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Visualizza versione completa : I-mode


ERASER X
05-12-2003, 03.41.42
...Ma cosa sarebbe stò I-MODE ???

...qualcuno l'ha gia testato???

ziaoooooooo!!!!!!!!!!!!


:p

Doomboy
05-12-2003, 12.04.56
L'I-mode è un protocollo per trasferimento dati a commutazione di pacchetto, nato per le reti giapponesi PDC e creato da NTT-DO.CO.MO. che è il maggiore (o uno dei maggiori) operatori mobili giapponesi.

E' stato poi adattato alle reti gprs ed è stato venduto ad alcuni operatori europei.

Per l'Italia Wind ha l'esclusiva.


Sulla carta come servizio può essere più performante e funzionale dell'UMTS, perchè sfrutta tecnologie ed infrastrutture già esistenti, senza dovere mettere su daccapo le BTS, come nel caso dell'UMTS.

:)

Fëanor
05-12-2003, 13.58.09
e susa se è poco :p

Nothatkind
05-12-2003, 13.59.53
Beh, la vedo bene 3... o H3G che dir si voglia :eek:

Già con il wi-fi... :rolleyes:

Doomboy
05-12-2003, 14.32.25
Originariamente inviato da Nothatkind
Beh, la vedo bene 3... o H3G che dir si voglia :eek:

Già con il wi-fi... :rolleyes:

3 / H3G, se vuoi la mia opinione, non ha tutta questa voglia di conquistare mercato... mah!

ERASER X
05-12-2003, 17.46.01
mm....in termini di servizi??

IrONia
05-12-2003, 21.45.45
...another cazzata....:D:D:D

Bico Bico
05-12-2003, 22.31.18
Originariamente inviato da IrONia
...another cazzata....:D:D:D


già, come per il wap; ricordo ancora l'entusiasmo per questa nuova, rivoluzionaria tecnologia che avrebbe stravolto per sempre il concetto di telefonino. tutti in attesa de 'sti primi telefonini equipaggiati con "Internet"

e infatti poi si è visto... 'na strunzata indescrivibile :p

Lu(a
05-12-2003, 22.35.57
e perchè il GPRS, gli EMS, gli MMS.....sono stronzate disumane.

Finquando non avrò la stessa velocità dell'ADSL o superiore pure sul cellulare con gli stessi costi per quanto mi riguarda non se ne parla.

Lu(a
05-12-2003, 22.43.14
L'i-Mode, il servizio realizzato e gestito da NTT DoCoMo che più di ogni altro ha contribuito a sostenere il successo della telefonia mobile in Giappone, è ormai una realtà anche in Europa. Ammirato, desiderato, in alcuni casi invidiato, l'i-Mode in Giappone ha conquistato in pochissimi anni milioni e milioni di abbonati, al punto da conquistarsi la corona del "più fortunato servizio wireless nel mondo". Esportato da qualche tempo anche fuori dai confini giapponesi, l'i-Mode è oggi accessibile agli utenti mobili di diversi paesi europei. Ma con quale successo?

Neanche il più ottimistico degli analisti o il più spregiudicato degli investitori europei poteva sperare che la tecnologia giapponese sul suolo europeo sarebbe stata in grado di ripetere l'incredibile successo avuto in patria. Del resto, le differenze culturali, e soprattutto le differenze strutturali dei vari mercati, non possono essere ignorate. Ed infine, l'idea dell'i-Mode è ormai "vecchia" di diversi anni; cosa fa sperare che possa effettivamente riuscire ad imporsi all'esigente e smaliziato cliente europeo?

Lanciato per la prima volta nel febbraio del 1999, l'i-Mode ha raggiunto e superato in meno di due anni i 20 milioni di abbonati in Giappone, diventando la modalità per l'accesso ad Internet dominante, disponibile sul 90% circa del territorio nazionale. Questa, almeno in parte, è la ragione di un tale insperato successo. In Europa, però, dove la banda larga sta conquistando sempre di più il mercato, e milioni di persone utilizzano Internet ogni giorno, da casa, dall'ufficio, dalle università, la possibilità di accedere ad Internet in modalità wireless viene ormai identificata con il GPRS, oppure in tempi più recenti con l'UMTS. Terminali GPRS sempre più sofisticati e, ma solo di recente, terminali UMTS offrono infinite possibilità. Cosa cambia, allora, con l'arrivo dell'i-Mode?


Il segreto del mio successo...

Innanzitutto, bisogna capire come è strutturato l'i-Mode e che cosa lo differenzia dal nostro WAP, GPRS o UMTS. Sono diversi i fattori che hanno decretato il successo dell'i-Mode. In primo luogo, vi è il concetto base dell'i-Mode, le caratteristiche tecnologiche e, naturalmente, i contenuti. La cosa importante da sottolineare è che l'i-Mode è un servizio, e non una tecnologia, che combina un ottimo business plan con le risorse tecnologiche disponibili per offrire un servizio mirato all'utente. Questo vuol dire che l'obiettivo è sostanzialmente quello di attirare l'utente medio, offrendo i contenuti adatti.

La strategia di NTT DoCoMo è relativamente semplice. Prima di tutto, DoCoMo ha sviluppato specifiche essenziali in base al proprio concetto del servizio ed ha aperto stretti canali di collaborazione con i costruttori per fornire al mercato terminali per gli utenti interessati ai servizi i-Mode. Così, i terminali i-Mode prevedono ampi display a colori e suonerie polifoniche che consentono di scaricare contenuti ricchi ed intuitivi. Il secondo passo è, ovviamente, consentire all'utente fornito di telefono adatto di accedere ad Internet. In questo caso, DoCoMo fa da Internet Service Provider, offrendo ai propri clienti non solo l'accesso alla Rete ma anche un account e-mail che permette loro di comunicare sia con altri terminali i-Mode che con i PC tramite il Web.

Ma la chiave di tutto sono, senz'ombra di dubbio, i contenuti. Così, la scelta di DoCoMo è stata quella di allearsi con i fornitori di contenuti, facendosi portale mobile ed offrendo l'accesso ai contenuti di oltre 700 compagnie diverse, i cui collegamenti sono presenti direttamente sul portale di DoCoMo. Questo però non vuol dire che gli utenti i-Mode possono accedere solo a questo limitato numero di siti. Infatti, l'accesso ai contenuti di siti "esterni" è possibile digitando sulla tastiera del terminale l'URL desiderato. Per fare ciò, DoCoMo ha lanciato un proprio microbrowser HTML, in grado di presentare sul display del terminale, in maniera semplificata, i contenuti disponibili sulla Rete. Concettualmente semplicissimo, eppure estremamente efficace.

La scelta vincente è stata probabilmente proprio quella di orientarsi verso l'HTML ed il protocollo TCP-IP, ovvero lo standard di fatto alla base di Internet. L'obiettivo di DoCoMo è chiaramente offrire una ricchissima base di contenuti che attragga sempre più utenti. Di conseguenza, dal punto di vista del provider di contenuti, un terminale i-Mode è diventato molto simile ad un PC, di dimensioni estremamente ridotte. Questo ha consentito agli sviluppatori di contenuti per il Web di creare contenuti per l'i-Mode con molta facilità, non essendoci sostanziali barriere tecnologiche.


E in Europa?

Attualmente, i servizi i-Mode (che viaggiano sulle reti esistenti via GPRS) sono disponibili in Italia (Wind), in Francia (Bouygues Telecom), in Germania (E-Plus), in Olanda (KPN Mobile) ed in Belgio (Base), operatori che siglando ciascuno un accordo strategico con DoCoMo sono entrate a far parte della "i–Mode Alliance". Questo significa, tra le altre cose che è possibile anche usufruire del roaming per i servizi i–Mode, sebbene (in base agli accordi) i contenuti offerti sui portali di ciascun operatore saranno forniti da content provider locali. E, manco a dirlo, i servizi verranno successivamente estesi alla tecnologia 3G insieme al set già commercializzato sul sistema GPRS.

In sostanza, dunque, l'i-Mode in Europa è un'evoluzione dell'idea giapponese, adattata ed applicata alle specifiche condizioni tecnologiche e di mercato delle rispettive realtà europee. L'i-Mode oggi, ad un utente in possesso di un terminale GPRS di fascia alta o medio-alta, dunque più o meno sofisticato, non offre nulla in più. Nulla, ad eccezione della semplicità! Una semplicità, però, estesa anche a chi i contenuti li crea e li offre. L'i-Mode è, di fatto, Internet sul telefonino, la promessa mai mantenuta che ha determinato il flop del primo WAP. Ma la situazione oggi è cambiata.

C'è da dire, infatti, che anche i concorrenti europei (in altre parole, quelli che non hanno aderito alla i-Mode Alliance) hanno imparato dall'esperienza giapponese. Servizi del tutto simili, grande attenzione ai contenuti, alla customer satisfaction, ai costi. Un esempio per tutti, tanto per rendere l'idea, è Vodafone Live, per non parlare poi dei servizi di terza generazione di 3. Insomma, non siamo più nell'era del grigio WAP: oggi il colore (sbarcato nella telefonia mobile in Giappone anni fa) è disponibile anche in Europa a prezzi più che accessibili. L'i-Mode, dunque, arriva con un po' di ritardo. E potrebbe essere più che svantaggiato nella battaglia con i leader di mercato locali.


from www.gsmbox.it

IrONia
06-12-2003, 03.12.08
Originariamente inviato da Bico Bico



già, come per il wap; ricordo ancora l'entusiasmo per questa nuova, rivoluzionaria tecnologia che avrebbe stravolto per sempre il concetto di telefonino. tutti in attesa de 'sti primi telefonini equipaggiati con "Internet"

e infatti poi si è visto... 'na strunzata indescrivibile :p


:D:D:D

maxri
06-12-2003, 17.27.26
Originariamente inviato da Doomboy


3 / H3G, se vuoi la mia opinione, non ha tutta questa voglia di conquistare mercato... mah!


Io possiedo un videotelefono UMTS, e devo dire che oltre ogni mia aspettativa, il servizio di videochiamata funziona più che bene, ho quasi sempre la linea (sicuramente ho più campo UMTS ora, che GSM quando uscirono in commercio i primi telefonini che sfruttavano quella frequenza).
Inoltre, sempre oltre le mie aspettative, perchè sulle nuove tecnologie sono abbastanza critico, le immagini hanno una notevole fluidità.I costi per le videochiamate per ora sono elevati, e forse per questo che la 3 sembra disinteressata al mercato, perchè per ora non c'è concorrenza.