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Visualizza versione completa : Il racconto del forum


Stalker
05-12-2001, 21.29.23
Se ne era accorto ancora prima di aprire gli occhi. Qualcosa era cambiato. Quella, non era più, incredibilmente, la sua stanza.... o meglio. Lo era ma...

Restò rigido, era completamente sveglio, ma gli occhi, no, non se la sentiva di aprirli.

Cos'era successo la sera prima... aveva bevuto qualcosa di strano ? Non aveva neanche fumato una sigaretta... niente... non aveva fatto niente di speciale....

La solita connessione annoiata, qualche Mp3, un po' di chat, un'occhiata al forum di wintricks, qualche donnina nuda.... insomma niente di nuovo. Eppure, stamattina si sentiva strano e, lo sapeva, non sarebbe andato a lavorare... non se lo spiegava ma la sensazione era forte. Stamattina non c'era bisogno di andare a lavorare.
Buffo no ? Trent'anni, un lavoro così così... il solito tran tran... un'abitudine, la mattina, svegliarsi e fare sempre le stesse cose... ma stamattina no.

Aspettò sdraiato. In attesa.... le palpebre chiuse... non aveva il coraggio di toccarsi il corpo. Vedeva le sue palpebre rosse, la stanza doveva essere assolata.... aspettava, sapeva che sarebbe venuta.... era un'abitudine.... ma quella voce era tanto tempo... che non la sentiva più.... così almeno.

Poi, come un rito millenario, la porta si aprì... e lei arrivò.

"Lorenzo, alzati che sennò farai tardi, muoviti !".

Sua madre aveva una voce che suonava insolitamente decisa e fastidiosamente sensuale.... ma era normale per la sua età.... sua madre era giovane, aveva 35 anni e lui, durante la notte, era tornato ad essere un bambino di 7 anni....

Se lo sentiva che sarebbe successo un giorno o l'altro.....


(se l'incipit che ho inventato vi piace provate ad andare avanti voi... sennò la storiella può anche finire qua :) )

Skorpios
05-12-2001, 23.09.08
Il rifiuto per le responsabilità e i ruoli era stato sognato troppe volte per non doversi avverare un giorno...

La rinuncia alla fatica di vivere si era fatta strada senza potersene accorgere.

Ma ora, il ritorno all'innocenza sembrava doloroso.

Poteva rinunciare davvero a sè stesso, poteva cedere proprio nel mezzo della lotta, poteva immolarsi sull'altare dell'ignavia?

No.

Ci doveva essere un'altra ragione...

Il desiderio di trovarsi in un altro tempo e in un altro luogo.

E contemporaneamente la consapevolezza che proprio quel tempo e quel luogo fossero gli unici possibili.

Almeno per il momento...

giofi83
05-12-2001, 23.19.32
... "Mamma, no sto bene, mi fa male la pancia non posso andare a scuola oggi, mi fa male"

Le parole uscivano dalla sua bocca autonomamente, percepiva la sua svogliatezza e si sentiva pregare che la mamma credesse alla sua malattia.

Poi dovette alzarsi, andare in bagno con la cantilena del padre che diceva:"lavati anche dietro le orecchie, non sono mica del prete".
Sedersi al tavolo della cucina, quanto era grande, con il piano di marmo grigiastro, contava le venature con la tazza del caffelatte, quanto era grande, e i biscotti fiordilatte da tuffarli dentro.
Grembiulino nero, fiocco azzurro e via sulla canna della bicicletta di papà, lungo il viale di platani e sentire il crepitio delle ruote sulle foglie secche.
Ed infine i gradini della scuola, l'enorme portone che sembrava volesse divorarlo e si trovò a pensare: "Sto sognando ora mi sveglio e vado a lavorare, si sta per suonare la sveglia, ora mi sveglio".
Ed intanto continuava a salire i gradini e piano piano un brivido di terrore entrava nel suo cuore.

(spero vada meglio del mio " c'era una volta" di là)
:) ciao;)

twinpigs
05-12-2001, 23.29.41
Lorenzo quel giorno era proprio scazzato ...
"vabbene sì ... mi alzo, ma da oggi comincio a vivere come dico io!" - pensa. (è andata proprio fuori)

Và in ufficio e incontra lo stronz@tto che ogni mattina gli faceva notare che non valeva un caxxo oltre quelle 4 mura ...
lo saluta con un sorrisetto sfottò, come non aveva mai fatto prima ....
accende il pc e carica il solito programma del caxxo per completare il solito progetto ...

ma fra una cifra e l'altra, una misura al metro quadro ...
pensa che stasera (venerdì), chiederà a Claudia di venire con lui a cena domani ...
Sì! è proprio cotto! lei è troppo bella per lui ma in fondo lei non conosce il vero Lorenzo ....

Skorpios
05-12-2001, 23.43.57
Il mondo non sembrava più lo stesso.

Dentro la sua testa giravano mille idee, mille sensazioni, mille potenzialità.

Farò...

Dirò...

Sarò...

Vedrai...

Vedrete...

Ma, all'improvviso, si stupì di non riuscire a ricordare più il perchè.

Sembrava un'eternità, ed era passato solo un attimo.

Qualcosa gli diceva che non era vero, che non era giusto, che non era possibile...

Ma, allora, era la semplice condizione umana a generare sofferenza.

Non era questione di chi, dove, come...

Il vero padrone era il desiderio.

In qualunque tempo, in ogni luogo, e in tutte le circostanze i desideri erano in grado di renderti schiavo.

E allora?

La via di fuga...

La via di fuga non esisteva: l'unica possibilità consisteva forse nell'abbandono...

L'unico modo di vivere possibile era quello del guerriero...

Skorpios
05-12-2001, 23.51.07
E non voleva crederci...

Stalker
05-12-2001, 23.52.07
La scuola.... no non poteva andarci. Non aveva senso. In fin dei conti, lui, lui aveva trent'anni e un corpo da bambino. Capiva tutto e sapeva tutto.... com'era strano...

Com'erano strane le persone. Immaginava il passato in bianco e nero. Le macchine. Che anno era ? Forse il 1978... o chissà...

La città sempre quella.... e diversa...

"Ti sei smarrito" ?

Si spaventò e smise di fantasticare... un uomo sulla cinquantina altissimo e ridicolmente vestito lo aveva fermato....

"No, non si preoccupi, sto aspettando il babbo che è appena entrato in quella panetteria...."

E corse via, veloce.... piangendo.

Piangeva e correva, qusi che il corpo di bambino lo giustificasse per quelle lacrime. Piangeva, era l'unica risposta che sapeva trovare in quel momento. L'unica risposta alla sua solitudine.

Skorpios
05-12-2001, 23.52.19
Non poteva ancora crederci...

twinpigs
05-12-2001, 23.55.22
Originariamente inviato da Stalker
La scuola.... no non poteva andarci. Non aveva senso. In fin dei conti, lui, lui aveva trent'anni e un corpo da bambino. Capiva tutto e sapeva tutto.... com'era strano...

Com'erano strane le persone. Immaginava il passato in bianco e nero. Le macchine. Che anno era ? Forse il 1978... o chissà...

La città sempre quella.... e diversa...

"Ti sei smarrito" ?

Si spaventò e smise di fantasticare... un uomo sulla cinquantina altissimo e ridicolmente vestito lo aveva fermato....

"No, non si preoccupi, sto aspettando il babbo che è appena entrato in quella panetteria...."

E corse via, veloce.... piangendo.

Si accorse in quel mondo, in quello strano 1978, lui era completamente solo. [spaventato e sorpreso]:eek: :eek: :eek: :eek: :eek: :eek: :eek: [/spaventato e sorpreso]:

Stalker
06-12-2001, 21.07.39
Anche quella mattina, certamente, la poesia l'avrebbe saputa tutta di un fiato....

Succedeva sempre così... la domenica, con la radio che trasmetteva "Tutto il calcio minuto per minuto" in lontananza. Lorenzo se ne stava concentrato, teso, arruffato, nella sua stanzetta. Lo sforzo per impararsi quei quattro versi era enorme ed enorme era la paura, il giorno dopo, di fare una figuraccia davanti alla maestra ( la maestra parlava sempre bene di Lorenzo alla mamma), davanti ai compagni e soprattutto di diventare rosso davanti a Francesca.

Non aveva il coraggio, mentre sentiva i primi rumori del mattino, di ripetersi la poesia in testa. Sentiva che la sapeva e questo bastava... bisognava non sforzarsi troppo... presto se ne sarebbe liberato...

Sovente si era sognato il futuro... se lo immaginava come nei cartoni: macchine volanti, case sopraelevate, gente vestita di tute metalliche, asettici.

Credeva di stare sognando.... "Sì è un sogno, che bello posso dormire ancora..." pensava... mentre alzandosi si ritrovava a guardare da una strana altezza una stanza sconosciuta.... "sto volando".... piena di cose mai viste, libri, vestiti buttati dappertutto, scartoffie e, soprattutto, lo incuriosiva, quella strana tv, lì sulla scrivania e quella tastiera, come nel telefilm "Spazio 1999".........

Lorenzo si sentì tutto eccitato, quando guardando sul calendario, notò che era l'anno 2001....

"2001 !!!!!! Grandioso, che sogno bellissimo... speriamo che la mamma non venga a svegliarmi proprio adesso...."

Nemesi
07-12-2001, 11.26.35
"Loooooorenzo!!!!!!!! E'tardi, la colazione è sul tavolo. Io devo uscire....ci vediamo stasera"
.............................
Suoni ovattati, provenienti da lontano.....lui li sentiva, ma non li ascoltava........
Quando era bambino gli capitava spesso. Vedeva che la gente parlava, sentiva rumori, e lui osservava incuriosito e un po'spaventato quelle bocche che si aprivano e chiudevano e quei suoni che inspiegabilmente arrivavano da un'altra parte....
Adesso stava solo cercando di capire, di focalizzare l'attenzione su quella data, ma era difficile.
Nuovi e antichi rumori si confondevano nella sua testa.

2001.

giofi83
07-12-2001, 13.09.05
Cosa stava accadendo?
Sono nel 2001, non nel '78, cos'è quella televiosione sulla scrivania?
A colori?
Windows XP:eek:
Eppura sentiva la voce della mamma che chiamava, il profumo del caffelatte, fece presto ad infilarsi i pantaloni, una dolcevita ed un sguardo allo specchio...
Ma chi è quell'immagine che lo fissava attonito dallo specchio, era un bambino con i pantaloni e la dolcevita:rolleyes:
Ho trent'anni
Sono nel 2001
La mamma mi chiama per la colazione (10 anni che sono uscito di casa)
La maestra di seconda mi aspetta per sentirmi recitare la poesia
Tutto è un sogno od un incubo, quel gioco che da piccolo faceva davanti allo specchio per viaggiare nel paese delle meraviglie imitando Alice aveva per una volta funzionato?
Oppure sono ancora disteso nel mio letto e sono morto, e rivedo o rivivo la mia vita, i miei errori.
Morto?
Bambino o uomo.
Ma esisto o sono solo qualcosa nel sogno di qualcuno?
...

[su questa strada potrà nascere un'opera degna di Kafka:eek: ]
:)

Skorpios
08-12-2001, 11.13.30
Ma quali erano gli stati di coscienza esperibili?

La veglia, il sonno, il sogno, la trascendenza...

E poi?

C'era dell'altro ancora, o no?

E se fosse stato il primo a sperimentare una nuova coscienza?

Cercava affannosamente un significato, cercava un senso, una ragione.

Le sensazioni, le emozioni, i sentimenti non erano più sufficienti: guardava oltre, sentiva l'oltre...

E si ricordò che non c'era niente che un essere umano non potesse sopportare...

Un essere umano...

La sottile percezione di qualcosa che lo accomunasse indissolubilmente all'intero Universo cominciava a farsi strada...