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Visualizza versione completa : [La Storia] L'Iran


Paco
15-09-2004, 18.43.44
Ecco il topic richiesto da Drudi sull'Iran.
Penso che sia interessante la Storia dall'ascesa di Khomeini.

Qui la sua biografia: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=154&biografia=Khomeini

davlak
16-09-2004, 14.46.42
storia in sintesi:

http://www.persia.it/html/cultura.htm

Giorgio Drudi
21-09-2004, 20.49.37
Diversi documenti miscelati e digeriti:


Il mazdeismo è stata la religione più a lungo venerata nell’impero persiano. Essa nacque come istituzione nel periodo achemenide ( 559 a.C.- 330 a.C, cioè fino alla sconfitta patita ad opera di Alessandro Magno) ed ovviamente era legata anche al potere che la classe sacerdotale gestiva nella struttura sociale.
Si capisce che l’istituzionalizzazione di una fede religiosa si ha nel momento in cui uno stato acquista potere e influenza e la fede religiosa diventa “istituzione” che affianca e coopera con il potere stesso.


Il grande dio era Ahuramazdah, creatore di tutto E’ lui che guida gli atti del re, a cui ha dato direttamente il potere. Tuttavia bisogna precisare che la Persia degli achemenidi non era uno stato fondato sulla religione, cioè integralista, come avverrà per i califfi arabi che regneranno al posto dei persiani.
Accanto ad Ahuramazdah vi sono altre divinità:
Mitra (sole) che verrà venerato anche dai romani
Mah (luna),
Zam (terra),
Atar (fuoco),
Apam Napat (acqua),
Vayu (vento).
Si tratta di divinità legate alla natura ed alle esigenze primarie degli iranici.

Con Antaserse II ( 404 - 358 a.C) assistiamo al compimento di una evoluzione e ci troviamo alla presenza di una trinità:
Ahuramazdah,
Mitra, dio del sole, dei contratti (legato al commercio) e della redenzione,( Il dio Mitra conobbe una rapida diffusione nell’impero romano nel periodo di dominazione di Pompeo in oriente. Egli, infatti, riportò numerosi prigionieri a Roma che trasmisero la propria religione.)
Anahita, dea delle acque, della fecondità e della procreazione.



I Persiani veneravano le loro divinità con sacrifici di sangue, secondo l’influenza indo-iranica. Tra i sacerdoti ricordiamo la classe particolare dei magi, di origine meda, la quale svolgeva un’attività a parte rispetto agli altri sacerdoti e deteneva un fortissimo potere presso la corte.
Rappresentavano una comunità isolata che praticava il matrimonio tra consanguinei e non usava l’inumazione dei cadaveri, come avveniva tra i Persiani, ma li esponevano all’aria per essere scarnificati.
I Magi credevano nel Bene e nel Male. Essi preparavano l’haoma, una bevanda inebriante impiegata durante i riti religiosi. Dal commercio di tale bevanda traevano numerosi proventi economici. Inoltre i magi custodivano le tombe reali, educavano la gioventù maschile, interpretavano i sogni, celebravano i sacrifici, prendevano parte all’incoronazione reale presso Pasagarde.
Sebbene avessero templi la maggior parte delle cerimonie religiose veniva praticata all’aria aperta, su altari poste in campagna.
Non si tratta di una religione monoteista, ma è indubbio che il ruolo principale è svolto da Ahuramazdah.

Nella fase di più intensa istituzionalizzazione del mazdeismo e quindi, si può immaginare, nella fase decadente, nacque Zarathustra o Zoroastro. Era il figlio, sembra, di un sacerdote di un clan di nobili allevatori che non avevano alcun tempio e offrivano i loro riti sacrificali all'aperto, nella steppa. Influenzato spiritual mente dalle tradizioni nomadi della sua tribù e dalla vita cittadina di Battria, fu destinato, ancora molto giovane, a seguire le orme del padre, a diventare lui pure sacerdote.
Zarathustra si accorse ben presto dell'inadeguatezza dei rituali mazdekisti, per cui all'età di vent'anni abbandonò la sua patria e parti in solitudine per trovare la verità. Lui, che si nominava uno zaotar, poeta sacro e predicatore, voltò le spalle al mestiere di sacerdote. Dieci anni, forse anche vent'anni, dovettero durare le peregrinazioni del religioso viandante.
Nell'Avesta ( il suo vangelo) troviamo scritto soltanto che alla fine, sul fiume Daitya, gli apparve un angelo e si sarebbe verificato uno dei più fecondi avvenimenti per la storia delle religioni:
sul fiume Daitya apparve al religioso viandante, dopo lunghe meditazioni, l'angelo Vohu Manu "animo buono" avvolto in uno splendido mantello di luce che lo condusse al trono del dio Ahura Mazdah "signore saggio"
che gli ordinò di combattere il principio del male, Angra Mainyu.

Zarathustra ebbe la visione della lotta cosmica tra le forze del bene e del male, tra Dio e Satana; poi della resurrezione dei morti, nel giorno del giudizio universale, e della continuazione dell'esistenza dopo la morte, nel paradiso o nell'inferno.

Dopo anni di lotte con i sacerdoti del feroce culto di Mitra, Zoroastro trovò un sostenitore in Vishtaspa, re di Chorasmia (l'attuale Turkestan), che patrocinò la diffusione della sua religione. Pur mantenendo l'adorazione del fuoco, lo zoroastrismo proibiva i riti orgiastici connessi con i tradizionali sacrifici persiani agli dei.

Il primo re persiano che riconobbe la religione predicata da Zoroastro fu probabilmente Dario I. Anche suo figlio, Serse I, fu un adoratore di Ahura Mazda, mentre Artaserse I, che regnò dal 465 al 425 a.C. promosse una forma di sincretismo fra la dottrina di Zoroastro e il vecchio politeismo.

Sotto la dominazione dei Seleucidi (greci, 312-65 a.C.) e degli Arsacidi (parti, 247 ca. a.C. - 224 d.C.), prosperarono accanto allo zoroastrismo culti e divinità straniere. La nuova dinastia persiana dei Sassanidi (224-636 d.C.) proclamò lo zoroastrismo religione di stato della Persia

Giorgio Drudi
22-09-2004, 08.42.45
Le notizie che ci informano sul contenuto della religione Zoroastriana ci sono fornite, principalmente, dall’Avesta. Secondo la letteratura parsi , un re prottetore di Zarathustra avrebbe fatto scrivere l’Avesta su 12.000 pelli di bue e avrebbe deposto “il libro” nel tesoro regale.
Con la conquista di Alessandro Magno, che i testi zoroastriani chiamano “ il diabolico” o “il maledetto” il libro sarebbe stato distrutto.
Verso il I secolo a. C. furono ricercati i frammenti che erano stati trascritti e quelli che si conservavano nella tradizione orale.
In ogni modo vi furono aggiunti documenti non appartenenti all’Avesta originaria, per cui accanto a testi molto più recenti, ce ne sono alcuni la cui arcaicità è confermata dall’analisi filologica. Così le Ghata, i canti di Zarathustra, che sono opera del fondatore stesso.
L’Avesta attuale non è tutta l’Avesta di cui parla la tradizione perché dopo la catastrofe di Alessandro un’altra più grave distruzione venne dalla conquista arabo-musulmana ( alla faccia della tolleranza della conquista arabo- musulmana).

Le parti dell’ Avesta attuale sono:
lo Yasna libro dei sacrifici che descrive le procedure e le modalità del sacrificio,
le 5 Gatha di Zarathustra,
il Vispered che parla di tutti gli angeli ( dal quale dipende in parte la angiologia ebraica)
gli Yasht, che contiene i canti da esguire durante i sacrifici,
la Khorda Avesta, ( piccola Avesta) che è un manuale di preghiere.

Giorgio Drudi
22-09-2004, 18.09.38
Zarathustra un profeta di Dio:

Il VII e il VI secolo a.C è una epoca di grandi riforme religiose nelle diverse parti del mondo: è come se il tempo avesse una “qualità” , quella evolutiva.
Ai tempi di Zarathustra gli ebrei avevano dell’aldilà una vaga concezione : un regno delle ombre indistinte dove tutti i morti giungevano, non v’era remunerazione o pena per le azioni compiute in vita, un regno delle ombre simile all'ade dei greci. Gli ebrei non avevano la concezione del Satana che si opponeva al disegno di Dio . Nelle scritture bibliche di quel tempo Satana compariva soltanto quale esecutore di Jahvè e spirito della punizione, cioè doveva sempre adempiere al volere del suo Signore. Non c’era in Israele il racconto della prima coppia umana né la teoria delle conseguenze causate dall’apparizione del demonio, né del tempo come divenire storico che aveva come esito il giudizio universale, alla fine dei giorni.
Zarathustra, a sua volta, ha sviluppato ulteriormente, e in maniera radicale, ciò che i santi indù avevano fatto ricevuto da Dio prima di lui..
Queste “rivelazioni” furono accolte da Israele e immesse nella sua teologia.
Come si può intuire la rivelazione di Dio è una realtà che tocca tutti i popoli e le religioni, sebbene poi sia stato compito di Israele operare una sintesi e ricevere la rivelazione definitiva.

La vita di Zarathustra è simile a quella di tutti i profeti: dopo le visioni che lo illuminarono, egli confutò la fede dei suoi padri che riconosceva un gran numero di divinità, buone o negative; ebbe discepoli che inviò a predicare, operò miracoli ed infine fu combattuto, fino a soccombere, dalla classe sacerdotale che non voleva rinunciare alle proprie tradizioni e ai sacrifici, occasione di grandi guadagni. Un altro Cristo, insomma.