.it/charta/charta_40_de_michelis.htm

carletto
08-04-2003, 22.47.40
Originariamente inviato da Lello
Decisione del consiglio di amministrazione di viale Mazzini
Il consigliere Rumi: "Ci siamo dati un codice etico"

Manifestazioni politiche
la Rai dice stop alle dirette


ROMA - Stop alle dirette Rai per le manifestazioni politiche. Eccola la prima decisione importante del neo-insediato Consiglio di amministrazione di viale Mazzini. .........Telecamere spente invece per tutte le manifestazioni di significato politico. .




Al mio paese questo si chiama censura.
Al mio paese questo si chiama nascondere gli avvenimenti.
Al mio paese questo si chiama servilismo al potere.
Al mio paese questo si chiama inchinarsi a Berlusconi.
Al mio paese questo si chiama fascismo.

Lello
08-04-2003, 22.59.48
Originariamente inviato da carletto


Al mio paese questo si chiama censura.
Al mio paese questo si chiama nascondere gli avvenimenti.
Al mio paese questo si chiama servilismo al potere.
Al mio paese questo si chiama inchinarsi a Berlusconi.
Al mio paese questo si chiama fascismo.
Anche al mio:mad: :mad: :mad:

un piccolo particolare: se provi a guardare su Raiclick
GT Ragazzi: (lo vede mia figlia perché è fatto bene....)
guarda la Barra del titolo in Real Player...
EBISMEDIA....
prima era RaiNews....

cosa dirigeva la Annunziata fino a 1 mese fa?
E.Biscom...

a me questo dice qualcosa.... :mad:

Lello
08-04-2003, 23.19.27
PERCHÉ CI FANNO PERDERE L’AMORE PER LA PATRIA

È di nuovo in discussione l’amor di patria nel nostro paese e sono molti gli intellettuali che lo giudicano carente. I motivi sono molteplici; parecchi si possono comprendere attraverso la storia: le dominazioni straniere, le autonomie comunali nel nord, positive per l’autogoverno, negative per l’unità nazionale; il malgoverno della Chiesa nel centro e dei Borboni nel sud. Ci sono tuttavia motivi riconducibili a eventi relativamente vicini. Mi soffermerò su questi. Non c’ è dubbio: gli atti di eroismo accrescono l’orgoglio nazionale e l’amor di patria mentre li deprimono gli atti di codardia. Tra questi, negli ultimi ottant’anni ne spiccano due. Protagonisti: il re e Mussolini. Il piccolo re, che aveva chiamato Mussolini al governo e lo aveva confermato anche dopo l’assassinio di Matteotti; il piccolo re, che aveva firmato le leggi razziali in un paese in cui l’antisemitismo era sempre stato minimo, dopo l’occupazione nazista era fuggito da Roma approfittando della misteriosa inefficienza dell’esercito tedesco, che aveva dimenticato di presidiare la via che da Roma porta negli Abruzzi e in Puglia. Un re non fugge di fronte al pericolo, per di più lasciando le forze armate senza ordini – io ero ufficiale di prima nomina e ricordo il proclama vergognosamente ambiguo di Badoglio, concordato col re. Mussolini, «il più grande statista del XX secolo», prima di essere barbaramente ucciso, era stato catturato mentre scappava travestito da caporale delle Ss. Vergogna! Lo stesso Mussolini aveva gettato l’intero paese nella fornace della seconda guerra mondiale pur sapendo che eravamo del tutto impreparati. Per un paese una guerra è sempre un trauma; una guerra perduta è un trauma grave; una guerra perduta anche per la tremenda impreparazione rappresenta un trauma gravissimo che può incidere a lungo sull’autostima – sull’«amor di patria» – dei cittadini di un intero paese. Crollato il fascismo, c’era stata la Resistenza, che era costata pene indicibili, ma aveva originato grandi speranze. Sebbene il pieno sviluppo della democrazia venisse impedito dalla guerra fredda, aveva avuto luogo un notevole progresso civile, che poi – e qui veniamo ai nostri giorni – è stato bloccato dall’ascesa al potere di Silvio Berlusconi il quale, per sua stessa ammissione, non aveva grandi ideali: spiegò a Biagi («L’espresso», 30 novembre 2000) che aveva fatto la scelta della politica per necessità: «Vogliono farmi fallire e mandarmi in galera».

http://www.laterza.it/laterza/images/copertine/8842069639.gif

Il bilancio dei primi dodici mesi del nuovo governo Berlusconi è disastroso. Le promesse elettorali sono state rinviate a data da destinarsi. Sono state invece attuate a tamburo battente, umiliando gli alleati con un po’ di sangue nelle vene, le misure prese nell’interesse di Berlusconi, della sua famiglia e dei suoi soci. Insieme a un selvaggio attacco all’autonomia della magistratura e ai giudici che avevano avviato «Mani Pulite», accusati di aver fomentato una «guerra civile». Gli stessi giudici e alcuni loro colleghi hanno poi cercato e stanno cercando, in mezzo a indicibili difficoltà e a calunnie di ogni genere, di scongiurare il ritorno al Medio Evo, quando la legge non era eguale per tutti. È sotto attacco anche l’altro pilastro della democrazia, la libertà di stampa, un attacco avviato con l’accusa di «trasmissioni criminose» a Biagi, Santoro e Luttazzi – invano un organo europeo ha chiesto chiarimenti sull’accusa. La libertà di espressione ha subito un altro colpo durissimo con l’estensione del controllo sulle tv già pubbliche. In tutte o quasi tutte le vicende ora richiamate abbiamo assistito, con angoscia, all’arrendevolezza delle alte cariche dello Stato. È vero: hanno pesato gli errori e le furbesche omissioni dell’opposizione.

Ciascuno ha le sue responsabilità. Ma allora Berlusconi non lo ferma più nessuno? Lo sbocco che s’intravede non è una repubblica delle banane – magari! – ma una dittatura alla Duvalier o, se si preferisce, un paradiso penale. Ci viene detto e ripetuto: attenzione, Berlusconi è stato democraticamente eletto e gode di un’ampia maggioranza in Parlamento. Sì, ma questa maggioranza è stata raggiunta con astute manovre.....

Ma allora in questo paese domina la cupidigia di servilismo? Coi soldini e coi favori di posti e di carriere si può ottenere tutto? Lo sanno o non lo sanno gli alleati di Berlusconi – anche quelli che pretendono di rifarsi a una morale ben più ampia di quella riguardante noi poveri laici – che al loro leader sono stati contestati una serie di reati, fra cui quello, ripugnante, di corruzione di magistrati? Lo sanno o non lo sanno che alcuni processi si sono conclusi non con l’assoluzione ma con la prescrizione, grazie ai rinvii, e altri processi con la condanna, poi amnistiata? Hanno o non hanno la capacità di arrossire?

In una pubblica requisitoria il pm Luca Tescaroli al processo di appello per la strage di Capaci ha scritto: «Nel corso del giudizio di appello il pentito Salvatore Cangemi ha raccontato di una riunione, tenutasi circa dieci giorni prima della strage di Capaci, nel corso della quale Riina aveva fatto presente che esistevano accordi con persone che ha indicato nominativamente in Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, aventi ad oggetto provvedimenti legislativi favorevoli all’organizzazione [alla mafia], interventi sull’autorità giudiziaria e garanzie dalle conseguenze derivanti dalla strage. [...] Riina aveva una certa urgenza per fare la strage Borsellino, dice Cangemi in aula, eravamo a giugno. Io mi sto giocando i denti, ribadiva, possiamo dormir tranquilli, ho Dell’Utri e Berlusconi nelle mani, e questo è un bene per tutta Cosa Nostra» (brani tratti dalla requisitoria di Tescaroli, citati fra virgolette nel libro di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Falcone Borsellino mistero di Stato, Edizioni della Battaglia, Palermo 2002, p. 69). Affermazioni di questo genere sono tutte da verificare. Tuttavia, già da sole in qualsiasi paese civile avrebbero suscitato un clamore inaudito: non da noi. Il riferimento è alla strage in cui furono assassinati Falcone e Borsellino.

L’accusa di concorso in strage è stata poi archiviata – l’indagine sui mandanti occulti continua sia a Caltanissetta sia a Firenze in tutte le direzioni; per l’accusa sui rapporti con la mafia, invece, dati gl’indizi, si auspica un approfondimento. In una questione così delicata è bene essere assai precisi. L’ordinanza di archiviazione per Berlusconi e Dell’Utri avvenne a Caltanissetta il 3 maggio 2002 per decisione del gip Gian Battista Tona, il quale scrive che i suddetti «avevano rapporti d’affari con soggetti legati all’organizzazione Cosa Nostra». Questi rapporti «costituiscono dati oggettivi [...] e rendono per lo meno non implausibili né peregrine le ricostruzioni offerte da diversi collaboratori di giustizia» secondo i quali Berlusconi e Dell’Utri «erano considerati facilmente contattabili dal gruppo criminale». (L’ordinanza di archiviazione è pubblica; è stata depositata al Tribunale di Palermo per il processo Dell’Utri, ora in corso, per associazione mafiosa.) Non basta. Per il processo riguardante gli attentati del 1993 di via Palestro a Milano, di via dei Georgofili a Firenze e di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano a Roma, nell’ordinanza di archiviazione del 14 novembre 1998 il gip Giuseppe Soresina scrive: Berlusconi e Dell’Utri «hanno trattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui si riferisce il programma stragista realizzato». Sono affermazioni non si sa se ben fondate o no, ma comunque sconvolgenti. Forse Lunardi ha ragione: dobbiamo abituarci a convivere con la mafia. Io domando: come faccio, in queste condizioni – alludo alla mafia, al curriculum giudiziario di Berlusconi riportato tre volte dall’«Economist», con aggiornamenti, al «patteggiamento» di 100 miliardi di lire del fratello Paolo per una maleodorante discarica («Corriere della sera», 31 maggio 2002) ed alla condanna definitiva per false fatture, a Torino, del senatore Dell’Utri, che con la sospensione condizionale della pena riuscì ad evitare la galera, ma non la condanna (la storia è narrata, citando fatti, date e documenti, da Marco Travaglio, Mani pulite, Editori Riuniti, Roma 2002, p. 590); oggi il Senatore Dell’Utri prepara leggi anche a suo vantaggio – come faccio a non vergognarmi di essere italiano? Come posso, retorica a parte, amare la patria?

Siamo precipitati in fondo all’abisso. Secondo la filosofia di Lunardi, Falcone e Borsellino erano due imbecilli, che non avevano capito nulla del paese in cui vivevano. ......

La cultura è l’elemento unificante di una società e nella cultura rientra l’arte. Per l’arte e per la natura l’Italia è uno dei paesi più belli del mondo, io credo il più bello. .....


http://www.laterza.it/laterza/il_caso/Sylos/il_caso1.asp

The_Prof
09-04-2003, 10.30.21
Lello questa volta devo darti ragione.
Stiamo precipitando verso una dittatura spietata, che imbavaglia la stampa, le televisioni.
Vogliono mettere in galera i magistrati e i giudici con l'accusa di essere comunisti.
Fra quakche mese il ventennio fascista sembrera' al confronto una bellissima democrazia.

Speriamo che Bush ci liberi, con una guerra preventiva, da questa folle dittatura.

Ciao :)

Paco
09-04-2003, 15.55.03
grazie Lello della segnalazione ;)
amore della patria senza il senso di stato non so cosa farmene :(

Lello
09-04-2003, 18.51.46
Originariamente inviato da The_Prof
Lello questa volta devo darti ragione.
Stiamo precipitando verso una dittatura spietata, che imbavaglia la stampa, le televisioni.
Vogliono mettere in galera i magistrati e i giudici con l'accusa di essere comunisti.
Fra quakche mese il ventennio fascista sembrera' al confronto una bellissima democrazia.

Speriamo che Bush ci liberi, con una guerra preventiva, da questa folle dittatura.

Ciao :)
Che ridere.... ah, ah, ah... :D :D :D

(S)

Paco
09-04-2003, 21.40.00
Originariamente inviato da Lello

Che ridere.... ah, ah, ah... :D :D :D

(S)

i comici sono di sinistra :D

The_Prof
10-04-2003, 10.08.36
Originariamente inviato da Paco


i comici sono di sinistra :D

Hai ragione :D prendetelo allora come un post serio :D

Ciao ;)

Paco
10-04-2003, 13.43.30
Originariamente inviato da The_Prof


Hai ragione :D prendetelo allora come un post serio :D

Ciao ;)

appunto
i comici sono di sinistra
tu sei di destra

:D

Lello
11-04-2003, 22.20.00
Il piazzista non belligerante
di Fabio Luppino

Il presidente del Consiglio sta impostando una lunga campagna elettorale. La presa di Baghdad gli arriva al momento giusto. Imposterà una “propaganda lunga” da qui al 25 maggio, che avrà il suo climax nella "festa della libertà" del 18 maggio. Colui che aveva detto di non impicciarsi di vicende locali ci ammansirà per oltre un mese e mezzo. Tanto se la destra perde, ha già detto, lui non si dimetterà, non farà come D’Alema.

Il grande piazzista montato sul tank americano sta già prefigurando un futuro di grandi affari per tutti. Al banchetto della ricostruzione, vedrete, ci sarà anche l’Italia. Strade, ponti, scuole e ospedali saranno ricostruiti anche con le benemerite imprese italiane. Scommettiamo che questo sarà un leit motiv della campagna elettorale che Berlusconi ha detto che non farà.

Gli enti pagatori saranno quelli di cui ci si può disfare al momento di decidere una guerra (Onu, Banca mondiale etc), ma che si fanno presto rientrare dalla finestra alla bisogna. Quelli sminuiti anche dal nostro premier (quando ha svalutato il diritto di veto, si vada a leggere quante volte lo hanno utilizzato gli Usa). Sì, non mancherà il contributo degli Stati, Usa in testa. Che non spenderanno solo per fare opere buone. No. Al momento appare solo una, fino a prova contraria, la ragione intima della guerra voluta dagli Usa: controllare il territorio dell’Iraq, dopo aver cacciato Saddam. E quindi la democrazia futura, garantita anche dal nostro premier, avrà un prezzo di cui conosceremo l’entità a poco a poco. Sempre dalla parte dei non belligeranti. E la coscienza rimarrà salva.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=robagh&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=24944

exion
12-04-2003, 01.47.40
Originariamente inviato da Lello
Il piazzista non belligerante
di Fabio Luppino

Il presidente del Consiglio sta impostando una lunga campagna elettorale. La presa di Baghdad gli arriva al momento giusto. Imposterà una “propaganda lunga” da qui al 25 maggio, che avrà il suo climax nella "festa della libertà" del 18 maggio. Colui che aveva detto di non impicciarsi di vicende locali ci ammansirà per oltre un mese e mezzo. Tanto se la destra perde, ha già detto, lui non si dimetterà, non farà come D’Alema.

.....cut.....
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=robagh&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=24944


Lo so che quando dico certe cose, mi attraggo immediatamente molte inevitabili antipatie... Ma non posso nascondere che in cuor mio spero davvero che alle prossime elezioni la sinistra si prenda una batosta di quelle che fanno sembrare Caporetto un pic-nic al parco.

Non è possibile che a due anni dalla sconfitta elettorale, non ci sia un progetto, una linea politica chiara, un sogno o un obiettivo concreto: nulla! Divisi su tutto: dalle modalità di gestione delle piccole cose amministrative quotidiane, fino ai grandi ideali, passando dalle lotte politiche in difesa delle istituzioni, non c'è stata in questi due anni una sola volta una presa di posizione forte, precisa, unitaria.

E così arriviamo alle prossime elezioni con un Berlusconi mediocre ma trionfante, con delle leggi allucinanti approvate in questi giorni dietro allo "scudo mediatico" dell'Iraq, che verranno presentate agli elettori di destra come grandi conquiste, mentre a sinistra ci si accapiglia ancora sui distinguo sulla posizione italiana rispetto alla guerra, sui né-né o sui con-con, sui problemi di leadership, e sui balletti macabri di De Michelis che propone a Boselli di andare uniti alle elezioni in nome di Craxi....

Se la sinistra perde, è il minimo che possa succedere: non si è fatto nulla, pur avendone mille e mille opportunità, per invertire la batosta del 2001.
Se la sinistra invece dovesse non solo perdere, ma prendere una bordata devastante, sarebbe forse la volta buona nei "palazzi" della sinistra per darsi una mossa, e rendersi conto che l'elettore a pigliarlo in giro una volta si può fare, ma alla seconda quello s'ink@zz@, e non poco!

Paco
12-04-2003, 07.37.29
Originariamente inviato da exion



Lo so che quando dico certe cose, mi attraggo immediatamente molte inevitabili antipatie... Ma non posso nascondere che in cuor mio spero davvero che alle prossime elezioni la sinistra si prenda una batosta di quelle che fanno sembrare Caporetto un pic-nic al parco.

Non è possibile che a due anni dalla sconfitta elettorale, non ci sia un progetto, una linea politica chiara, un sogno o un obiettivo concreto: nulla! Divisi su tutto: dalle modalità di gestione delle piccole cose amministrative quotidiane, fino ai grandi ideali, passando dalle lotte politiche in difesa delle istituzioni, non c'è stata in questi due anni una sola volta una presa di posizione forte, precisa, unitaria.

E così arriviamo alle prossime elezioni con un Berlusconi mediocre ma trionfante, con delle leggi allucinanti approvate in questi giorni dietro allo "scudo mediatico" dell'Iraq, che verranno presentate agli elettori di destra come grandi conquiste, mentre a sinistra ci si accapiglia ancora sui distinguo sulla posizione italiana rispetto alla guerra, sui né-né o sui con-con, sui problemi di leadership, e sui balletti macabri di De Michelis che propone a Boselli di andare uniti alle elezioni in nome di Craxi....

Se la sinistra perde, è il minimo che possa succedere: non si è fatto nulla, pur avendone mille e mille opportunità, per invertire la batosta del 2001.
Se la sinistra invece dovesse non solo perdere, ma prendere una bordata devastante, sarebbe forse la volta buona nei "palazzi" della sinistra per darsi una mossa, e rendersi conto che l'elettore a pigliarlo in giro una volta si può fare, ma alla seconda quello s'ink@zz@, e non poco!

finch'è non andranno via i liberali dalla sinistra non si cambia

Giorgio Drudi
16-04-2003, 18.23.03
Originariamente inviato da Paco


finch'è non andranno via i liberali dalla sinistra non si cambia

:) finirai per restar da solo...pensavo...una vecchia idea...forse fai prima ad uscire tu dai partiti :)
Ciao Paco, buona buonissima Pasqua :)

exion
16-04-2003, 18.54.52
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


:) finirai per restar da solo...pensavo...una vecchia idea...forse fai prima ad uscire tu dai partiti :)
Ciao Paco, buona buonissima Pasqua :)

Tranquillo che Paco non resta da solo, siamo almeno in due :p :D

buonissima Pasqua anche a te :)

Cecco
16-04-2003, 19.20.38
Originariamente inviato da exion



Lo so che quando dico certe cose, mi attraggo immediatamente molte inevitabili antipatie... Ma non posso nascondere che in cuor mio spero davvero che alle prossime elezioni la sinistra si prenda una batosta di quelle che fanno sembrare Caporetto un pic-nic al parco.

Non è possibile che a due anni dalla sconfitta elettorale, non ci sia un progetto, una linea politica chiara, un sogno o un obiettivo concreto: nulla! Divisi su tutto: dalle modalità di gestione delle piccole cose amministrative quotidiane, fino ai grandi ideali, passando dalle lotte politiche in difesa delle istituzioni, non c'è stata in questi due anni una sola volta una presa di posizione forte, precisa, unitaria.

E così arriviamo alle prossime elezioni con un Berlusconi mediocre ma trionfante, con delle leggi allucinanti approvate in questi giorni dietro allo "scudo mediatico" dell'Iraq, che verranno presentate agli elettori di destra come grandi conquiste, mentre a sinistra ci si accapiglia ancora sui distinguo sulla posizione italiana rispetto alla guerra, sui né-né o sui con-con, sui problemi di leadership, e sui balletti macabri di De Michelis che propone a Boselli di andare uniti alle elezioni in nome di Craxi....

Se la sinistra perde, è il minimo che possa succedere: non si è fatto nulla, pur avendone mille e mille opportunità, per invertire la batosta del 2001.
Se la sinistra invece dovesse non solo perdere, ma prendere una bordata devastante, sarebbe forse la volta buona nei "palazzi" della sinistra per darsi una mossa, e rendersi conto che l'elettore a pigliarlo in giro una volta si può fare, ma alla seconda quello s'ink@zz@, e non poco!

Da troppo tempo mancavo questa discussione, la riprendo volentieri colpito dal tuo intervento che un pò riassume il mio pensiero.
Il problema grosso dell'odierna sinistra, che un pò capisco, è questo:
-da una parte sa che per vincere le prossime elezioni deve allargare quanto possibile la coalizione a RC, Cofferati e quant'altro;
-dall'altra sa pure che questo tipo d'allargamento è politicamente improbabile poichè queste forze esterne (ma non solo: vedi anche Verdi e Comunisti Italiani)promuovono una politica che è in conflitto con il governo di un paese, semmai verosimile da opposizione.
Io ho sempre detto quindi che, anche a costo di riperdere le elezioni,
DS (chi ci sta) e centristi (chi ci sta) devono dar luogo all'unica via possibile, quella di una moderna socialdemocrazia che formi un proprio programma realistico ed aderente al sistema attuale mondiale.
Come vedi infatti, volendo sottacere sui laburisti inglesi, anche i socialisti tedeschi ed i cattocomunisti francesi, alla fine, pur con dei distinguo, non possono assolutamente spingere l'accelleratore su modelli anacronistici seppure rispettabili.
Dunque da vostro avversario mi auguro davvero che, prima o poi, Fassino & C. ritrovino il coraggio dell'unica decisione possibile: perderanno molti alleati di carta ma guadagneranno alla lunga voti
pesanti da parte degli italiani che vogliono una vera alternativa a Berlusconi ed al governo di CD. Io stesso ne trarrò vantaggio ove un domani fossi posto innanzi una vera scelta tra due coalizioni che però
ambedue condividano una politica quanto meno europea e non più velleitaria fino all'utopismo. Ciao
P.S. Di Berlusconi tutto si può dire tranne che sia un mediocre. D'altra parte il governo, sia pure tra mille difficoltà internazionali, sta a poco a poco sviluppando il programma a suo tempo presentato agli elettori. Certo non è un programma condiviso dalle opposizioni, è normale, è la ricetta che il CD ha proposto per il nostro paese e che ha ricevuto i voti degli elettori di CD non di CS o rifondazione. Capirai che noi vogliamo l'attuazione di quel programma e quindi quella riforma fiscale, quella previdenziale, quella su scuola ed università, ecc...

Paco
16-04-2003, 20.11.05
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


:) finirai per restar da solo...pensavo...una vecchia idea...forse fai prima ad uscire tu dai partiti :)
Ciao Paco, buona buonissima Pasqua :)

come vedi, non sono solo solo, c'è anche exion con me :)
sai bene che quella tua vecchia idea mi piace poco :p

Paco
16-04-2003, 20.27.34
Originariamente inviato da Cecco


Da troppo tempo mancavo questa discussione, la riprendo volentieri colpito dal tuo intervento che un pò riassume il mio pensiero.
Il problema grosso dell'odierna sinistra, che un pò capisco, è questo:
-da una parte sa che per vincere le prossime elezioni deve allargare quanto possibile la coalizione a RC, Cofferati e quant'altro;
-dall'altra sa pure che questo tipo d'allargamento è politicamente improbabile poichè queste forze esterne (ma non solo: vedi anche Verdi e Comunisti Italiani)promuovono una politica che è in conflitto con il governo di un paese, semmai verosimile da opposizione.
Io ho sempre detto quindi che, anche a costo di riperdere le elezioni,
DS (chi ci sta) e centristi (chi ci sta) devono dar luogo all'unica via possibile, quella di una moderna socialdemocrazia che formi un proprio programma realistico ed aderente al sistema attuale mondiale.
Come vedi infatti, volendo sottacere sui laburisti inglesi, anche i socialisti tedeschi ed i cattocomunisti francesi, alla fine, pur con dei distinguo, non possono assolutamente spingere l'accelleratore su modelli anacronistici seppure rispettabili.
Dunque da vostro avversario mi auguro davvero che, prima o poi, Fassino & C. ritrovino il coraggio dell'unica decisione possibile: perderanno molti alleati di carta ma guadagneranno alla lunga voti
pesanti da parte degli italiani che vogliono una vera alternativa a Berlusconi ed al governo di CD. Io stesso ne trarrò vantaggio ove un domani fossi posto innanzi una vera scelta tra due coalizioni che però
ambedue condividano una politica quanto meno europea e non più velleitaria fino all'utopismo. Ciao
P.S. Di Berlusconi tutto si può dire tranne che sia un mediocre. D'altra parte il governo, sia pure tra mille difficoltà internazionali, sta a poco a poco sviluppando il programma a suo tempo presentato agli elettori. Certo non è un programma condiviso dalle opposizioni, è normale, è la ricetta che il CD ha proposto per il nostro paese e che ha ricevuto i voti degli elettori di CD non di CS o rifondazione. Capirai che noi vogliamo l'attuazione di quel programma e quindi quella riforma fiscale, quella previdenziale, quella su scuola ed università, ecc...

questo l'ho scritto qualche post fa, non ho cambiato neppure una virgola:

Adesso vi rivelo per chi voto. Io sono di sinistra e voto i DS. Non mi sognerei mai di votare a destra e neppure troppo a sinistra, quindi credo che sia più che chiara la mia posizione. Quando ci sono le elezioni, voi cosa fate? State a casa pensando che non esiste un partito fatto su misura per voi? Volete il partito dei poeti e degli artisti? No, il compito degli artisti è altro, è fare gli artisti e non i politici. Senza di loro il mondo farebbe più schifo di quanto già lo sia. Allora votiamo un partito, e io questa decisione l'ho presa come sicuramente l'avete presa pure voi due, come del resto Cecco, the_prof, Lello e gli altri. (Almeno spero! )
Una coalizione che prenda le redini di uno stato deve tener conto di tante cose, comprese le cose che ci fanno più arrabbiare. É necessario che un mercato funzioni per dar lavoro alla gente, è necessario un sistema burocratico efficente ed equo (Attenzione, EFFICENTE ED EQUO), cosa non facile da raggiungere perchè ci sono in gioco tanti interessi diversi.
Infine coscienza ormai comune, tutti gli estremismi sono fasulli e pericolosi che prima o poi sfociano nel malessere collettivo, allora cerchiamo invece di costruire una vera democrazia civile (Attenzione di nuovo, DEMOCRAZIA CIVILE), altra cosa non facile da fare.
Non sto dicendo, baciamo le mani a Berlusconi, sto dicendo di lottare per far rispettare i nostri diritti, che il parlamento funzioni come ci è stato promesso, che l'opposizione e la maggioranza dialoghino sul serio e non nei programmi televisivi, ma in PARLAMENTO.
Stalker, parlavi di giovani che votano a destra, allora attiviamoci noi nelle varie sezioni di quartiere per avvicinarli. Invece i nostri partiti li hanno persi nei vari movimenti indipendenti, indipendeti sai da cosa? non dalla destra, ma dalla sinistra e questo è molto grave. Torniamo a dar più valore ai partiti, diamo più valore alla tessera del partito, allora qualcosa cambierà.

P.S. Io non sono un santone, questo è quel che penso. É un po' di tempo che ascolto tante voci, quelle di destra, quelle di sinistra.

Giorgio Drudi
16-04-2003, 21.47.19
Originariamente inviato da Paco


come vedi, non sono solo solo, c'è anche exion con me :)
sai bene che quella tua vecchia idea mi piace poco :p

...si ti piace poco...ma avanza :) ed i partiti rincorrono i movimenti col passo di exion, sempre fermo lì...:)
Ciao

The_Prof
17-04-2003, 11.15.10
Originariamente inviato da Paco


questo l'ho scritto qualche post fa, non ho cambiato neppure una virgola:

Adesso vi rivelo per chi voto. Io sono di sinistra e voto i DS. Non mi sognerei mai di votare a destra e neppure troppo a sinistra, quindi credo che sia più che chiara la mia posizione. Quando ci sono le elezioni, voi cosa fate? State a casa pensando che non esiste un partito fatto su misura per voi? Volete il partito dei poeti e degli artisti? No, il compito degli artisti è altro, è fare gli artisti e non i politici. Senza di loro il mondo farebbe più schifo di quanto già lo sia. Allora votiamo un partito, e io questa decisione l'ho presa come sicuramente l'avete presa pure voi due, come del resto Cecco, the_prof, Lello e gli altri. (Almeno spero! )
Una coalizione che prenda le redini di uno stato deve tener conto di tante cose, comprese le cose che ci fanno più arrabbiare. É necessario che un mercato funzioni per dar lavoro alla gente, è necessario un sistema burocratico efficente ed equo (Attenzione, EFFICENTE ED EQUO), cosa non facile da raggiungere perchè ci sono in gioco tanti interessi diversi.
Infine coscienza ormai comune, tutti gli estremismi sono fasulli e pericolosi che prima o poi sfociano nel malessere collettivo, allora cerchiamo invece di costruire una vera democrazia civile (Attenzione di nuovo, DEMOCRAZIA CIVILE), altra cosa non facile da fare.
Non sto dicendo, baciamo le mani a Berlusconi, sto dicendo di lottare per far rispettare i nostri diritti, che il parlamento funzioni come ci è stato promesso, che l'opposizione e la maggioranza dialoghino sul serio e non nei programmi televisivi, ma in PARLAMENTO.
Stalker, parlavi di giovani che votano a destra, allora attiviamoci noi nelle varie sezioni di quartiere per avvicinarli. Invece i nostri partiti li hanno persi nei vari movimenti indipendenti, indipendeti sai da cosa? non dalla destra, ma dalla sinistra e questo è molto grave. Torniamo a dar più valore ai partiti, diamo più valore alla tessera del partito, allora qualcosa cambierà.

P.S. Io non sono un santone, questo è quel che penso. É un po' di tempo che ascolto tante voci, quelle di destra, quelle di sinistra.


Ma come si puo' non essere d'accordo con quanto affermi, che ritengo sia il pensiero e la speranza di tutti gli elettori.

Piuttosto, rifacendomi anche al post di Cecco, che ne pensate del voto sull'invio di truppe in Iraq.
Ritenete sia una divisione della sinistra solo in questo specifico caso, oppure una prova per eventuali nuove alleanze, o una prospettiva di socialdemocrazia, distinta da una coalizione di sinistra con Rc Verdi e il correntone Ds.

Ciao :)

Cecco
17-04-2003, 17.04.30
Ciao Prof. per me non v'è alcun dubbio e comunque vada: le sinistre sono almeno due e solo una potrebbe legittimamente sperare in un futuro governo del paese. Ciao

Paco
17-04-2003, 18.53.46
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


...si ti piace poco...ma avanza :) ed i partiti rincorrono i movimenti col passo di exion, sempre fermo lì...:)
Ciao

su questo siamo daccordo, i partiti sono fermi :(

Paco
17-04-2003, 18.58.22
Originariamente inviato da The_Prof



Ma come si puo' non essere d'accordo con quanto affermi, che ritengo sia il pensiero e la speranza di tutti gli elettori.

Piuttosto, rifacendomi anche al post di Cecco, che ne pensate del voto sull'invio di truppe in Iraq.
Ritenete sia una divisione della sinistra solo in questo specifico caso, oppure una prova per eventuali nuove alleanze, o una prospettiva di socialdemocrazia, distinta da una coalizione di sinistra con Rc Verdi e il correntone Ds.

Ciao :)

abbiamo tutti qualcosa in comune
il problema è che non si scende a patti, a compromessi e a uno come Bertinotti non importa governare o che il governo cada

carletto
17-04-2003, 22.28.16
Originariamente inviato da The_Prof





Piuttosto, rifacendomi anche al post di Cecco, che ne pensate del voto sull'invio di truppe in Iraq.


Ciao :)


Tutto il male possibile. Questo modo di intervenire può gratificare solo la megalomania del presidente del consiglio.
Partire da soli alla cieca (perchè non ditemi che sanno dove andare e con chi trattare) anzichè concordare l'intervento con il resto dell'Europa significa solo bruciare un sacco di miliardi per mantenere efficente la parte militare della spedizione.
Miliardi che avrebbero potuto essere investiti in maniera migliore.

Anche se ho il grosso, grossissimo sospetto che sia la parte militare quella che interessa di più al presidente del consiglio e a Bush. E di quì l'urgenza.

davlak
17-04-2003, 22.35.13
Originariamente inviato da carletto



Tutto il male possibile. Questo modo di intervenire può gratificare solo la megalomania del presidente del consiglio.
Partire da soli alla cieca (perchè non ditemi che sanno dove andare e con chi trattare) anzichè concordare l'intervento con il resto dell'Europa significa solo bruciare un sacco di miliardi per mantenere efficente la parte militare della spedizione.
Miliardi che avrebbero potuto essere investiti in maniera migliore.

Anche se ho il grosso, grossissimo sospetto che sia la parte militare quella che interessa di più al presidente del consiglio e a Bush. E di quì l'urgenza.
questa volta non posso che darti ragione.
Oltretutto la cosa puzza di ruffianesimo...ma tanto eh?

(Y)

Paco
18-04-2003, 10.13.33
Originariamente inviato da davlak

questa volta non posso che darti ragione.
Oltretutto la cosa puzza di ruffianesimo...ma tanto eh?

(Y)

tanto che il signor presidente storce il naso quando la UE vuole di nuovo l'Onu in Iraq contro la volontà di mister faccio tutto io Bush

Paco
18-04-2003, 10.15.08
17/04/03

Ulivo, l'errore bipartisan
di Claudio Rinaldi

Ieri ad Atene Silvio Berlusconi ha commentato così il voto parlamentare di martedì 15 sulla missione italiana in Irak. «Non c’è nessun grazie da dire all’opposizione. Anzi, finora dovremmo dire tutto il contrario». È stata una reazione istruttiva. E non solo perché il premier ha mostrato ancora una volta tratti di rozzezza, di meschinità; soprattutto perché egli ha messo a nudo la vacuità di tante chiacchiere sulle decisioni cosiddette bipartisan. In proposito vale la pena di consegnare a chi di dovere poche riflessioni.
1. È masochismo puro dare la caccia a qualche presunto Signor No dell’Ulivo, straparlare di chissà quali massimalismi. Il primo a non volere né dialoghi né inciuci è proprio Berlusconi. Egli traccia sempre un discrimine brutale fra sé e i suoi avversari. Si può pensare il peggio di lui, della sua politica o non-politica, ma sta di fatto che si adatta perfettamente alla logica di un sistema che è bipolare e oltretutto poggia su una legge elettorale maggioritaria.
2. Di questa semplice realtà è ora che anche il centro-sinistra tenga conto. L’opposizione, sia perdonata la tautologia, deve opporsi. In modo serio e responsabile, certo; ma opporsi. Se non lo fa perde qualsiasi funzione, si suicida, mentre il governo se ne frega e tira diritto per la sua strada. Una condotta acquiescente è dannosa oltre che inutile.
3. Martedì 15 la maggioranza del centro-sinistra ha fatto benissimo a dare l’okay a un intervento umanitario in Irak. Anche noi nel nostro piccolo gliel’avevamo suggerito. Ma avrebbe dovuto limitarsi a presentare il proprio documento, che pronunciava un limpido sì e fissava condizioni ragionevolissime. L’errore, un errore grave, è stato astenersi con tanta solennità sulla risoluzione della Casa della libertà. Questa sarebbe stata approvata in ogni caso; darle un non richiesto avallo, dopo che per settimane si era giustamente inveito contro la belligeranza occulta di Berlusconi, serviva soltanto a disorientare una parte dell’elettorato ulivista. Eppure un buontempone reduce da numerose sconfitte ha creduto di dover salutare il ritorno alla politica con la P maiuscola.
4. Appoggiare con più o meno calore il governo ha senso se la patria è in pericolo. Se no, l’astensionismo è un autogol. Adesso sconcerta leggere che i Fassino e i Rutelli sono pronti a collaborare al successo del semestre europeo a presidenza italiana. In siffatti termini il problema è mal posto. L’Ulivo - o quel che ne resta - non deve candidarsi a stampella di nessuno. Ben venga un accordo strettissimo fra Ds e Margherita; ma questo embrione di Partito democratico, se non vuole distruggersi in un aborto, deve precisare le proprie posizioni sull’Europa e cercare di farle valere in Parlamento e nel paese, senza ambigue allusioni a possibili intese con un Berlusconi che è agli antipodi.
5. Di un’analoga chiarezza di idee si sente il bisogno su tutti gli altri terreni. Un’opposizione che si rispetti, infatti, si caratterizza a. per la qualità delle sue critiche, b. per la lungimiranza delle sue proposte. Punto e basta. Qualsiasi ammiccamento all’avversario, e che avversario poi!, è fuori luogo. [http://www.repubblica.it]

The_Prof
18-04-2003, 10.29.55
Originariamente inviato da carletto



Tutto il male possibile. Questo modo di intervenire può gratificare solo la megalomania del presidente del consiglio.
Partire da soli alla cieca (perchè non ditemi che sanno dove andare e con chi trattare) anzichè concordare l'intervento con il resto dell'Europa significa solo bruciare un sacco di miliardi per mantenere efficente la parte militare della spedizione.
Miliardi che avrebbero potuto essere investiti in maniera migliore.

Anche se ho il grosso, grossissimo sospetto che sia la parte militare quella che interessa di più al presidente del consiglio e a Bush. E di quì l'urgenza.

Intendevo dire l'apporto al voto di una parte della sinistra, non la missione in se stessa.

Ciao :)

Paco
18-04-2003, 10.33.58
Originariamente inviato da The_Prof


Intendevo dire l'apporto al voto di una parte della sinistra, non la missione in se stessa.

Ciao :)

io ho risposto con Claudio Rinaldi che sa parlare meglio di me :)

The_Prof
18-04-2003, 11.30.34
Originariamente inviato da Paco


io ho risposto con Claudio Rinaldi che sa parlare meglio di me :)

Saprà scrivere meglio di te, ma le sue idee mi sembrano osteggiare la formazione che si è creata col voto, e soprattutto i suoi leader.

Ciao :)

Paco
18-04-2003, 12.04.52
Originariamente inviato da The_Prof


Saprà scrivere meglio di te, ma le sue idee mi sembrano osteggiare la formazione che si è creata col voto, e soprattutto i suoi leader.

Ciao :)

perchè dovrei dargli torto :p :
3. Martedì 15 la maggioranza del centro-sinistra ha fatto benissimo a dare l’okay a un intervento umanitario in Irak. Anche noi nel nostro piccolo gliel’avevamo suggerito. Ma avrebbe dovuto limitarsi a presentare il proprio documento, che pronunciava un limpido sì e fissava condizioni ragionevolissime. L’errore, un errore grave, è stato astenersi con tanta solennità sulla risoluzione della Casa della libertà. Questa sarebbe stata approvata in ogni caso; darle un non richiesto avallo, dopo che per settimane si era giustamente inveito contro la belligeranza occulta di Berlusconi, serviva soltanto a disorientare una parte dell’elettorato ulivista. Eppure un buontempone reduce da numerose sconfitte ha creduto di dover salutare il ritorno alla politica con la P maiuscola.

Paco
18-04-2003, 13.29.05
Fassino l'ha sparata davvero così grossa?
chi ne sa di più?
http://www.wittgenstein.it/cr/fassinate.html

carletto
18-04-2003, 22.01.29
Originariamente inviato da The_Prof


Intendevo dire l'apporto al voto di una parte della sinistra, non la missione in se stessa.

Ciao :)

Tutto il male possibile in entrambi i sensi.
All'opposizione spettava criticare questo brancaleonesco intervento come ho fatto io, richiedendo che il tutto avvenisse nel contesto dell'Europa. Non pagliacciare come ha fatto.

carletto
18-04-2003, 22.10.57
Originariamente inviato da davlak

questa volta non posso che darti ragione.
Oltretutto la cosa puzza di ruffianesimo...ma tanto eh?

(Y)
Per me puzza d'altro.

Il Bush non vuole fare la fine di suo padre che ha vinto la guerra e perso le elezioni. Lui le elezioni le vuole rivincere e deve ora occuparsi del fronte interno mantenendo alcune delle promesse fatte e ancora in sospeso.
Dopo il mare di miliardi spesi per questa guerra non può impegnare altri fondi per fare quello che ogni forza di occupazione è tenuta a fare, mantenre l'ordine legale nei territori conquistati. No lo ha fatto fin'ora e non intende farlo. Adeso deve trovare la maniere di diminuire le tasse. ed in particolare l'imposta sui capitali. E già difficle farlo con quel che è costata la guerra, figuriamoci se può permettersi di affrontare altri costi.
Per cui cosa fanno i suoi consiglieri, che saranno ttutto ma scemi non sono?
Risolvono di rivolgersi a quei megalomani degli italiani che pur di sentirsi importanti sono disposti a paragli il soprasella (finissimo, mi piacia, mi piache tanto che lo ripeto - il soprasella)e ci vanno loro, e a loro spese.
A spese degli italiani, perchè anche se il presidente del consiglio ha detto che la spesa non sarà coperta da nuove tasse ma il grano verrà prelevato da fondi disponibili vuol dire che questi fondi non ci saranno più per ciò cui erano destinati.
Non pagheremo di certo una tassa Iraq, ma certamente pagheremo qualcos'altro.
Quello che doveva essere fatto con i fondi che non ci sdaranno più.
Ma non importa, ci defecheremo (ma come sono fine stasera) addosso dalla gioia quando Bush darà il contentino al presidente del consiglio definendolo "il mio amico silvio" (chissà però se l'amico silvio si è mai chiesto cosa ne pensa veramente di lui il Bush?)

carletto
19-04-2003, 00.56.46
(ANSA) - ROMA, 17 APR - ''L'Italia e' entrata in guerra e non
lo sa. E il presidente del Consiglio si e' convinto di essere
Cavour. Silvio Berlusconi conte di Macherio''. Ad affermarlo, in
una intervista alla STAMPA, e' l'ex presidente della Repubblica
Francesco Cossiga.
''Cavour - dice polemicamente Cossiga - riusci' la' dove ha
fallito Mussolini. Ora ci riprova Berlusconi marchese di Arcore.
Mandando tremila uomini nella nuova Crimea, l'Iraq''. L'ex
presidente della Repubblica, definisce il dibattito in
Parlamento ''una cosa surreale''. ''L'Italia - spiega -, dopo
essersi rifiutata di intervenire al fianco degli angloamericani,
invia soldati per sfamare gli iracheni. Ora, in Iraq ci sono 250
mila uomini, che hanno vinto una guerra in due settimane. E noi
pensiamo ci sia bisogno dei carabinieri per proteggere quattro
pacchi di pasta e due scatole di pomodori pelati, ovviamente
napoletani?''.
''Un paese che viene dopo l'Irlanda per produzione
industriale procapite, che e' precipitato al 15/o posto tra le
potenze economiche, che dopo la Grecia ha le forze armate piu'
deboli dell'intera Europa occidentale - prosegue Cossiga -
interviene per far fronte a esigenze alimentari che ne'
l'America, ne' la Gran Bretagna, ne' le Nazioni Unite sono in
grado di soddisfare? Con l'intenzione dichiarata di ricostruire
l'Iraq, strade, aeroporti, ferrovie? Di fronteggiare armi
chimiche e batteriologiche che non ci sono?''. ''In questa
crisi - conclude Cossiga - il premier si e' mosso con
accortezza, combinando il pacifismo e l'antiamericanismo degli
italiani, in particolare del mondo cattolico, con i consueti
atti di furberia. E' bene pero' ricordargli che a Ginevra,
citta' della Svizzera francese, sono state siglate convenzioni
che si applicano a tutti i conflitti tra e dentro gli Stati. In
base a tali convenzioni, da ieri l'Italia e' potenza
belligerante, e, nel momento in cui il primo soldato italiano
mettera' piede in Iraq, diventera' potenza occupante. I nostri
militari, che saranno sicuramente all'altezza dei loro colleghi,
non vanno a proteggere le scatole di pomodori pelati; vanno a
dare manforte a un esercito di occupazione. Dovranno
fronteggiare la resistenza irachena. Il terrorismo. I contrasti
interni tra gli sciiti, tra sciiti e sunniti, tra iracheni e
curdi, tra curdi e turchi, quindi tra alleati e turchi. Senza
che nessuno se ne sia accorto, da paese prima neutrale, poi non
belligerante, l'Italia e' diventata belligerante, e diventera'
occupante. Violando la Costituzione. E con tutti i problemi che
ne conseguono''. (ANSA).

Ale il Golosone
19-04-2003, 11.53.52
255 Pagine 2541 Risposte 25983 Visite

CAVOLO!!!

Non l'avrei mai detto! ora piano piano mi leggo tutto
ciò che mi sono perso...

Paco
19-04-2003, 12.31.43
Originariamente inviato da Ale il Golosone
255 Pagine 2541 Risposte 25983 Visite

CAVOLO!!!

Non l'avrei mai detto! ora piano piano mi leggo tutto
ciò che mi sono perso...

ciao,
tu sei il creatore, grazie, grazie, grazie :p

ti divertirai molto a leggerlo tutto :D

Giorgio Drudi
23-04-2003, 15.15.07
Originariamente inviato da carletto
(ANSA) - ROMA, 17 APR - ''L'Italia e' entrata in guerra e non
lo sa. E il presidente del Consiglio si e' convinto di essere
Cavour. Silvio Berlusconi conte di Macherio''. Ad affermarlo, in
una intervista alla STAMPA, e' l'ex presidente della Repubblica
Francesco Cossiga.
''Cavour - dice polemicamente Cossiga - riusci' la' dove ha
fallito Mussolini. Ora ci riprova Berlusconi marchese di Arcore.
Mandando tremila uomini nella nuova Crimea, l'Iraq''. L'ex
presidente della Repubblica, definisce il dibattito in
Parlamento ''una cosa surreale''. ''L'Italia - spiega -, dopo
essersi rifiutata di intervenire al fianco degli angloamericani,
invia soldati per sfamare gli iracheni. Ora, in Iraq ci sono 250
mila uomini, che hanno vinto una guerra in due settimane. E noi
pensiamo ci sia bisogno dei carabinieri per proteggere quattro
pacchi di pasta e due scatole di pomodori pelati, ovviamente
napoletani?''.
''Un paese che viene dopo l'Irlanda per produzione
industriale procapite, che e' precipitato al 15/o posto tra le
potenze economiche, che dopo la Grecia ha le forze armate piu'
deboli dell'intera Europa occidentale - prosegue Cossiga -
interviene per far fronte a esigenze alimentari che ne'
l'America, ne' la Gran Bretagna, ne' le Nazioni Unite sono in
grado di soddisfare? Con l'intenzione dichiarata di ricostruire
l'Iraq, strade, aeroporti, ferrovie? Di fronteggiare armi
chimiche e batteriologiche che non ci sono?''. ''In questa
crisi - conclude Cossiga - il premier si e' mosso con
accortezza, combinando il pacifismo e l'antiamericanismo degli
italiani, in particolare del mondo cattolico, con i consueti
atti di furberia. E' bene pero' ricordargli che a Ginevra,
citta' della Svizzera francese, sono state siglate convenzioni
che si applicano a tutti i conflitti tra e dentro gli Stati. In
base a tali convenzioni, da ieri l'Italia e' potenza
belligerante, e, nel momento in cui il primo soldato italiano
mettera' piede in Iraq, diventera' potenza occupante. I nostri
militari, che saranno sicuramente all'altezza dei loro colleghi,
non vanno a proteggere le scatole di pomodori pelati; vanno a
dare manforte a un esercito di occupazione. Dovranno
fronteggiare la resistenza irachena. Il terrorismo. I contrasti
interni tra gli sciiti, tra sciiti e sunniti, tra iracheni e
curdi, tra curdi e turchi, quindi tra alleati e turchi. Senza
che nessuno se ne sia accorto, da paese prima neutrale, poi non
belligerante, l'Italia e' diventata belligerante, e diventera'
occupante. Violando la Costituzione. E con tutti i problemi che
ne conseguono''. (ANSA).

Cossiga ha sempre avuto almeno un punto debole: gli piace fare la "prima donna"...per questa sua vanità ha detto un sacco di baggianate...si è alleato...e dissociato, il giorno dopo, un pò con tutti....si metterebbe in mutande pur di fare audience.
Perciò le sue affermazioni non vengono prese in alcuna considerazione, quasi da nessuno...:)
Ciao

Lello
23-04-2003, 21.05.43
Un 25 aprile da tutti contro tutti

E' sempre alta la tensione tra i Poli, divisi sul significato storico della Liberazione. Berlusconi: "Non ci sarò". Botta e risposta tra Bondi e l'Unità. Romano La Russa (An) attacca: "Abolire la festa".

ROMA - "Alle celebrazioni del 25 aprile non ci sarò" . Berlusconi annuncia che non parteciperà alle cerimonie per la festa della Liberazione. Ma spiega subito che non lo fa per motivi politici, o magari perché intende sottolineare con la propria assenza le posizioni del suo portavoce Bondi sulla festa della Liberazione. No. Le sue sono ragioni prettamente personali: "Mi sono preso una settimana di stop. - spiega - Anche per finire di curarmi la mano sinistra che mi sono infortunato a S. Giuliano, procurandomi uno strappo ai tendini che ancora mi crea problemi".

Il premier comunque non rinuncia a polemizzare con la sinistra anche sul nuovo argomento di rissa politica. Le imputa infatti di aver accusato la Casa delle libertà di revisionismo e di voler equiparare i liberatori agli oppressori fascisti. E per questo si mostra pronto a replicare duramente. "La sinistra italiana ha troppe cose da farsi perdonare, - dice - e ora cerca di trovare argomenti come la Resistenza per cercare di metter in un angolo il fatto che ha perso la fiducia degli italiani". Poi rincara la dose, alludendo alla simpatia per la sinistra per molti regimi totalitari comunisti. "Anche adesso - aggiunge il Premier - difende le dittature, come quella di Fidel Castro. E questo non si può consentire".

Al capo del governo si occupa di replicare Francesco Rutelli. Con toni apparentemente concilianti, ma in realtà molto critici. ''Il 25 aprile è una data solenne che appartiene a tutto il paese, anche al centro-destra, che dovrebbe rivendicare questa ricorrenza. - esordisce infatti il leader della Margherita. Ma poi aggiunge maliziosamente: ''Evidentemente Berlusconi si deve essere infortunato la mano sinistra''. Anche se chiosa che “vorrebbe vedere il centro-destra partecipare sobriamente a questa festa consapevole che si tratta di un patrimonio nazionale''.

Il tutto si inserisce nell'ennesima giornata di polemiche su resistenza, liberazione e antifascismo. Polemiche che stanno montando a mano a mano che si avvicina il 25 aprile. Ieri la Quercia aveva chiesto come e dove il premier avrebbe commemorato quest’anno la ricorrenza. E l’accusa malcelata era che Silvio Berlusconi tenderebbe a snobbare un tale anniversario. Oggi lo scontro verbale si fa ancora più aspro. Anche se per la verità qualcuno cerca eroicamente di sedare gli animi.

La battaglia dialettica esplode innanzitutto fra il portavoce di Forza Italia Sandro Bondi e l’Unità. Proprio la testata che il capo del governo cita come esempio lampante di costante aggressione verbale della sinistra nei suoi confronti.

Dopo che ieri Bondi aveva voluto precisare che in alcuni casi gli eccidi dei tedeschi furono in qualche misura provocati da irresponsabili strategie di lotta dei partigiani, oggi il giornale fondato da Antonio Gramsci spara a tutta pagina un titolo di prima secco e urlato: “Vogliono abolire il 25 aprile”. Per poi aggiungere che secondo Bondi “l’eccidio di Marzabotto sarebbe stato colpa dei partigiani”.

Un’interpretazione quantomeno forzata. Che infatti suscita subito la replica indignata del deputato azzuro. ''Secondo l'Unità - tuona Bondi - avrei insultato la resistenza e i caduti di Marzabotto. Non cambiano proprio mai. Usano lo stesso linguaggio violento e intimidatorio di sempre verso chi la pensa diversamente da loro. Mai una volta che si dimostrino capaci di discutere seriamente e correttamente le tesi degli avversari senza attribuire loro pensieri mai avuti e frasi non dette”.

Insomma, il portavoce di Berlusconi contesta le tesi che gli vengono ascritte. “Lo ripeto: il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani che ricordano la liberazione dal fascismo e dagli occupanti nazisti. - afferma deciso - Ma questo non può impedirmi di ricordare, sulla base dei risultati più recenti degli studi storici, che le dolorose conseguenze per i civili furono anche l'effetto della strategia seguita dai comunisti durante la guerra di liberazione, i quali sostenevano che la rappresaglia era un mezzo per suscitare maggiore spirito di rivolta antinazista e antifascista, e quindi si giustificava''.

Argomentazioni che inevitabilmente rinfocolano le polemiche con i Ds. Tanto è vero che Pierluigi Bersani censura subito la sortita. “E' insopportabile - dice l’ex ministro della Quercia - che il centrodestra voglia snaturare la ricorrenza del 25 aprile. Si può e si deve dire di tutto delle uccisioni del dopoguerra, delle foibe e dei ragazzi di Salò, ma il 25 aprile deve restare il 25 aprile. Non può essere ridotto ad una data neutra e deve rimanere la festa di tutti gli italiani, in quanto festa della liberazione dal nazifascismo e data di riferimento per la costruzione della Repubblica''.

Nel frattempo anche Fausto Bertinotti interviene nel dibattito tutt’altro che pacato. ''Forza Italia contrabbanda scampoli di cultura fascista senza poter essere accusata di esserlo. - dichiara il segretario di Rifondazione comunista - E' scandaloso che ciò che veniva detto del tutto marginalmente solo dai fascisti, oggi venga detto dal ceto politico dirigente del Paese. E' il tentativo di demolire la Repubblica e sostituire la Costituzione, che non a caso Berlusconi ha definito bolscevica, con il mercato. E di mettere al posto della Resistenza l'alleanza di guerra anglo-americana''.

''I sindaci del centrodestra mettano giù le mani dal 25 aprile e dal tentativo di riscrivere la storia. - avverte invece il verde Paolo Cento - Se insisteranno nello strumentalizzare troveranno nelle piazze una vera e propria bordata di fischi a ricordargli che i partigiani che combatterono per la libertà di tutti non sono un ricordo scomodo da cancellare ma un esempio di impegno civico e politico da trasmettere alle nuove generazioni''.

Sul fronte opposto sopraggiunge intanto una proposta che rischia di fomentare nuove risse verbali. Viene da Romano La Russa, presidente del gruppo consiliare di An in Regione Lombardia, nonché fratello del capogruppo dello stesso partito a Montecitorio. “Troviamo insieme - dice La Russa, inserendosi nella polemica attorno alla Festa della Liberazione - un'altra data in cui festeggiare per davvero la pacificazione nazionale, mettendo da parte una volta per tutte odi e divisioni che non hanno motivo di esistere tra italiani. I caduti devono essere ricordati tutti, di qualunque parte, siano essi quelli della Repubblica sociale, della Resistenza, o dell'esercito angloamericano”.

Un’idea la sua che fa un po’ il paio con quella del capogruppo della Lega al Senato. ''Di feste ne abbiamo già abbastanza. - dice infatti Francesco Moro - Quella del 25 aprile è una giornata che, com'è evidente a tutti, crea ancora troppe divisioni e polemiche, per questo motivo io francamente l'abolirei...''. Idea che trova solo in parziale disaccordo un altro esponente del Carroccio, Roberto Calderoni. ''Il 25 aprile io non lo abolirei ma lo trasformerei in una festa contro tutti i regimi ancora presenti nel mondo - propone il vicepresidente del Senato - una giornata di riflessione che vada oltre la storia di casa nostra''.

Ma dissociarsi dalle riletture e dai revisionismi arriva Giorgio La Malfa, esponente del centrodestra ma repubblicano e quindi di antica tradizione mazziniana e azionista. “Negare il significato del 25 aprile sarebbe gravissimo. - dice il leader del Pri - Perché è la celebrazione della Resistenza e della liberazione italiana. Non è il caso di modificarne il significato in nessuno modo, la storia italiana è quella che è. Ci vuole saggezza''.

E così mentre lo scontro dialettico infuria, a tentare di calmare gli animi ci provano quantomeno Marcello Pera, Maurizio Gasparri e Roberto Castelli. La presidenza del Senato dirama infatti una nota in cui si invitano componenti politiche e cittadini, "a celebrare tutti insieme la festa della libertà". Mentre il ministro delle Comunicazioni esorta alla conciliazione. “Credo - dichiara - che si debba ricordare il 25 aprile come il passaggio dell'Italia alla democrazia. Con uno spirito che lasci da parte polemiche e scontri per ricordare che la democrazia è una grande conquista che va difesa ogni giorno''.

''Il 25 aprile, per me, è la data dell'inizio della democrazia in Italia. - dichiara intanto il Guardasiglli Castelli - Ricordo che se oggi viviamo nel mondo in cui viviamo, se è possibile a tutti noi esprimere le nostre idee, se è possibile agli stessi pacifisti scendere in piazza questo lo dobbiamo ai nostri padri che hanno combattuto una guerra di Liberazione.

23 APRILE 2003, ORE 13:30, ultimo aggiornamento ore 20:40)

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,177166,00.html

Lello
23-04-2003, 21.07.16
Originariamente inviato da Ale il Golosone
255 Pagine 2541 Risposte 25983 Visite

CAVOLO!!!

Non l'avrei mai detto! ora piano piano mi leggo tutto
ciò che mi sono perso...
Grazie Ale... senza questo 3d mi sentirei perso... :D

carletto
23-04-2003, 21.33.27
Originariamente inviato da Lello
Un 25 aprile da tutti contro tutti

E' sempre alta la tensione tra i Poli, divisi sul significato storico della Liberazione. Berlusconi: "Non ci sarò". Botta e risposta tra Bondi e l'Unità. Romano La Russa (An) attacca: "Abolire la festa".

ROMA - "Alle celebrazioni del 25 aprile non ci sarò" . Berlusconi annuncia che non parteciperà alle cerimonie per la festa della Liberazione. Ma spiega subito che non lo fa per motivi politici, o magari perché intende sottolineare con la propria assenza le posizioni del suo portavoce Bondi sulla festa della Liberazione. No. Le sue sono ragioni prettamente personali: "Mi sono preso una settimana di stop. - spiega - Anche per finire di curarmi la mano sinistra che mi sono infortunato a S. Giuliano, procurandomi uno strappo ai tendini che ancora mi crea problemi".





Certo che al presidente del consiglio ed ai suoi sostenitori deve essere un pò difficile celebrare la caduta del fascismo.

Lello
24-04-2003, 07.49.47
Il convertito alle libertà, dopo un passato da sindaco comunista, Sandro Bondi di FI ha scatenato un vespaio di polemiche...
con le sue dichiarazioni sul 25 aprile...

Berlusconi, stanco a causa dell'impegno bellico italiano si riposerà...e non vi parteciperà...

e ai partigiani questa cosa fa un po'... arrabbiare...
http://www.anpi.it/images/home2-5.jpg

25 Aprile 2003


Silvio Berlusconi dovrebbe andare a Marzabotto il 25 Aprile? E perché mai? Se lo è chiesto il portavoce di Forza Italia Sandro Bondi, il quale, pur riconoscendo "la furia devastatrice dei nazisti", è arrivato ad accusare "i partigiani rossi di aver radicalizzato lo scontro con i nazisti in ritirata facendo pagare alle popolazioni civili un prezzo troppo alto". Per Bondi, insomma, le 1830 vittime civili delle SS e dei nazifascisti nell'Appennino bolognese sono ascrivibili alla “radicalizzazione” imposta dai “partigiani rossi” contro i nazisti. Per il sindaco di Marzabotto Andrea De Maria le argomentazioni di Bondi sono "inaccettabili", "sbagliate" e "antistoriche". Sostenere "responsabilità partigiane" per la scelta dei partigiani di opporsi a nazisti e fascisti è "un'argomentazione di estrema gravità, a suo tempo usata solo dall' estrema destra. Punta ad affermare che invece di ribellarsi a una dittatura, i partigiani avrebbero fatto meglio a non prendere le armi per combattere il nazifascismo".

Quanto a lui, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha definito "assolutamente apprezzabile" l'iniziativa del presidente della Repubblica Ciampi per il 25 aprile, ma ha precisato che lui non ci sarà. "Non ci sarò - ha aggiunto parlando con i giornalisti - perché mi sono preso una settimana di stop anche per finire di curarmi la mano sinistra che mi sono infortunato a S. Giuliano, procurandomi uno strappo ai tendini che ancora mi crea problemi".



http://www.anpi.it/250403/bondi.htm

www.anpi.it

Lello
24-04-2003, 22.13.57
Lettera aperta al Presidente del Consiglio
di Piero Fassino

http://www.unita.it/images/2003aprile/liberazione.jpg

Signor Presidente del Consiglio,
le parole con cui Ella ha voluto esprimere i suoi giudizi sulla Resistenza e sul ruolo che in essa vi ha svolto la sinistra hanno suscitato in me - e Le assicuro non solo in me - sconcerto e indignazione.
Sì, perché quelle parole sono frutto al tempo stesso di ignoranza e di arroganza. L’ignoranza di chi parla di cose che non conosce; l’arroganza di chi crede che ad un presidente del consiglio tutto sia consentito.
E, invece, chi ha la responsabilità di guidare una nazione ha il dovere di conoscerne la storia e di rispettarla.
Lei non può ignorare - anzi non “dovrebbe” ignorare - che quella Repubblica di cui Ella oggi guida il Governo affonda le sue radici nella lotta antifascista, quando uomini e donne di credo politico diverso, di ogni appartenenza sociale, di sensibilità culturali differenti, si unirono nel comune impegno di liberare l’Italia dal fascismo e dalla guerra catastrofica a cui la dittatura l’aveva condotta.Tra quegli uomini e quelle donne molti erano di sinistra - comunisti, socialisti, azionisti, repubblicani - che fecero fino in fondo la loro parte di combattenti per la libertà.
Mi auguro che Lei non ignori che in calce a quella Costituzione della Repubblica - sì, quella che Lei ha sbrigativamente definito “sovietica” - accanto alle firme di un convinto liberale come Enrico De Nicola e di un cattolico come Alcide De Gasperi c'è la firma di Umberto Terracini.
E non voglio davvero credere che Lei non conosca nomi come Antonio Gramsci, Giacomo Matteotti, i fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Bruno Buozzi, Leone Ginzburg uomini di sinistra che insieme a tantissimi altri pagarono con la vita il loro coraggio antifascista.
O nomi come Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Pietro Nenni, Palmiro Togliatti, Giancarlo Paietta, Camilla Ravera, Giorgio Amendola, Carlo Levi, Emilio Lussu, Ernesto Rossi, Pietro Calamandrei, uomini di sinistra che pagarono con l’esilio, il confino, il carcere duro la loro tenace volontà di non piegarsi.
Forse, non è inutile ricordarLe che nei giorni di aprile di cinquantotto anni fa Milano - la sua città - prima che arrivassero le truppe alleate fu liberata dai partigiani di Cino Moscatelli, Corrado Bonfantini e Tino Casali. E Milano liberata vide sfilare alla testa dei partigiani, fianco a fianco, cattolici come Enrico Mattei insieme a uomini di sinistra come Riccardo Lombardi, Ferruccio Parri e Luigi Longo.
Le potrei ricordare che nell’aprile del ‘44 a Torino caddero sotto lo stesso piombo fascista, gridando insieme «viva l'Italia libera», il monarchico generale Perotti, il socialista Erik Giachino e il comunista Eusebio Giambone.
Le potrei ricordare che combattendo a Megolo, nell’alto Piemonte, morirono insieme il cattolico Antonio Di Dio, il raffinato borghese Filippo Maria Beltrami e Gaspare Paietta.
Le potrei ancora ricordare come a Genova i tedeschi del generale Meinhold si siano arresi ai partigiani del cattolico Paolo Emilio Taviani e dell'operaio comunista Remo Scappini.
Potrei continuare con mille altri esempi - dalle giornate di Napoli al sacrificio dei fratelli Cervi - di quanto la sinistra abbia contribuito a quel moto nazionale di liberazione democratica che non a caso fu chiamato “Secondo Risorgimento”, riscattando così l’onore dell’Italia infangato dal fascismo e dalle sue avventure di aggressione. Boves, Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, le Fosse Ardeatine, il Portico d’Ottavia, la Risiera di San Saba, il Lager di Fossoli sono lì a testimoniare il pesante contributo di dolore e sofferenza con cui questo nostro Paese ha riconquistato la sua libertà.
Una storia che appartiene all’Italia e agli italiani. Una storia che Lei non solo dovrebbe avere la sensibilità di conoscere, ma soprattutto di rispettare. Perché lì c’è l’identità democratica e civile dell’Italia di oggi.
E dunque, Presidente, in questo 25 aprile renda onore a chi per la libertà ha pagato con la vita, a chi per la libertà si è battuto, a chi la libertà ha conquistato per ciascuno di noi. Anche per Lei.

http://www.unita.it/index.asp?topic_tipo=&topic_id=25255

Lello
24-04-2003, 22.19.04
Adesso è guerra all'antifascismo
di Furio Colombo

È cominciata una affannata e un po’ ebbra caccia all’antifascista, con una concitazione carica di disprezzo che fa temere giorni pericolosi.
Non c’erano mai stati, in questa democrazia italiana, sempre imperfetta ma mai a rischio, momenti in cui una parte si leva con una intolleranza così profonda, contro l’altra. Il fatto è che alcuni si sono persuasi di avere vinto la guerra e vedono se stessi camminare con una mano sulla pistola e l’altra sul fucile automatico, pattugliando le strade di un’Italia espugnata.

È accaduto che, in una sorta di delirio, l’Italia - quella della Resistenza e della opposizione - si sia incastrata sull’immagine dell’Iraq sconfitto e distrutto. Pattuglie di persone che credevamo normali giornalisti o deputati o opinionisti, vedono all’improvviso se stessi come tanti generali Jay Garner. Vi dicono, a volte urlando, malamente, a volte con sorriso sarcastico: «Avete perduto, cari miei, qui comandiamo noi». E se insistete nel tener testa, si inalberano, perdono il controllo. Vi dicono: «Dovete togliervi di mezzo, tacere, scomparire. Lo capite sì o no che adesso siamo noi a decidere che cosa è stata la Storia?».

Vi prego di credere, non sto esagerando. Sto citando Giuliano Ferrara (Panorama, 2 maggio): «I trucchetti ubriachi alla Giorgio Bocca non ci incantano. Siete gli antifascisti di ieri. Antifascisti pentiti. Andatevene a casa. Antifascisti go home». Sto citando la lettera un po’ farneticante, però «autorevole», dato il potere di cui dispone di Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia.

Ha preso l’iniziativa di segnare questo 25 aprile con un nuovo tipo di accusa all’antifascismo. I morti di Marzabotto sono a carico dei partigiani comunisti. Essi, volevano deliberatamente provocare rappresaglie durissime. Dunque la colpa non è dei tedeschi. L’affermazione è ovviamente folle. Ma poiché l’Unità ha osato riportarla, alla lettera, tra virgolette, Bondi, anch’egli in preda alla sindrome da vittoria nel deserto, risponde (si veda l’intero testo a pag. 34): «La Resistenza. Già ma che cosa ne sa lei della Resistenza! Anche su questo punto le posso dare lezioni di storia e di politica».

Ecco dunque che si dispiega l’operazione. Poiché l’antifascismo, nonostante tutte le intimidazioni (e anche le convenienze, le offerte, che però non tutti hanno accettato) rifiuta di scomparire, occorre conquistarlo, mappa alla mano e armi in pugno.
La trovata consiste nel dire: gli antifascisti siamo noi. Si fa con questo sillogismo: gli antifascisti erano accanto agli americani nella guerra di liberazione italiana. Dunque chi non si è fatto trovare accanto agli americani nella guerra di liberazione all’Iraq non è antifascista.

Come prova invitano a visitare i cimiteri americani della seconda guerra mondiale, con un argomento che non solo è logicamente insano, ma anche lanciato impudicamente a chi a quei cimiteri, a quei caduti, ha dedicato testi, film, documentari, libri, interventi, quando i suoi sfidanti erano felicemente impegnati a dire di quei morti tutto il male possibile.
Suggerisco ai lettori (ma perché no, anche agli estrosi neo-antifascisti) la lettura di un bel libro di Kressman Taylor dal titolo Senza Ritorno (Rizzoli, 2003). È il racconto, dolente e documentato, del braccio di ferro tra il nazismo e la Chiesa luterana. Poiché la Chiesa non voleva cedere, il nazismo ha inventato e impiantato una nuova Chiesa, detta dei «cristiani tedeschi», e l’ha sovrapposta alla prima, screditando o togliendo di mezzo, a una a una, le persone che si opponevano. Direte: ma perché non sappiamo nulla di questa storia? La risposta è nel libro citato, che era stato scritto tra il 1939 e il 1942 ma che solo adesso è stato ritrovato: un regime può far scomparire non solo persone e fatti, ma anche la narrazione di quelle persone e di quei fatti, anche la semplice notizia che siano esistiti.

Qui, finché rimane in piedi l’Unione Europea (a cui si stanno dando colpi feroci) non è possibile cambiare subito tutte le carte in tavola. Ma lo sforzo è grande e coerente. Bisogna tagliare il legame tra antifascismo, Resistenza e Costituzione. La Costituzione è il grande impedimento al pieno potere di Berlusconi. Il lavoro di demolizione è fervido, sotto diverse spinte e incitazioni di tante destre diverse (chi vuole i soldi, chi vuole le regioni).
Tra l’affermazione di Berlusconi, secondo cui la Costituzione è sovietica, e l’affermazione di Bondi che indica i partigiani comunisti come i veri responsabili delle stragi naziste, c’è un legame evidente. Non solo è la stessa gente, la stessa morale, la stessa qualità umana. È anche un progetto freddo, pensato nell’insieme, diretto a saldare tutti i punti di controllo del potere, a intimidire chi ancora non ci sta, a isolare il Presidente della Repubblica che viene sgarbatamente lasciato solo a festeggiare il 25 aprile. Il pretesto della vittoria (guerra combattuta da altri, pagata con la vita da altri, ma indossata come propria) offre l’occasione dell’arroganza brutale e violenta che è francamente di natura squadristica: ti dà dell'ubriaco, dell’indegno e ti invita a toglierti di mezzo, profittando del totale controllo di tutti i mezzi di comunicazione, privati e pubblici.

Per fortuna non tutti hanno perso la dignità. Una lettera inviata ai giornali dal ministro Mirko Tremaglia ricorda la frase detta alla Camera dall’allora presidente Luciano Violante che intendeva avvicinare la memoria dei caduti, senza confondere le ragioni della Storia e il senso della Liberazione.
Tremaglia non pretende di essere un altro. Riconosce se stesso, ma proprio perché lo fa, non si sogna di dare lezioni di identità agli altri, non viene a spiegare che il vero antifascista è lui.
Parla della guerra che lui, giovanissimo, ha combattuto, davvero,dalla parte di Salò e non pretende di essere reduce da Baghdad.

Vogliamo dire che è l’unico spunto di decoro - e anche di normalità - che scorgiamo da quella parte?

http://www.unita.it/index.asp?topic_tipo=&topic_id=25253

exion
25-04-2003, 11.45.06
A me sembra che il Polo stia facendo sul 25 Aprile, su QUESTO 25 aprile, tanta provocazione gratuita. Molte esternazioni mirate solo a creare una reazione un po' scomposta nel centro-sinistra, ad alzare i toni già infuocati della politica italiana. Revisionismo? Forse, ma dubito che ci sia in Italia un solo partito in grado di fare davvero opera revisionista, credo più semplicemente che sia solo l'intento continuo e ossessivo da parte del centro-destra di andare allo scontro dialettico, di tenere alta la tensione del dialogo politico.

In questo momento a destra sanno di parlare (più o meno) con una voce sola, e di sentirsi rispondere a sinistra da un coro dissonante di voci che non si mettono mai d'accordo su nulla. Tutta acqua al mulino del centro-destra, che da mesi si pone agli occhi degli elettori come un blocco compatto, coeso, decisionista. Contrapposto a una parte che sembra un pollaio pieno di galletti inconcludenti.

Le bordate del centro-destra contro il 25 Aprile, "festa comunista e dei comunisti", fanno male, ma la reazione del centro-sinistra fa anche quella male, perché alle provocazioni si risponde col silenzio, con la saggezza e la moderazione, non con altre provocazioni.

La sinistra di oggi rimane strettamente legata all'antifascismo di ieri, ma nessuno riesce ancora a spiegarmi cosa è in grado di fare concretamente la sinistra contro i fascismi di oggi e di domani.

E infine un'ultima annotazione: se per 50 anni la destra a rifiutato di sentire come propria la festa del 25 Aprile, ciò non significa che questa celebrazione sia diventata "di sinistra" per forfait dell'avversario: il 25 Aprile celebra la liberazione dell'Italia, il ritorno della libertà e della giustizia per TUTTI. Non è la festa dei partigiani, non è la festa dei comunisti, ma è la festa di tutti coloro che sono fieri di essere italiani.

Non è la festa della fine di qualcosa, la guerra e il fascismo, ma è la festa dell'inizio di qualcosa di nuovo, l'inizio di quasi 60 anni di pace e democrazia. Il 25 Aprile non è la festa di qualcuno, ma è la festa di tutti, dell'Italia. Chi la rinnega, o anche chi la fa propria escludendo qualcun altro, fa solo del male alla nostra cara Italia.

Paco
25-04-2003, 14.08.22
Buon 25 Aprile a tutti

Giorgio Drudi
26-04-2003, 14.57.45
Originariamente inviato da Paco
Buon 25 Aprile a tutti

Ciao Pacissimo :)

Giorgio Drudi
26-04-2003, 15.00.28
Originariamente inviato da exion
A me sembra che il Polo stia facendo sul 25 Aprile, su QUESTO 25 aprile, tanta provocazione gratuita. Molte esternazioni mirate solo a creare una reazione un po' scomposta nel centro-sinistra, ad alzare i toni già infuocati della politica italiana. Revisionismo? Forse, ma dubito che ci sia in Italia un solo partito in grado di fare davvero opera revisionista, credo più semplicemente che sia solo l'intento continuo e ossessivo da parte del centro-destra di andare allo scontro dialettico, di tenere alta la tensione del dialogo politico.

In questo momento a destra sanno di parlare (più o meno) con una voce sola, e di sentirsi rispondere a sinistra da un coro dissonante di voci che non si mettono mai d'accordo su nulla. Tutta acqua al mulino del centro-destra, che da mesi si pone agli occhi degli elettori come un blocco compatto, coeso, decisionista. Contrapposto a una parte che sembra un pollaio pieno di galletti inconcludenti.

Le bordate del centro-destra contro il 25 Aprile, "festa comunista e dei comunisti", fanno male, ma la reazione del centro-sinistra fa anche quella male, perché alle provocazioni si risponde col silenzio, con la saggezza e la moderazione, non con altre provocazioni.

La sinistra di oggi rimane strettamente legata all'antifascismo di ieri, ma nessuno riesce ancora a spiegarmi cosa è in grado di fare concretamente la sinistra contro i fascismi di oggi e di domani.

E infine un'ultima annotazione: se per 50 anni la destra a rifiutato di sentire come propria la festa del 25 Aprile, ciò non significa che questa celebrazione sia diventata "di sinistra" per forfait dell'avversario: il 25 Aprile celebra la liberazione dell'Italia, il ritorno della libertà e della giustizia per TUTTI. Non è la festa dei partigiani, non è la festa dei comunisti, ma è la festa di tutti coloro che sono fieri di essere italiani.

Non è la festa della fine di qualcosa, la guerra e il fascismo, ma è la festa dell'inizio di qualcosa di nuovo, l'inizio di quasi 60 anni di pace e democrazia. Il 25 Aprile non è la festa di qualcuno, ma è la festa di tutti, dell'Italia. Chi la rinnega, o anche chi la fa propria escludendo qualcun altro, fa solo del male alla nostra cara Italia.

...si..chi è senza peccato scagli la prima pietra...(non è la mia) :)

Lello
27-04-2003, 21.22.50
La scelta di Mastella: con Forza Italia contro i Ds
di Enrico Fierro

Che strana bestia è la politica. Prendi ad esempio Clemente Mastella, uno disposto a tutto. Gli chiedono, lo fanno i giornalisti di Sette, il magazine del Corsera, cosa sarebbe disposto a fare per salvare l'ammaccatissimo Ulivo, e lui lapidario: «Per un centrosinistra con più centro potrei avventurarmi a Cuba con Fausto Bertinotti. Ma senza sesso». Che tempra! Pensateci: in giro per L'Avana con Fausto il rosso a litigare sulla barba di Fidel e sulle condanne ai dissidenti del regime, mentre attorno sfilano fondoschiena da sogno. Il massimo del sacrificio.

http://www.unita.it/images/2003aprile/0426masetlla.jpg

A Cuba, però. Perché a Ceppaloni è tutta un'altra storia. Qui Clemente sacrifici non ne fa: manda all'aria il centrosinistra, prende a sciabolate i ds, si allea con Forza Italia e si candida a sindaco contro un esponente del partito di Fassino, Nino Rossi, 53 anni, medico dentista e presidente provinciale dei Ds di Benevento. Tutto per Ceppaloni: poco più di tremila anime, un migliaio con in tasca il certificato elettorale, disperse in sette frazioni, belle case in campagna e filari di Greco, Falanghina e Aglianico, un centro ordinato e un antico maniero che ebbe ospiti illustri come Federico II di Svevia. Questa, però, non è una disfida di paese ma qualcosa di terribilmente serio: da questo piccolo borgo che si affaccia sulla Valle del Sabato possono nascere nuove crepe nell'Ulivo. Perché a giocare la partita non è uno qualunque, ma Clemente Mastella, gioia e dolore di tutti gli uomini politici che con lui hanno avuto la ventura di stringere alleanze, siglare patti, disegnare strategie per il futuro.

Al congresso della Democrazia Cristiana dell'83, Ciriaco De Mita lo abbracciò con i lucciconi agli occhi, riconoscente per quei torpedoni carichi di aficionados saliti dalla provincia a Roma (le "truppe mastellate") che il fido Clemente aveva entusiasticameente organizzato. Ciriaco conquistò la Balena Bianca e qualche anno dopo Mastella, capriccioso, decise di cambiare cavallo. Una fregatura, amarezze della politica, che il leader di Nusco negli anni condivise con altri big: Berlusconi, Buttiglione, Casini, Prodi, Cossiga, D'Alema e Rutelli.

«Ma adesso Clemente si è intestardito, sta facendo un gioco d'azzardo», dicono i suoi amici. Che spiegano: «Se vince a Ceppaloni ha vinto poco o nulla, se perde perde tutto». È l'antica maledizione di Mastella, quell'oscillazione perpetua tra l'ambizione di essere leader nazionale e l'attaccamento al collegio paese per paese, che Massimo D'Alema sintentizzò perfidamente: «Uno sogna di essere Kolh e si ritrova Mastella». Ma lui, il segretario nazionale dell'Udeur, che ieri era nella sua villa di Ceppaloni a dare gli ultimi ritocchi al programma elettorale, il giorno prima all'inaugurazione del monumento ai caduti e il giorno prima ancora a quella di un ipermercato, fa spallucce. «La verità è che i Ds sono contro di me, vogliono trattarmi da pezzente e proprio nel mio paese ma non ci riusciranno. La loro è una lista raccogliticcia, ibrida, vincerò io».

Fermiamo per un attimo la conversazione e andiamo a casa della bestia nera, Nino Rossi, il dottore. «Mastella si illude, la gente non lo voterà, è stato già sindaco del paese nel '94 con risultati catastrofici, ridusse il comune al dissesto finanziario e a metà mandato si dimise». La casa di Rossi è poco sopra il castello, nel salone un via vai di antimastelliani doc. Il dottore mostra con orgoglio la prima tessera del Pci, la data è storica: 1968, «quando - racconta - essere comunisti in questo paese significava esporsi, rischiare. Negli anni ‘50 per contare i comunisti di Ceppaloni bastavano le dita di una mano e mezza, c'era il compagno Sebastiano Galasso, radiotecnico, e Vittorio Cerbo, lavoratore pure lui. Figuriamoci se con questa storia alle spalle ci facciamo intimidire da Mastella». Rossi è un tipo tosto. Si candida a sindaco la prima volta nel'96 con una lista ulivista, Mastella non scende in campo ma appoggia una lista di centrodestra. Rossi vince con 150 voti di scarto. Poi di nuovo nel 2000, Clemente tenta la rivincita, si candida e Rossi vince. I voti di scarto aumentano, sono più del doppio, 400. Le preferenze personali del dottore sono 1469, quelle del leader Udeur 150. Uno schiaffo, che qui chiamano paccaro e che andava vendicato, ma con calma. E così nel luglio dell'anno scorso va in scena quello che Rossi, il dottore, chiama «il golpe». Il sindaco è in vacanza (meta politica che di più non si può: Gallipoli), quattro consiglieri della maggioranza con tessera Udeur si alleano con cinque della minoranza, tessere Forza Italia, e sfiduciano il sindaco. Che è costretto a dimettersi. Mastella è raggiante, convoca i nove in un ristorante della zona - informano le cronache del tempo - e brinda con loro alla faccia di Rossi, dei Ds e dell'allenza strategica. «Sciocchezze - dice oggi il leader dell'Udeur - quella di Rossi era una maggioranza raccogliticcia, non politica». E si arriva alle elezioni.

Il caso Ceppaloni è una bomba ad orologeria. Più di Catania, dove l'Udeur si presenta col Polo contro Claudio Fava e il centrosinistra, più della vicina Casoria, 60mila abitanti, dove Mastella si allea con Fi e An per sostenere un vecchio arnese della Dc anni ‘80, Ciccio Polizio. Rossi e cinquanta iscritti alla sezione Ds di Ceppaloni si sospendono dal partito, «per non creare problemi», dice il medico-sindaco, visto che i Ds regionali non erano affatto d’accordo a rompere con Mastella. «Congela» la tessera della Quercia anche Ferdinando Facchiano, avvocato e ministro ai Beni culturali in uno dei governi della Prima repubblica. Gianfranco Nappi, segretario regionale dei Ds mastica amaro: «Mastella ha ragione, ha posto un problema di lealtà nella coalizione riferito al suo paese, l'ho detto più volte, ma ora non possiamo impiccarci per Ceppaloni, mentre proprio a Benevento, grazie soprattutto a Mastella, abbiamo costruito quel centrosinistra allargato a Rifondazione, a Di Pietro e a liste riformiste, che in Italia resta ancora un sogno». E Mastella: «Questa è la mia lealtà, altro che storie. Nella mia provincia l'Udeur sostiene un candidato dei Ds, Mino Nardone. Dopo il voto servirà un chiarimento nel centrosinistra: non so se è anomalo l’allargamento a Rifondazione a Benevento o quel che avviene a Ceppaloni, dove avrò come avversario un diessino e come alleato lo Sdi, oltre a Forza Italia. Ho scoperto oggi che a Crotone il segretario provinciale dell’Udeur, candidato sindaco, ha come antagonisti Margherita e Ds».

Ma Ceppaloni è repubblica a parte. «La repubblica di Clemente - chiosa Rossi - qui Mastella vuole fare il padre padrone, come nei bei tempi andati, ma quelle storie sono finite per sempre. Comunque ne riparleremo la sera dello spoglio delle schede». E se Mastella dovesse vincere? «Farò il sindaco, non ci sono dubbi», dice l'interessato. Scettici i suoi amici, che ripetono: «Clemente ha sbagliato: se vince non vince nulla, se perde perde tutto». Morire per Ceppaloni.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=25302

exion
27-04-2003, 22.10.46
Buttiglione e Mastella: l'incarnazione del mistero politico italiano. Due personaggi così dovrebbero essere già morti politicamente da almeno 7 anni. E invece no, sono ancora lì, non solo come semplici esponenti politici, ma addirittura come leader di partiti.

Io cerco di capire, cerco di mettermi nei panni di chi li ha votati, ma proprio non riesco a capire: come e in cosa si possa essere rappresentati da questi due strani figuri proprio mi sfugge completamente.

Mastella se vince non vince nulla e se perde, perde tutto? Beh, mi auguro che perda e che sia la volta buona che esca di scena. Ma il mistero italiano non fallisce mai: anche quando perdi, nella politica italiana, rimani comunque sempre in sella e al vertice.

Lello
27-04-2003, 22.17.11
Originariamente inviato da exion
Buttiglione e Mastella: l'incarnazione del mistero politico italiano. Due personaggi così dovrebbero essere già morti politicamente da almeno 7 anni. E invece no, sono ancora lì, non solo come semplici esponenti politici, ma addirittura come leader di partiti.

Io cerco di capire, cerco di mettermi nei panni di chi li ha votati, ma proprio non riesco a capire: come e in cosa si possa essere rappresentati da questi due strani figuri proprio mi sfugge completamente.

Mastella se vince non vince nulla e se perde, perde tutto? Beh, mi auguro che perda e che sia la volta buona che esca di scena. Ma il mistero italiano non fallisce mai: anche quando perdi, nella politica italiana, rimani comunque sempre in sella e al vertice.
(Y)
Se vince vince il Nulla... a Ceppaloni, capirai che posto strategico, manco Roma o Milano...
se non vince a Ceppaloni... poi....

se perde, non perde nulla..
ingrosserà le fila dei questuanti scalzi alla corte di Re Silvio...
con le pezze al sedere..?
No...
una pensione da deputato, una casa dell'INPS, mai lasciata a differenza di altri,....
e il posto fisso tra le comparse a Porta a Porta, tra soubrette e strateghi, presenti anche alla puntata su Lourdes...
poi Clemente su Padre Pio è ferratissimo, vedrai che lo vedremo nei vari salotti di RaiSet...

Ridiamo....., massì.... ridiamo :D :D :D
:mad: :D

Paco
27-04-2003, 22.52.32
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Ciao Pacissimo :)

Ciao Giorgio :)

Stalker
28-04-2003, 13.34.53
Leggevo ieri su Repubblica nella sezione "Roma" che alle provinciali in Lazio per il centro-destra si presenteranno anche gli schieramenti "Forza Roma" e "Forza Lazio"..... :rolleyes:
http://www.lazionews.com/Destra/D03/022703/forzaroma-avantilazio.htm

La cosa che mi ha fatto cascare le braccia è che molti cognomi dei componenti queste liste sono uguali a quelli dei giocatori delle squadre.... :rolleyes:

Un gran bel carrozzone, non c'è che dire...

The_Prof
28-04-2003, 14.26.52
Originariamente inviato da Ale il Golosone
255 Pagine 2541 Risposte 25983 Visite

CAVOLO!!!

Non l'avrei mai detto! ora piano piano mi leggo tutto
ciò che mi sono perso...

ALE mannaggia sapessi quanti amici mi sono fatto :D

Ale il Golosone
28-04-2003, 14.46.54
Originariamente inviato da The_Prof


ALE mannaggia sapessi quanti amici mi sono fatto :D



:D :D :D

exion
29-04-2003, 19.47.45
Ah ah ah :D :D
Grandioso il nostro caro presidente del consiglio, un vero capocomico, ha ragione Paolo Rossi :D :D :D
Quando l'ho letta avevo le lacrime agli occhi dalle risate:

dal televideo Rai di oggi, ore 12.15:

Berlusconi: in due anni tante riforme
"In due anni abbiamo trovato di tutto: terremoti, inondazioni, anche eruzioni di vulcani e l'11 settembre. Nonostante questo siamo andati avanti con il lavoro e abbiamo fatto le riforme".Intervenendo a Roma,ad una convention dei candidati di Forza Italia, il premier Berlusconi ha sottolineato "l'enorme mole di lavoro" svolta dal governo. "Noi lavoriamo senza soste -ha dettoe non lasciamo senza risposta nessuna domanda". E poi:"Abbiamo dato dimostrazioni di tempestività e concretezza, ma i Media non ce ne hanno dato conto".


ah ah ah :D :D :D

Ma cosa si aspettava? Che siccome era arrivato lui, l'Unto del Signore, la natura grata e tutti gli angeli intorno avrebbero preservato questo governo da terremoti, incendi, inondazioni e eruzioni vulcaniche? Forse che i governi comunisti del passato (ma quando? non gli ho visti passare), sporchi bastardi, avevano fatto un patto col diavolo e non hanno dovuto fare i conti con le stesse identiche tragiche catastrofi naturali?

Anzi no, meglio: i terremoti e le inondazioni sotto il governo Berlusconi sono una persecuzione degli Elementi contro il nostro beneamato Presidente, quelli invece sotto i governi di sinistra come in Umbria sono un complotto comunista per distruggere l'Italia... :rolleyes:

Siccome ha fatto il minimo di quello che ci si aspetta da un qualsiasi governo degno di questo nome (azione politica E ANCHE gestione delle eventuali emergenze ambientali), lui si aspetta un plauso speciale da opinione pubblica e stampa? :eek:

Grandioso Gigetto, più passa il tempo e meglio apprezzo tutta la sua verve comica... :D :D

Lello
29-04-2003, 20.06.57
(Y) Grazie per la notizia

anzi...
la buona notizia visto che il dolore alla mano... sinistra
è passato....

passasse anche lui...

:D :D :D

Vabbè ridiamoci su :)

carletto
29-04-2003, 23.45.06
Ultimissime

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora2/previti.htm

jannaz
30-04-2003, 00.30.00
Originariamente inviato da carletto
Ultimissime

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora2/previti.htm

11 anni e sono pochi....
la prossima volta ci pensa prima di corrompere dei giudici per conto di berlusconi.Perche alla fine la cosa che risulta e' questa:

un dirigente fininvest trasferisce a previti (senza fattura emessa) 400.000$ che trasferisce ad un altro conto che non esiste ma in realta finiscono su quello di un giudice che falsa un processo (fatto gia' provato in altra sede)

ma sti soldi - questi 400.000$ chi li ha tirati fuori?Il dirigente fininvest di tasca sua o gle l'ha detto qualcuno di fare un bonifico a Previti?Secondo voi berlusconi si fa scappare dalla tasche quasi un miliardino senza accorgersene che poi va a corrompere un giudice che lo favorira' in un processo a suo favore.
fate 2+2

Paco
30-04-2003, 10.39.50
Originariamente inviato da Stalker
Leggevo ieri su Repubblica nella sezione "Roma" che alle provinciali in Lazio per il centro-destra si presenteranno anche gli schieramenti "Forza Roma" e "Forza Lazio"..... :rolleyes:
http://www.lazionews.com/Destra/D03/022703/forzaroma-avantilazio.htm

La cosa che mi ha fatto cascare le braccia è che molti cognomi dei componenti queste liste sono uguali a quelli dei giocatori delle squadre.... :rolleyes:

Un gran bel carrozzone, non c'è che dire...

Non ci resta che...ridere :D :eek:

Paco
30-04-2003, 10.42.22
Originariamente inviato da carletto
Ultimissime

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora2/previti.htm

principio di legalità ;)

Lello
30-04-2003, 18.58.33
Siete pronti per una nuova avventura?
Il kit che aspettavate è disponibile qui (http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/elekit.html)

http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/internet2manifto1cxw200h319c00.jpg

:)

Paco
30-04-2003, 20.50.28
Originariamente inviato da Lello
Siete pronti per una nuova avventura?
Il kit che aspettavate è disponibile qui (http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/elekit.html)

http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/internet2manifto1cxw200h319c00.jpg

:)

Il kit "fatti da te" oppure il kit "scendo in campo anch'io" :D

Lello
30-04-2003, 20.55.30
Originariamente inviato da Paco


Il kit "fatti da te" oppure il kit "scendo in campo anch'io" :D

Come il papà di Benigni..

:D :D :D

Giorgio Drudi
01-05-2003, 17.05.50
Originariamente inviato da Lello


Come il papà di Benigni..

:D :D :D


Scendi in campo anche tu...potresti sottoscrivere l'invito che ti ho spedito alla discussione "Vi incontrereste.." ...o vuoi snobbarmi ( mi farai venire un mare di complessi d'inferiorità :timid: )
Ciao Lello :)

Stalker
01-05-2003, 19.14.56
Un articolo amaro ma che fa riflettere di Pansa:

Devo ancora votare per il centro-sinistra?
Troppi vip dell'Ulivo e dintorni mi disturbano: parolai, litigiosi e perdigiorno. Però...

di Giampaolo Pansa


Devo ancora votare per il centro-sinistra? Ecco una domanda insidiosa che, sempre più spesso, mi salta addosso, come un folletto birbone in agguato nel viottolo di un bosco. Qualche volta la domanda si presenta con il verbo mutato: posso ancora... Il "devo" mi rimanda a una specie di imperativo etico: il tuo dovere è di stare da questa parte e da nessun'altra. Il "posso" è più realistico e nasce da un interrogativo che riassumo così: quando sarai chiamato a votare alle prossime consultazioni politiche, l'Ulivo ci sarà ancora? O non risulterà già morto e sepolto da un pezzo? Qualche giorno fa, un amico mi ha detto: appena ho saputo del nuovo slogan pacifista, «contro la guerra infinita», ho pensato che il corteo fosse di elettori ulivisti incavolati neri per la guerra civile in corso dentro la loro, la nostra casa.

Torniamo al devo votare. Rispondere di sì implica di superare una serie di ostacoli che, almeno per me, non sono da poco. Il primo si chiama Rifondazione comunista, un bel rospone da mandare giù. Leggo ogni giorno "Liberazione" e il partito del Parolaio Rosso mi sembra ogni volta più alieno, come se vivesse e lottasse su Marte. Che cosa ho da spartire con Fausto Bertinotti? Praticamente niente. E poi c'è un ricordo che non mi ha ancora lasciato: la pugnalata alla schiena che il Parolaio diede a Romano Prodi, quando era presidente del Consiglio. Da quel delitto ebbe inizio la crisi dell'Ulivo che poi sfociò nella vittoria di Silvio Berlusconi. Chi può dire che Bertinotti non lo rifaccia un'altra volta? È saggio fidarsi di lui? Ecco un passaggio obbligato che mi dà una forte allergia. Eppure gli esperti del ramo dicono che nessun centro-sinistra ce la farebbe mai senza l'alleanza con questi compagni marziani.

Passiamo ai comunisti di Armando Cossutta. Accidenti che profumo di vecchia Mosca sovietica! Ma l'Armando è ancora il meno peggio, perché il suo stalinismo diventato bonario mi ricorda un vecchio zio che rimpiangeva i tempi dei lumi a petrolio e delle mogli che davano del voi ai mariti. Chi m'infastidisce è Oliviero Diliberto, sempre in tivù a spiegarci che, dalla guerra con l'Iraq in giù, sbagliamo tutto. Era così anche da ministro della Giustizia, quando lo pizzicai nel Bestiario per essere andato in vacanza alle Seychelles con la scorta pagata dai contribuenti, due giovanottoni della polizia penitenziaria che lo proteggevano persino al casinò del Plantation Club. E poi dei cossuttiani non sopporto il loro amore per la Cuba di Castro. Ancora adesso, in tempo di arresti dei dissidenti e di fucilazioni dei dirottatori di traghetti, i cossuttisti ripetono: siamo con Cuba, senza se e senza ma.

Anche dei Verdi mi fido ben poco. Dovrei votare per l'Alfonso Pecoraro Scanio, sempre più scamiciato e con l'aria da giovanotto del tempo perso? O per il Piotta, ossia Paolo Cento, il fratello furbo dei Casarini e degli Agnoletto?

Meglio passare alla Margherita e alle domande che mi suscita. Chi comanda in quel partito? Il piacione Rutelli, o il placido-testa quadra Castagnetti, o il ferrarese Dario Franceschini che quando va a "Porta a porta" cerca di menare tutti, neanche fosse Italo Balbo? Oppure a dare la linea margheritiana è la Rosy Bindi, che si è presa una sbandata (politica) per Sergio Cofferati?

Scartando Boselli e Mastella, brave persone che contano come il due di picche, arrivo al mio dilemma nel dilemma: i Ds di Fassino & D'Alema. Ho sempre fatto degli atti di fede nel loro partito, prima e dopo la svolta dell'Ottantanove. L'inizio è stato con Enrico Berlinguer che proprio a me disse: preferisco vivere al riparo della Nato piuttosto che col Patto di Varsavia. Chissà come l'avrebbe maltrattato, oggi, il Correntone! Poi ho dato fiducia a Occhetto e alla sua Quercia. E di fiducia in fiducia sono arrivato al Fassino del congresso di Pesaro e persino al Cofferati dei primi tempi, quando lamentava la scarsa generosità politica del vertice diessino. Per dirla tutta, mi sono spinto addirittura a votare una candidata, ora correntonista, che aveva deciso di querelarmi, la Gloria Buffo.

Ma adesso che cosa mi rimane? Una Quercia spaccata in due fazioni capaci soltanto di combattersi. Per di più, sullo sfondo, non vedo nessun Prodi in arrivo per salvarci. Anzi, pare che il professore non abbia voglia di ributtarsi nella politica italiana. Che posso fare, allora? Oggi come oggi, penso che dovrò comunque rivotare l'Ulivo. In omaggio al partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. Che un giorno, nelle Langhe del 1944, disse a un amico indeciso sul da farsi: «Non puoi startene da solo: devi scegliere la parte che ti dispiace di meno».


http://www.espressonline.it/ESW_articolo/0,2393,41549,00.html

exion
01-05-2003, 19.34.07
Stalker l'ho letto una settimana fa quell'articolo, ed ero rimasto impressionato, quasi spaventato.

Siamo al "turiamoci il naso" della sinistra..... :rolleyes:

Stalker
01-05-2003, 19.41.39
Originariamente inviato da exion
Stalker l'ho letto una settimana fa quell'articolo, ed ero rimasto impressionato, quasi spaventato.

Siamo al "turiamoci il naso" della sinistra..... :rolleyes:

E' giusto che ci poniamo delle domande.
Nell'altro schieramento stanno accadendo delle cose assurde e gli elettori sembrano lobotomizzati.
Noi si deve riflettere anche spietatamente sulla situazione della sinistra in Italia che non è certo rosea.
Fino a che in Italia la maggioranza delle persone crede con Berlusconi che esistono dei giudici comunisti che hanno atteggiamenti eversivi stiamo freschi...

Sì. Votare a sinistra per me è inevitabile.

carletto
01-05-2003, 22.29.40
Per anni ed anni, prima ai nostri vecchi e poi a noi, ci hanno fatto una capatosta così sul culto della personalità.
Se ben ricordate allora era una prerogativa altamente negativa dei regimi dell'est. Allora.



http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/internet2manifto1cxw200h319c00.jpg

E questo come si chiama?




Dato che da alcuni la risposta sarebbescontata gradirei un chiarimento esclusivamente dagli estimatori di costui.

exion
01-05-2003, 22.38.56
Originariamente inviato da Stalker


E' giusto che ci poniamo delle domande.
Nell'altro schieramento stanno accadendo delle cose assurde e gli elettori sembrano lobotomizzati.
Noi si deve riflettere anche spietatamente sulla situazione della sinistra in Italia che non è certo rosea.
Fino a che in Italia la maggioranza delle persone crede con Berlusconi che esistono dei giudici comunisti che hanno atteggiamenti eversivi stiamo freschi...

Sì. Votare a sinistra per me è inevitabile.

Stasera ho bevuto un bicchiere di Pigato di troppo....

E allora mi permetto di dire che gli elettori non sono affatto lobotomizzati, ma votano a destra perché sperano di trovarci un tornaconto.
Votano a destra perché sperano che facendo qualche fattura in meno in un paese governato dalla destra, qualcuno chiuderà un occhio.
Perché sperano che quel loro villino sulla scogliera, del tutto abusivo, passerà più innosservato che sotto un'amministrazione di sinistra.
Perché si illudono (o forse non si illudono affatto, chissà) che a furia di deligittimare i giudici si potrà tornare a rubare come e più di 15 anni fa....

Credono che esistano i giudici comunisti? No, ci credono in pochi, pochissimi, quasi nessuno. Ma va bene, anzi benissimo come messaggio, perché è il piede di porco per tutto il resto.

E domani passato il Pigato potrei anche ritrattare questi concetti radicali, radicalissimi, massimalisti fino all'estremo... Però intanto li metto nero su bianco così domani potrete richiamarmi alle mie responsabilità..... :p :D (D)

exion
01-05-2003, 22.43.53
Originariamente inviato da carletto
Per anni ed anni, prima ai nostri vecchi e poi a noi, ci hanno fatto una capatosta così sul culto della personalità.
Se ben ricordate allora era una prerogativa altamente negativa dei regimi dell'est. Allora.



http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/internet2manifto1cxw200h319c00.jpg

E questo come si chiama?




Dato che da alcuni la risposta sarebbescontata gradirei un chiarimento esclusivamente dagli estimatori di costui.


Io l'ho sempre pensato che l'odio ossessivo di Gigetto per il comunismo fosse in realtà dettato da una forte frustrazione, dal suo personale sentimento comunista represso: Gigetto è un comunista fallito, la sua ammirazione profonda e sincera per Stalin e per Lenin e per Marx è stata repressa dall'ambiente in cui è cresciuto, dalla famiglia, dai preti, ed ecco il risultato... Più omofobico di un gay represso :D :D :D

Lello
01-05-2003, 23.47.06
Originariamente inviato da exion


.....
Gigetto è un comunista fallito, la sua ammirazione profonda e sincera per Stalin e per Lenin e per Marx è stata repressa dall'ambiente in cui è cresciuto, dalla famiglia, dai preti, ed ecco il risultato... Più omofobico di un gay represso :D :D :D
:D :D :D
Mito allo stato puro (Y) (Y) (Y)

Grande Exion :)

Paco
02-05-2003, 11.07.31
Originariamente inviato da Lello


Come il papà di Benigni..

:D :D :D

il babbo aveva ragione
ma che maleducato
va a dire in televisione quelle cosacce :D

The_Prof
02-05-2003, 11.15.24
Originariamente inviato da carletto
Per anni ed anni, prima ai nostri vecchi e poi a noi, ci hanno fatto una capatosta così sul culto della personalità.
Se ben ricordate allora era una prerogativa altamente negativa dei regimi dell'est. Allora.



http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/internet2manifto1cxw200h319c00.jpg

E questo come si chiama?




Dato che da alcuni la risposta sarebbescontata gradirei un chiarimento esclusivamente dagli estimatori di costui.



I programmi politici non si basano piu' su delle proposte verso gli elettori, ma soltanto nel denigrare la parte avversa, e questo purtroppo vale per tutti gli schieramenti.

Ciao :)

Lello
02-05-2003, 17.26.07
Originariamente inviato da The_Prof




I programmi politici non si basano piu' su delle proposte verso gli elettori, ma soltanto nel denigrare la parte avversa, e questo purtroppo vale per tutti gli schieramenti.

Ciao :)
Vale molto per il centro destra!







che di argomenti ne offre a bizzeffe....



:D

Lello
02-05-2003, 17.31.17
http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/concertone/polemica/esterne0039d943cxw200h332c00.jpg


NO COMMENT








Grande Daniele....
tanto scandalo perchè dici ciò che pensi....

"Oh....
non era il posto giusto...., non è un comizio è uno spettacolo..."

OK Daniele....
la prossima volta vai a dire le tue cose a Porta a Porta....

Capito....????

:D


http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/concertone/polemica/polemica.html

Stalker
02-05-2003, 19.23.27
Originariamente inviato da Lello
http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/concertone/polemica/esterne0039d943cxw200h332c00.jpg



Susciterà scandalo ma io quoto questa foto. :)

Nothatkind
02-05-2003, 19.36.35
Originariamente inviato da Lello
http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/concertone/polemica/esterne0039d943cxw200h332c00.jpg


NO COMMENT




Quoto anch'io... ;)

p.s.: Ma chi, Cesare Lanza? quell'orrendo panzone che, oltre a non capire un c@zzo di calcio, si diletta in politica? Emulo di Ferrara (di taglia...)? o mulo ebbasta (somaro)??? :rolleyes: :rolleyes:

Lello
02-05-2003, 20.01.30
Originariamente inviato da Nothatkind


Quoto anch'io... ;)

p.s.: Ma chi, Cesare Lanza? quell'orrendo panzone che, oltre a non capire un c@zzo di calcio, si diletta in politica? Emulo di Ferrara (di taglia...)? o mulo ebbasta (somaro)??? :rolleyes: :rolleyes:
Nothatkind....
you're only politically incorrect....
but I like You...

(like the rock & roll)

:D :D :D

Ciao Not hai espresso benissimo il mio sentire.... (Y)

Lello
02-05-2003, 20.03.13
Originariamente inviato da Stalker


Susciterà scandalo ma io quoto questa foto. :)
Ci sarà un Question Time al Parlamento per questo Quote...

:)

carletto
02-05-2003, 21.28.51
Originariamente inviato da The_Prof

I programmi politici non si basano piu' su delle proposte verso gli elettori, ma soltanto nel denigrare la parte avversa, e questo purtroppo vale per tutti gli schieramenti.
Ciao :)

Quello che scrivi non ha nulla a che vedere con la mia domanda.










http://www.repubblica.it/online/politica/elekit/elekit/internet2manifto1cxw200h319c00.jpg
Se nel modello "sovietico" o "comunista" come dir si voglia era tanto criticato il culto della personalità secondo il modello "forzaitalista" questo che cosa è?

exion
02-05-2003, 21.31.00
Originariamente inviato da carletto


Questo non ha nulla ache vedere con la mia domanda.

Se nel modello "sovietico" o "comunista" come dir si voglia era tanto criticato il culto della personalità secondo il modello "forzaitalista" che cosa è?

Rispetto e amore per il leader :rolleyes:

exion
02-05-2003, 21.48.53
Tratto dalla lettera di Berlusconi al Foglio, in edicola ieri 1° Maggio:

Caro direttore - Scrivo a lei perché il suo giornale è stato l’unico a ricordare i due giorni terribili della democrazia italiana, il 29 e il 30 aprile del 1993.

Il 29 aprile di dieci anni fa un uomo di Stato inviso agli ex comunisti del Pds e al loro “partito giudiziario”, Bettino Craxi, fu sottoposto al voto segreto della Camera dei deputati. Bisognava decidere se la richiesta di indagare su di lui e di processarlo, da parte del notorio pool milanese, fosse o no viziata dal sospetto di persecuzione politica.

Nella libertà della loro coscienza, dunque a voto segreto, i deputati dissero che quel sospetto c’era e che Craxi andava sottratto a un’azione giudiziaria non onesta né imparziale. Con procedura straordinaria ed emergenziale, per responsabilità politiche e istituzionali che sono ancor oggi sotto gli occhi di tutti coloro che non dimenticano le offese alle istituzioni democratiche, il voto segreto, da sempre l’ultimo scudo della libertà parlamentare nei voti su casi personali e di coscienza, fu abolito in pochi giorni. E fu incardinata con brutalità decisionale la riforma costituzionale che portò di lì a qualche mese all’abolizione dell’immunità parlamentare varata con la Costituzione repubblicana dai padri fondatori dell’Italia moderna.

Ma se fino a pochi giorni fa Berlusconi andava dicendo in pubblico che la costituzione italiana era di stampo sovietico???

Allora, 'sta costituzione, l'hanno fatto i padri fondatori della Repubblica, o i cosacchi sovietici che nel '46 abbeveravano i cavalli a San Pietro?

L'importante nella vita è avere le idee chiare :rolleyes:


p.s.: cercando su internet questa famosa lettera, ho scoperto che tutti i numeri de Il Foglio sono disponibili online (PDF) integralmente e gratuitamente: www.ilfoglio.it

Nothatkind
02-05-2003, 21.50.28
Originariamente inviato da Lello

Nothatkind....
you're only politically incorrect....
but I like You...

(like the rock & roll)

:D :D :D

Ciao Not hai espresso benissimo il mio sentire.... (Y)

:D LOL, mi scuso per i termini... ovviamente non stavo facendo nessun tipo di generalizzazione verso eventuali detrattori, ma quel panza, no, cioè, Lanza, proprio è duro da digerire... e me toccava sorbirmelo pure ai mondiali, figuriamoci quanto lo sopporto se si mette a fare il politicante... :rolleyes: una spocchia e una saccenza che ho visto poche altre volte in televisione... (N)

Nothatkind
02-05-2003, 21.52.29
Originariamente inviato da exion
p.s.: cercando su internet questa famosa lettera, ho scoperto che tutti i numeri de Il Foglio sono disponibili online (PDF) integralmente e gratuitamente: www.ilfoglio.it

oohh, finalmente potremo dormire tutti sonni tranquilli, meno male che hanno avuto questa bella pensata!


:D :D :D :D
:p





:rolleyes:

exion
02-05-2003, 21.57.12
Originariamente inviato da Nothatkind


oohh, finalmente potremo dormire tutti sonni tranquilli, meno male che hanno avuto questa bella pensata!


:D :D :D :D
:p





:rolleyes:

Condivido in parte il tuo sarcasmo... ma ogni volta che posso attingere a una fonte di informazione in più grazie a internet, anche se è di parte e anche se è "contro la mia parte", penso sempre: "Che roba internet!" :) :p

Nothatkind
02-05-2003, 22.05.20
Sicuramente è sempre meglio documentarsi piuttosto che parlare a vanvera. ;)
Tuttavia, il pensiero di fare aumentare gli scatti dei loro counter mi dà il nervoso... :p

Lello
02-05-2003, 22.17.05
Originariamente inviato da exion


Condivido in parte il tuo sarcasmo... ma ogni volta che posso attingere a una fonte di informazione in più grazie a internet, anche se è di parte e anche se è "contro la mia parte", penso sempre: "Che roba internet!" :) :p
(Y)

Altre volte in questo 3d ho fatto notare quanta ritrosia ha la destra nel rendersi pubblica...

a differenza del centro-sinistra
non hanno siti per i loro giornali...
ne hanno forse paura...
"le parole sono pietre" anche sul Web...

tranne il Foglio... il nulla....


cioè il Foglio... :p

Stalker
03-05-2003, 14.33.13
Sottoscrivete anche voi l'appello di Libertà e Giustizia:

http://www.libertaegiustizia.it/appelli/appello01.htm

:)

succhione
03-05-2003, 14.47.43
..la condanna di un uomo, indipendentemente da chi sia, merita le dovute attenzioni..
...Previti, ha i suoi diritti, così come i suoi doveri...se la sua appartenenza politica o le sue "amicizie", possono aiutarlo o ostacolarlo nella ricerca della verità, è una sconfitta x tutti...destra e sinistra...
..continuo a rimanere lontano...anzi lontanissimo, da questa visione di società divisa, per cui...si cerca di manifestare in favore della "pace" globale..per poi azzuffarsi in "guerre" di partiti.....(N)

Lello
03-05-2003, 14.53.41
Originariamente inviato da Stalker
Sottoscrivete anche voi l'appello di Libertà e Giustizia:

http://www.libertaegiustizia.it/appelli/appello01.htm

:)
Fatto

Grazie per la News...

prendano esempio da Andreotti il Cesarone....

e il suo patrizio precettore.... :p

Paco
03-05-2003, 14.55.38
02/05/03

La bugia del dopo-Previti
di Claudio Rinaldi

Il presidente del Consiglio sa dire le bugie con un candore incantevole. Ieri, dopo la sua sparata contro la condanna di Cesare Previti, il capo dello Stato ha ricordato: «Non commento le sentenze. Dobbiamo tutti portare rispetto alle sentenze». Lui ha risposto: «Ma io non ho commentato una sentenza!».
Ecco invece che cosa aveva scritto al “Foglio”, testualmente, il Cavaliere. «La sentenza Previti? Il suo obiettivo non è fare giustizia, come dimostra tutto l’andamento del dibattimento e la violenza con cui è stata costruita la gogna per un deputato di Forza Italia, ma colpire le forze che hanno avuto il mandato di governare». E aveva aggiunto: «I magistrati non possono scegliersi, con una logica golpista, il governo che preferiscono». Molto più di un comento o di una critica, dunque: un attacco forsennato. La sentenza è stata liquidata come una losca manovra politica, benché il collegio giudicante fosse al di sopra di ogni sospetto di faziosità.
La bugia lascia aperta una domanda di fondo. Perché Berlusconi ha aggredito con tanta ferocia lo schivo dottor Paolo Carfì? Vanno considerati tre aspetti.
1. La genuina rabbia per la condanna di un amico e per il danno di immagine che colpisce il premier, tanto più che anche costui sarebbe stato sul banco degli imputati per il caso Mondadori se una rocambolesca prescrizione non l’avesse salvato.
2. La preoccupazione personale per il parallelo processo Sme, dove Berlusconi è tuttora alla sbarra e cerca disperatamente di sottrarsi al giudizio.
3. Un doppio calcolo politico. Scagliando l’anatema contro il tribunale di Milano, Berlusconi ha inteso forzare la mano a quei suoi alleati - An e Udc - che recalcitrano davanti alla sua idea di una vastissima immunità parlamentare introdotta a tamburo battente: la parola d’ordine è «Chi non è con me è contro di me». Inoltre Berlusconi ha voluto dare una scossa alla sua difficile campagna elettorale per le amministrative: sa che presentarsi come la Grande Vittima dei Comunisti di solito gli conviene.
Se questo è il quadro, si capisce che la lettera al “Foglio” è stata un gesto meditato con la massima attenzione. Essa annuncia concrete e rapide iniziative per manomettere la giustizia. Occorre perciò che i partiti di opposizione si oppongano, respingendo le tentazioni di non si sa quale confronto o addirittura dialogo sulla giustizia - magari per proteggere il prossimo presidente di turno dell’Unione Europea - che qua e là ancora affiorano. Meglio concentrarsi sui problemi veri del paese che sui privati guai di Berlusconi.
Due consigli specifici, per concludere, ai nostri eroi dell’Ulivo.
Il primo è dire no alla cosiddetta proposta Maccanico, che mira a sospendere i processi alle alte cariche dello Stato per tutta la durata del loro incarico: una simile norma avrebbe un pallido senso, forse, soltanto se a chi ne approfitta fosse preclusa la possibilità di ricandidarsi.
La seconda raccomandazione è astenersi da querule invocazioni al Quirinale. Carlo Azeglio Ciampi sta già facendo tutto quello che può e che deve. Sarebbe un errore trascinarlo in una dura battaglia che tocca ai partiti, ai movimenti, alla società civile combattere. [Fonte: Libertà e Giustizia (http://www.libertaegiustizia.it/oggi/oggi01.htm)]

Paco
03-05-2003, 15.02.19
Originariamente inviato da Lello

Fatto

Grazie per la News...

prendano esempio da Andreotti il Cesarone....

e il suo patrizio precettore.... :p

Ho firmato anch'io. ;)

A un concerto pubblico non è più permesso dire quello che si pensa, nei limiti della decenza. Non ha offeso nessuno in particolare, quindi non capisco questo scandolo. Mhà! :rolleyes: