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Visualizza versione completa : godete, p2p libero... forse!!!


einemass
10-03-2004, 22.58.04
cliccate va

http://www.repubblica.it/2003/g/sezioni/scienza_e_tecnologia/p2p/laue/laue.html

ciao
einemass

exion
11-03-2004, 00.23.15
Francamente, dopo lo "scoop" sugli arresti degli utenti del p2p dell'anno scorso :rolleyes:, Repubblica ha perso qualsiasi credibilità su questo tipo di notizia.

I loro giornalisti seguono solo distrattamente l'evoluzione delle nuove tecnologie, e 9 volte su 10 i loro articoli sono una fiera del luogo comune.

Molto più preciso e realistico (e purtroppo anche un pò meno ottimista) mi sembra questo di Punto Informatico:

http://punto-informatico.it/p.asp?i=47327

exion
12-03-2004, 14.18.49
a conferma che l'aria che tira è di oscurantismo e non di libertà:

http://punto-informatico.it/p.asp?i=47364

Brunok
12-03-2004, 14.51.23
Però la direttiva sarebbe già un passo in avanti e non basato tutto sulla solita repressione e proibizionismo che storia insegna non portano da nessuna parte....

E poi non capisco una cosa??? ma siamo o NON siamo in europa (e minuscola) o piuttosto ci siamo solo per le cose che fanno comodo ai capoccia???? :rolleyes: (W)

exion
12-03-2004, 14.59.28
Originariamente inviato da Brunok
Però la direttiva sarebbe già un passo in avanti e non basato tutto sulla solita repressione e proibizionismo che storia insegna non portano da nessuna parte....

E poi non capisco una cosa??? ma siamo o NON siamo in europa (e minuscola) o piuttosto ci siamo solo per le cose che fanno comodo ai capoccia???? :rolleyes: (W)


secondo me assolutamente no.

Semplicemente la direttiva afferma con forza (e abbastanza facilmente) la necessità di punire la pirateria su scala commerciale, mentre lascia sostanzialmente un vuoto interpretativo sul resto, lasciando mano libera ai singoli stati di interpretare la norma in modo anche più restrittivo se lo riterranno opportuno.

Il che in poche parole significa: picchiate duro sulla pirateria commerciale; se poi volete picchiare duro anche sui singoli utenti, accomodatevi, noi in quanto parlamento europeo non ci assumiamo la responsabilità.

Cecco
13-03-2004, 11.50.41
Forse sarò impopolare. Premesso che a tutti noi fa e farebbe piacere
avere una libertà sconfinata in argomento, sono il primo, mettiamola in un altro modo: nella vita reale non entro in un negozio prendo un articolo ed esco senza pagare, perchè il fatto costituisce reato.
Non è che perchè mi sento nel virtuale e molto più veloce e libero nei movimenti e forse più nascosto il prelevare uno shareware, una canzone od un film diventino azioni legittime.
Poi magari ci sarebbe da discutere sui prezzi di vendita assolutamente
sproporzionati, ma questa è altra questione. Ciao

lucyfer_ina
13-03-2004, 14.42.14
cecco, proviamo a metterla in un altro modo: una volta si scambiavano con gli amici cassette, dischi, vhs, anzi ci si faceva prestare il disco x copiarlo su cassetta. Oggi è solo cambiato il medium allargando la comunità di persone che mettono a disposizione quello di cui dispongono e lo scambiano con una cerchia + vasta di persone; ovviamente mi riferisco al file sharing non finalizzato a dei guadagni.
Il decreto contro il p2p a questo punto è uno penalizzazione del medium e delle sue potenzialità.
E poi è assurdo volere la botte piena e la moglie ubriaca, leggi promuovere la vendita su larga scala di cdr, masterizzatori e connessioni ad alta velocità; chi si paga i costi non certo irrisori di fastweb o di una alice mega non lo fa certo x leggere la posta, chattare un pò e zappettare qua e là sulla rete.
Analogamente vorrei sapere quante persone si dotano di masterizzatore dvd solo x farsi le proprie copie di backup:D

Cerchiamo di essere realisti: se ci sarà davvero una offensiva prevedo disdette a raffica a fastweb ed alle connessioni ad alta velocità e quindi la messa in crisi di un settore attualmente in forte sviluppo

ma sulla lungimiranza dei nostri attuali governenti preferisco non fare commenti; rischierei il ban perpetuo

exion
13-03-2004, 15.30.02
@ Cecco: sarei perfettamente d'accordo con te, se non fosse che è cambiato il mondo. Se entri in un negozio, prendi e porti via, in negozio lasci un "vuoto", hai rubato qualcosa di materiale e insostituibile, hai portato via "atomi".
Col p2p invece, o col digitale più in generale entri, porti via, e nel negozio rimane esattamente tutto com'era prima che tu entrassi: hai portato via dei bit copiandoli, e i bit non sono atomi.

La chiave del problema è questo: può essere considerato rubare ciò che non si può rubare ma solo copiare? E considerato che il fine ultimo dell'era digitale è la digitalizzazione dell'intero scibile umano, è pensabile appplicare le leggi "dell'atomo" all'era del bit?

Non so dare una risposta a questa domanda, ma sono sicuro che lo "scontro" in atto in questi anni sia proprio la conseguenza di questa crisi, di questo momento di passaggio tra due mondi diversi.

Si può ribattere che la proprietà intellettuale è più vicina ai bit (immateriale) che non al supporto materiale che custodisce il contenuto, e che quindi se nessuno pagasse i diritti sulla proprietà intellettuale nessuno farebbe più musica, nessuno scriverebbe libri, etc...
Ma la cultura artistica occidentale, prima che fosse inventato il diritto d'autore, ha prodotto arte a livelli inimmaginabili per noi oggi. Quindi il problema è chiedersi se la creazione dell'intelleto, l'arte, oggi sia ancora solo arte come definita dai filosofi (e quindi contributo alla crescita e al benessere culturale), oppure se sia un banale prodotto o servizio paragonabili a tutti gli altri (e quindi contributo alla crescita economica e industriale). Se è vera la prima, il p2p non è furto, ma solo diffusione del sapere; se è vera la seconda, il p2p libero è inevitabilmente solo un furto.

E', in conclusione, uno scontro di idee, tra chi ritiene che l'unione tra industria e creatività sia un abbraccio mortale, e chi invece ritiene che si tratti di un'occasione di sviluppo. Un dibattitto che è sempre stato aperto, ma che lo è ora più che mai vista la facilità di diffusione delle opere di ingegno in conseguenza delle nuove tecnologie.

E' male rubare, certo. Ma forse, e questo è sicuramente il mio punto di vista, è altrettanto male considerare un bene privato e materiale ciò che è parte della cultura umana.

E poi non dimentichiamo un fatto fondamentale: il "tutti colpevoli" porta inevitabilmente al "nessun colpevole".


@lucyfer_ina: secondo me è davvero difficile paragonare il p2p al vecchio "scambia e copia" a mano. Dovevi procurarti la cassetta, metterti lì a copiare sull'impianto, verificare il volume, girare la cassetta a metà, riportare l'originale a chi te l'avevo prestato... Se poi la cosa non era fatta a regola d'arte, il risultato poteva essere penoso...
Oggi fai un clic del mouse, poi non ci pensi più e un'ora dopo hai un album nuovo di pacca, uguale all'originale...

Sul resto sono d'accordo: non c'è sviluppo dei provider senza p2p. Escludendo il p2p, una linea in fibra potrebbe servire solo alla ricezione via cavo di servizi video in streaming. Ma visto che il cavo copre si e no il 10% della popolazione italia, e visto che il satellitare per copertura e quantità di contenuti non teme confronti, 10Mbps non servono a nessuno. Senza p2p, 256Kbps di una vecchia alice ADSL è più che sufficiente a chiunque.

Il problema lucy, è che il settore non è affatto in forte sviluppo. Ristagna da 2 anni ormai, e c'è da chiedersi se davvero qualcuno "lassù in alto" non lo stia già considerando un settore industriale sacrificabile.

Cecco
13-03-2004, 17.18.42
Bè, capisco il vs. punto di vista, da un lato exion dice "ma tu non rubi nulla, solo copi", dall'altra Lucy ricorda lo scambio di dischi e cassette, e dunque..
Ad exion risponderei che ovviamente i diritti d'autore, perchè di questo trattasi, possono solo eludersi non rubare, a Lucy che, al di là dell'analogia, qui il fenomenno è certamente più grave considerato la facilità degli scambi.
Ma comunque potrei metterla in un altra maniera: e se noi tre avessimo creato una società di produzione investendo svariatissimi soldini in un film, e poi ci accorgessimo che questo film gira tra le case clandestinamente gratis?
Badate, ma credo lo sappiate, che ormai i film si vedono prima che escono nella sale cinematografiche!
Insomma, assolutamente lungi da me l'idea del moralista, capiamoci, sono come tutti, ma il problema obiettivamente c'è, forse non dal ns. punto di vista perchè ovviamente non ci perdiamo nulla, anzi. Ciao

exion
13-03-2004, 17.38.48
Originariamente inviato da Cecco
...

Ma comunque potrei metterla in un altra maniera: e se noi tre avessimo creato una società di produzione investendo svariatissimi soldini in un film, e poi ci accorgessimo che questo film gira tra le case clandestinamente gratis?

...

è proprio questo il punto Cecco: credo che non creerei mai una società di "produzione artistica". Mi pare persino un controsenso accostare le parole "produzione" e "arte". ;)

E' un problema difficile, non dico affatto che sia semplice. Ma penso davvero che siamo ad un bivio epocale: o sciogliamo adesso l'abbraccio mortale tra industria, spettacolo e arte, oppure l'arte non sarà mai più un bene comune dell'umanità ma solo un prodotto, un bene privato che si smercia come qualsiasi altro bene servizio.




Ma applicare il concetto dell'Open Source all'arte? ;)

Alef
13-03-2004, 17.52.46
Originariamente inviato da exion
[Ma la cultura artistica occidentale, prima che fosse inventato il diritto d'autore, ha prodotto arte a livelli inimmaginabili per noi oggi. Quindi il problema è chiedersi se la creazione dell'intelleto, l'arte, oggi sia ancora solo arte come definita dai filosofi (e quindi contributo alla crescita e al benessere culturale), oppure se sia un banale prodotto o servizio paragonabili a tutti gli altri (e quindi contributo alla crescita economica e industriale). Se è vera la prima, il p2p non è furto, ma solo diffusione del sapere; se è vera la seconda, il p2p libero è inevitabilmente solo un furto.


vero che in passato l'arte ha prodotto opere di livelli inimmaginabili però c'erano i mecenati, oggi chi investirebbe per avere al suo servizio musici e pittori? anche il calcio che fino a qualche decennio fa godeva dei favori di un certo mecenatismo oggi è diventato un business e gli effetti si vedono, neppure di fronte a tragedie come quella degli attentati a Madrid si è fermata la macchina dello spettacolo, gli sponsor non lo avrebbero gradito.....
Per come la vedo io, oggi la creatività è solo merce e obbidisce alla legge della domanda e dell'offerta con tutte le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi, con la differenza che oggi, dopo secoli ci sono delle opere artistiche che hanno resistito al filtro del tempo mentre dubito che fra un paio di secoli sopravviverà l'attuale produzione artistica.
Lo scambio nel p2p non è un furto della proprietà intellettuale è un mancato profitto per l'industria.

Alef

exion
13-03-2004, 18.02.54
Originariamente inviato da Alef


vero che in passato l'arte ha prodotto opere di livelli inimmaginabili però c'erano i mecenati, oggi chi investirebbe per avere al suo servizio musici e pittori? anche il calcio che fino a qualche decennio fa godeva dei favori di un certo mecenatismo oggi è diventato un business e gli effetti si vedono, neppure di fronte a tragedie come quella degli attentati a Madrid si è fermata la macchina dello spettacolo, gli sponsor non lo avrebbero gradito.....
Per come la vedo io, oggi la creatività è solo merce e obbidisce alla legge della domanda e dell'offerta con tutte le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi, con la differenza che oggi, dopo secoli ci sono delle opere artistiche che hanno resistito al filtro del tempo mentre dubito che fra un paio di secoli sopravviverà l'attuale produzione artistica.
Lo scambio nel p2p non è un furto della proprietà intellettuale è un mancato profitto per l'industria.

Alef

Perfettamente d'accordo sull'analisi della situazione.
Però non trai da questo tuo stesso ragionamento la conseguenza letale di questa situazione?

Se la produzione artistica di oggi non ha più come come scopo di sopravvivere al suo artista, di trasmettere qualcosa ai posteri, ma ha come unico scopo vendere, il "consumo" immediato, allora è l'arte stessa che è morta.

E se è morta l'arte, allora sta muorendo la nostra civiltà occidentale. (Ma qui mi fermo altrimenti andremmo davvero troppo OT ;))

Tutto sta a vedere se vogliamo accettare passivamente questa situazione di fatto, oppure se pensiamo che possa esserci una soluzione migliore.



ps: una precisazione doverosa. Che nessuni pensi che per me il p2p sia un mezzo di preservazione della nostra cultura occidentale o di liberazione dell'arte dal "bieco commercio capitalista", non sono così farneticante :inn:

Ma di sicuro il p2p pone prepontemente l'accento sul problema del rapporto della nostra società con l'arte e lo spettacolo e della necessità di una nuova forma di diritto sulla proprietà intellettuale.

Alef
13-03-2004, 18.57.14
Originariamente inviato da exion


Perfettamente d'accordo sull'analisi della situazione.
Però non trai da questo tuo stesso ragionamento la conseguenza letale di questa situazione?

Se la produzione artistica di oggi non ha più come come scopo di sopravvivere al suo artista, di trasmettere qualcosa ai posteri, ma ha come unico scopo vendere, il "consumo" immediato, allora è l'arte stessa che è morta.

E se è morta l'arte, allora sta muorendo la nostra civiltà occidentale. (Ma qui mi fermo altrimenti andremmo davvero troppo OT ;))

Tutto sta a vedere se vogliamo accettare passivamente questa situazione di fatto, oppure se pensiamo che possa esserci una soluzione migliore.



ps: una precisazione doverosa. Che nessuni pensi che per me il p2p sia un mezzo di preservazione della nostra cultura occidentale o di liberazione dell'arte dal "bieco commercio capitalista", non sono così farneticante :inn:

Ma di sicuro il p2p pone prepontemente l'accento sul problema del rapporto della nostra società con l'arte e lo spettacolo e della necessità di una nuova forma di diritto sulla proprietà intellettuale.

infatti la vedo messa proprio male, se la nostra civiltà non saprà adattarsi a nuovi schemi la vedo soccombente.
La proprietà intellettuale deve essere tutelata, è meritevole di tutela ma quello che viene proposto oggi, torno a ripetermi, non è la tutela intellettuale è solo tutela del profitto delle major. Bisogna cambire ma purtroppo viviamo nella illusione di una democrazia, nella realtà la maggioranza dei governi occidentali (e qui andiamo in un OT gigantesco) risponde agli interessi di un manipolo di multinazionali che sono poi tutti interconnessi fra loro. Preciso che non ho niente contro le multinazionali e non faccio una battaglia aprioristica ma le accuso di non avere una politica lungimirante, non riescono a pensare a lungo termine, vogliono il profitto subito e niente altro.
Quando i mecenati commissionavano un'opera la pensavano per tramandare qualcosa alle generazioni future, glorificavano si il loro potere ma almeno ci hanno lasciato qualcosa, adesso è tutto usa e getta. Di tutti i libri che ho letto negli ultimi 10 anni ci sono si e no 10 titoli che ho lasciato, gli altri, ogni due o tre mesi vengono dati al rubapoco ma non mi sognerei mai di andarmi a rivendere le poesie di Catullo o l'opera omnia di Pirandello o le tragedie di Shakespeare, un motivo ci sarà?

Alef (in versione decisamente pessimista)

Brunok
13-03-2004, 20.16.30
Originariamente inviato da Alef

..... ma purtroppo viviamo nella illusione di una democrazia, nella realtà la maggioranza dei governi occidentali (e qui andiamo in un OT gigantesco) risponde agli interessi di un manipolo di multinazionali che sono poi tutti interconnessi fra loro.... )

con queste parole si è detto praticamente tutto..... (W) (W) :S
fra l'altro è il problema maggiore dell'umanità che sta facendo danni enormi non solo in questo settore ma praticamente dappertutto in ogni cosa e la gente non se ne rende nemmeno conto tanto sono subdoli, ipocriti, falsi ed in chiara malafede coloro che gestiscono le varie situazioni .... :wall: :anger:

lucyfer_ina
14-03-2004, 12.25.29
cmq leggete questo
http://www.apogeonline.com/webzine/2003/06/04/01/200306040101

e gli animi dovrebbero distendersi un pò:)

RNicoletto
15-03-2004, 10.13.04
Originariamente inviato da lucyfer_ina
cmq leggete questo
http://www.apogeonline.com/webzine/2003/06/04/01/200306040101

e gli animi dovrebbero distendersi un pò:)
EHMM...

L'articolo di cui sopra è di 9 mesi fa (S) e se n'era già parlato:

http://62.101.68.209/forum/showthread.php?s=&threadid=51499

http://62.101.68.209/forum/showthread.php?s=&threadid=51748


SALUDOS Y BESOS !!!

skizzo
15-03-2004, 13.57.18
"L'era dell'accesso" di Jeremy Rifkin...negli ultimi capitoli parla proprio di "produzione culturale", non limitandosi solo a musica e spettacolo ma a TUTTO quello che ha culturalmente un valore.

Abbastanza interessante, anche se ovviamente c'entra solo in senso lato con il p2p :D

In ogni caso da leggere...
(vi farei una copia...ma violerei i diritti d'autore ed io non l'ho MAAAAAAAAAIIIIII fatto in vita mia... http://www.afbp.it/forum/html/emoticons/megaball.gif )