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Visualizza versione completa : La sindrome da disconnessione


Robbi
19-03-2008, 09.23.49
http://www.mardukkina.it/images/115/media267979.jpg



Una nuova nevrosi si affaccia all'orizzonte. E' la sindrome da disconnessione, ne e' afflitto un americano su tre. Ne parla una ricerca condotta da Solutions Research Group su un campione di circa 5000 cittadini statunitensi.

E' sufficiente trovarsi con il telefonino senza batteria, per creare stati di ansia crescente e progressiva. Anche rimanere troppo a lungo lontani dal computer o non disporre di una connessione che funziona, è un’altra causa di stress psicologico che può portare a forti stati nevrotici.

La ragione principale del disagio è la mancanza della tribù virtuale, non si controlla o si gestisce a fatica la vita al di fuori del gruppo. Fondamentalmente quattro le principali ragioni

1) Bisogno di sicurezza. Il telefonino aiuta a risolvere tutte le situazioni. Esserne privi significa essere deboli.

2) Senso del dovere. Senza contenuti Internet e/o contatti telefonici la propria necessita' di conoscenza si depaupera rapidamente.

3) Aspetto sociale: senza posta, internet, o comunità virtuale, tutto sembra più vuoto, la senzazione e' quella di stare su un'isola deserta.

4) Memoria. Cellulare e PC rappresentano un’estensione del proprio sapere




Maggiori Info (http://news.wintricks.it/framer.php?ID=24826)

bricci_mn
19-03-2008, 11.47.53
Una cosa è certa:
gli americani sono mediamente molto immaturi e con un'istruzione medio-bassa (non prendiamo esempio dai telefilm, dove si mostra sempre una fasulla middle/upper-class), ed hanno un quinto della popolazione in prossimità o sotto la soglia di povertà.
Questo comporta che siano socialmente deboli, e di conseguenza molto inclini alle crisi di identità.

Ecco spiegato perché, anche solo vedendo le innocenti ma significative autoproduzioni su YouTube, si evince che hanno la necessità di "appartenere" a qualche forma di gruppo. E la virtualizzazione è quanto di più semplice, economico e veloce ci sia per far finta di socializzare.

Questa è una mia idea, non certo di valore scientifico. Ma avendo avuto a che fare con gli statunitensi negli anni, ed avendo degli amici laggiù coi quali sono in contatto spesso, mi rendo conto di quanto siano "semplici". E fragili.

kiss11
19-03-2008, 13.34.05
forse è proprio la "semplicità" è la forza del popolo americano.
Tante culture che devono per forza lasciar perdere i propri preguidizi per unirsi.

Il fatto di essere fragili non è sempre negativo, è molte volte un plusvalore.
forse questa semplicità nel non diffidare nel prossimo ha portato al grandissimo sviluppo dell'ideale americano. In europa prevale la diffidenza su tutti e tutto, e penso che tra un po ne trarremmo le conseguenze di questa nostra rigidità.

Essere fragili vuol dire essere leggeri ed essere leggeri vuol dire cadere e rialzarsi prima. In europa invece siamo PESANTI.

Comunque ciò che ho detto lo si capisce solo ce uno c'è mai stato in America, non in vacanza di 1 settimana in albergo, ma per diverse settimane e sempre a conttatto con loro. Tutti gli altri commenti fatti senza questa esperienza, sono viziati da pregiudizi di vario tipo.

Comunque è un'altro mondo in tutti i sensi... (nel modo di concepire la vita soprattutto)

:rolleyes:

zen67
19-03-2008, 14.48.21
....

Comunque ciò che ho detto lo si capisce solo ce uno c'è mai stato in America, non in vacanza di 1 settimana in albergo, ma per diverse settimane e sempre a conttatto con loro.
:rolleyes:


questo non l'ho capita... cmnq


ho avuto contatti di lavoro con la diciamo ""upper class" quando lavoravo da un'altra parte... che dire mi ritrovo allineato con bricci.. la mia considerazione sui generis degli states mi è andata sotto i piedi..:o ovvamente mai generalizzare e banalizzare (Springsteen http://emoticon.forum.googlepages.com/152.gif docet...:o :o :o :o :o )

teniamo conto che negli states esistono anche posti dovem a volte solo per andar a fare la spesa da casa propria ci vogliono 4-5 ore di macchina al + vicino wall...posso capire che in mancanza di certi punti di contatto, seppur virtuali, ci si possa sentire persi... non parliamo poi delle megalopoli... deserti non fisici ma di altra natura... :o

kiss11
19-03-2008, 15.05.32
questo non l'ho capita... cmnq


ho avuto contatti di lavoro con la diciamo ""upper class" quando lavoravo da un'altra parte... che dire mi ritrovo allineato con bricci.. la mia considerazione sui generis degli states mi è andata sotto i piedi..:o ovvamente mai generalizzare e banalizzare (Springsteen http://emoticon.forum.googlepages.com/152.gif docet...:o :o :o :o :o )

teniamo conto che negli states esistono anche posti dovem a volte solo per andar a fare la spesa da casa propria ci vogliono 4-5 ore di macchina al + vicino wall...posso capire che in mancanza di certi punti di contatto, seppur virtuali, ci si possa sentire persi... non parliamo poi delle megalopoli... deserti non fisici ma di altra natura... :o


primo, non ho avuto contatti con la Upper class ma solo con individui normali, secondo una cosa è andare nelle megalopoli, un'altra è andare nelle città vivibili e un'altra ancora è andare nella costa east o West....

quindi specifichiamo che quelli della upperclass sono uguali in ogni parte del mondo...

bricci_mn
19-03-2008, 16.38.14
ovvamente mai generalizzare e banalizzare (Springsteen http://emoticon.forum.googlepages.com/152.gif docet)...

Quello che probabilmente non ho espresso, come giustamente Zen67 sottolinea, è il non banalizzare e fare di tutta l'erba un fascio.
Resta in ogni caso il fatto che mediamente gli americani (gli statunitensi, per la precisione), sono tendenzialmente molto più "ingenui" (o forse "genuini"?).
Il bello è che sono molto socievoli, e lo dimostrano facendo amicizia molto velocemente con tutti. Ho avuto esperienze con studenti, viaggiatori, tecnici, e con dei giganti del cinema che mi hanno emozionato davvero: sembrava di essere con un proprio zio, o amico di vecchia data.
Però il rovescio della medaglia è che la leggerezza dei rapporti che nascono in grande quantità è destinata a far morire le conoscenze molto velocemente.
L'usa e getta diventa parte stessa del vivere, come proiezione del mondo materiale in quello delle emozioni.

Terribile, se ci si sofferma a pensarlo.

teniamo conto che negli states esistono anche posti dovem a volte solo per andar a fare la spesa da casa propria ci vogliono 4-5 ore di macchina al + vicino wall...posso capire che in mancanza di certi punti di contatto, seppur virtuali, ci si possa sentire persi... non parliamo poi delle megalopoli... deserti non fisici ma di altra natura... :o

E questo è un "problema" dei grandi spazi e non sta a me giudicarlo - vivo in un capoluogo che in mezzora di gambe si attraversa da un capo all'altro...: le plains americane sono i luoghi modernamente civilizzati meno densamente popolati del pianeta. E socializzare è come l'influenza... Una volta all'anno se va bene! :)
Internet è come la telemedicina: serve per dialogare o vedere il proprio "guaritore" emozionale, amico reale remoto o avatar che sia.