PDA

Visualizza versione completa : Contro l'ideologia Google


Gigi75
18-10-2004, 10.12.11
Riporto quanto apparso su un illustre blog, perchè, a fronte dell'entusiastico clamore che puntualmente segue le nuove iniziative di Google, il commento che segue rappresenta invece l'altra reazione.
Quella maliziosa, e un po' con la puzza sotto il naso.
C'è qualche fondamento? A voi la parola.


In origine erano le statistiche delle parole più richieste ad un motore di ricerca. Potrei dire: “Ne ho avuto uno”, ma sarebbe una sbruffonata e ci porterebbe lontano dalla nostra storia, anche se non sarebbe una bugia. Quelle statistiche erano/sono interessanti. Una volta tolti di mezzo tutti gli attributi sessuali e le porno star che guidano le classifiche, nella lista quotidiana delle parole più ricercate c’è la cronaca degli interessi di un paese, il diario più vero delle sue preoccupazioni e dei suoi vizi. Ma poi i motori sono cresciuti e cambiati, Anzi uno solo è diventato il leader assoluto: Google.


Leader al di là delle statistiche, perché Google ha ormai un margine di vantaggio nella fantasia tecnologica e nella capacità realizzativa ormai incolmabile da parte dei competitori. Ogni giorno o quasi c’è la notizia di una sua novità, e perfino noi blogger, mettendo in linea i nuovi servizi e le loro caratteristiche principali, abbiamo capito dove si va a parare: alla costruzione di un ambiente di lavoro completo e integrato, in parte basato sul computer dell’utente ma in parte molto maggiore e sostanziale integrato con la potenza di ricerca del motore. E’ una interpretazione “alta” di internet, una architettura “client/server” trasferita nel rapporto utente/servizio, un modo di essere della tecnologia ma in tendenza anche dell’economia. Il sogno degli anni del boom che torna a vendicarsi sui suoi detrattori.


Le novità di queste ultime settimane vanno tutte in quella direzione: l’hard disk virtuale, la ricerca possibile da desktop e possibile all’interno del proprio pc, e prima ancora tutte le applicazioni declinate in “toolbar” che richiedono di poter mandare a Google le informazioni sull’uso del servizio. Sono tutti servizi ad alta concentrazione intellettuale, belli e funzionali, e soprattutto sono aria fresca nel panorama della rete. Ultimo ma non meno cruciale elemento, aiuteranno Google a consolidare la sua supremazia verso i concorrenti e il suo titolo in borsa, perché la bontà di quel servizio è già marketing, è già conoscenza di noi tutti e quindi realizza la vendibilità del nostro comportamente al mercato. E tuttavia sono servizi che mettono le mani, e pesantemente, nei dati e nei comportamenti dei loro utenti.


Niente di scandaloso. E’ l’inveramento di certi presupposti tecnologici e di mercato e personalmente ho sempre pensato che dare informazioni su di se’ sia meglio che non darne. Il problema del non essere attaccati in alcun modo o sfruttati economicamente, per aver detto di sé in pubblico, è un grande tema delle società democratiche. Perché esistere in pubblico è un pezzo fondamentale della nostra esistenza, completa la libertà. E se far conoscere a una azienda come mi comporto quando compro il latte, aiuta quell’azienda a darmi latte migliore o a darmelo in modo piu' efficiente, io ci sto. Eppure…. Eppure non finisce qui.


Microsof in fin dei conti produce sistemi per aziende e le aziende chiedono di conoscere con chiarezza le statistiche d’uso delle proprie macchine e quindi in qualche modo il comportamento dei dipendenti – anche per tutelarsi contro danni derivanti da spionaggio industriale. E in fin dei conti MS costruisce decine di milioni di copie di un sistema operativo del quale bisogna sapere cosa non funziona (ahime’ molto).


Ebbene Microsoft anni fa creò la possibilità di controllare l’uso delle macchine in una data rete locale, oltre a quella di inviare a se stessa (MS) le segnalazioni sul (mal) funzionamento del sistema e determinate informazioni sull’uso della macchina sulla quale gira il suo software operativo. Su questa strada va avanti MS, senza farsi fermare da alcuna protesta. E puntualmente le associazioni di difesa degli utenti, in tutto il mondo, insorgono come un sol uomo contro questa violazione della privacy. L’idea è chiara e condivisibile: se un unico grande monopolista sa come si comporta la gente quando usa il pc, questa sua conoscenza sarà la sua forza verso il mercato, verso le persone e la sua moneta di scambio con gli altri potenti della politica e dell’economia. Tutto chiaro. Tutto giusto? Resto perplesso, perplessità per omissione.


La dico chiara chiara: ho il sospetto che si protesti solo perché a fare quei controlli è Microsoft. Perché, se date un’occhiata ai sistemi di posta e di gestione dei siti – anche del più scrauso blog a volte - quegli stessi che NON girano sotto Microsoft ma sotto i meravigliosi e liberi sistemi Opensource, potrete facilmente vedere quanto sia alto il livello di conoscenza dei propri utenti attingibile da parte dei gestori del sistema. Non c’è sillaba o bit che possa sfuggire a un gestore di posta di una organizzazione. Non c’è articolo letto su un blog che, dato il giusto programma, non possa essere ricondotto all’indirizzo di posta del suo lettore. Volendo, se il gestore vuole, questo è il punto. Quindi siamo tornati agli umani….


Mentre ripeto che io considero questa situazione in modo non apocalittico, cioè gestibile e da gestire, e verso la quale non mi sbraccio in nome della privacy violata (è lo sviluppo che volevamo , lo stiamo avendo, organizziamoci) , chiedo: perché si protesta contro Microsoft e non contro Google?

Qualcuno ha mai controllato i software di Google per accertarsi che non compia altre operazioni oltre quelle dichiarate? No, non lo ha fatto nessuno. E nessuno lo potrà fare, perché credo sia difficile che Google pubblichi i codici sorgente di quelle applicazioni (e quando lo facesse, saremmo poi garantiti?) E allora perché per il popolo della rete Microsoft è La Morte Nera e Google ha le sembianze di Luke Skywalker? Perché la Microsoft è sempre “colpevole” e Google è sempre innocente?

Fonte Zeta Vu (http://www.kataweb.it/kwblog/page/ZLVZ/)

RNicoletto
18-10-2004, 15.31.10
Non definirei il commento di cui sopra "con la puzza sotto il naso"; si sa che Google è un brand (l'unione di marchio ed Azienda) più simpatico ed accattivante rispetto a Microsoft. Tale commento serve invece a ricordarci che anche dietro Google girano soldi ed ambizioni.

In generale, io credo, non esistono Aziende Buone ed Aziende Cattive; esistono invece scelte societarie etiche e scelte societarie discutibili. Ma dove si nasconderà la Morte Nera ?? :p

torquemada
18-10-2004, 17.37.16
interessante segnalazione;)

Macao
19-10-2004, 13.43.40
oh...a me G piace, nello stile, nella grafica, nella leggerezza.....e lo trovo uno dei migliori motori di ricerca...

quando combineà qlc c@zzata lo lascierò dove sta come ho fatto con altre aziende come libero, inwind e tiscali....

Gigi75
19-10-2004, 14.20.40
D'accordissimo con te Macao:)

TyDany
19-10-2004, 17.47.13
Originariamente inviato da RNicoletto
Non definirei il commento di cui sopra "con la puzza sotto il naso"; si sa che Google è un brand (l'unione di marchio ed Azienda) più simpatico ed accattivante rispetto a Microsoft. Tale commento serve invece a ricordarci che anche dietro Google girano soldi ed ambizioni.

In generale, io credo, non esistono Aziende Buone ed Aziende Cattive; esistono invece scelte societarie etiche e scelte societarie discutibili. Ma dove si nasconderà la Morte Nera ?? :p

Sono daccordo, ultimamente Microsoft e Intel sono state etichettate come la rovina del mondo e secondo me ingiustamente :o

Gigi75
19-10-2004, 17.48.16
Be' insomma...tra un po' ci infilano DRM e Palladi vari pure nel..

..ehm..vabbè s'è capito:D :p